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VUOI SAPERE COME SEPARARTI CONSENSUALMENTE A BOLOGNA CON IL TUO AVVOCATO? CINQUE CONSIGLI SUBITO123CONIUGI CHE LITIGANO1

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123CONIUGI CHE LITIGANO1Quale differenza c’è fra separazione consensuale e giudiziale?

Nella separazione consensuale i coniugi sono d’accordo su come regolare i loro rapporti e chiedono che il Tribunale prenda atto della loro volontà nella giudiziale, invece, questo accordo non c’è ed è il Tribunale che decide, dopo gli opportuni accertamenti, le condizioni della separazione.

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E’ possibile nella separazione consensuale inserire altre clausole, oltre a quelle riguardanti l’affidamentodei figli, della casa e il mantenimento?

123CONIUGI CHE LITIGANOSì, è possibile regolamentare con l’accordo ogni altro aspetto della separazione, tra cui anche la divisione dei beni comuni.

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Come si svolge il procedimento di separazione consensuale?

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COME SI SVOLGE:

Dopo aver raggiunto l’accordo sui loro futuri rapporti, i coniugi presentano un ricorso al Presidente del Tribunale e i certificati richiesti.Verrà fissata una udienza nella quale dovranno confermare la loro volontà. Il verbale di separazione sarà omologato dal Tribunale. Il procedimento dura pochi mesi.

La separazione consensuale è un negozio di diritto familiare avente un contenuto essenziale – il consenso reciproco a vivere separati,

 l’affidamento dei figli, l’assegno di mantenimento ove ne ricorrano i presupposti – ed un contenuto eventuale, che trova solo occasione nella separazione, costituito da accordi patrimoniali del tutto autonomi che i coniugi concludono in relazione all’instaurazione di un regime di vita separata (nella specie vendita della casa familiare e attribuzione del ricavato a ciascun coniuge in proporzione al denaro investito nel bene stesso). Ne consegue che questi ultimi non sono suscettibili di modifica (o conferma) in sede di ricorso “ad hoc” ex art. 710 c.p.c. o anche in sede di divorzio, la quale può riguardare unicamente le clausole aventi causa nella separazionepersonale, ma non i patti autonomi, che restano a regolare i reciproci rapporti ai sensi dell’art. 1372 c.c.

Nel giudizio di separazione personale, diversamente da quello di divorzio, ove le ragioni della decisione e più genericamente le condizioni dei coniugi assumono rilievo ai fini della determinazione dell’assegno insieme con numerosi altri elementi, le condizioni alle quali sono sottoposti il diritto al mantenimento ed il suo concreto ammontare consistono soltanto nella non addebitabilità della separazione al coniuge in favore del quale viene disposto il mantenimento, nella mancanza, per il beneficiario, di adeguati redditi propri e nella sussistenza di una disparità economica fra i due coniugi, con la conseguenza che a quello cui non sia stata addebitata la separazione il mantenimento spetta nel concorso delle altre condizioni, a prescindere dal fatto che la prima sia stata promossa con o senza addebito alla controparte.

Il diritto all’assegno di mantenimento, nella separazione personale,

ha come suoi presupposti la non addebitabilità della separazione al coniuge richiedente, la non titolarità, a parte del medesimo, di adeguati redditi propri, ossia di redditi che consentano di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e la sussistenza di una disparità economica tra le parti. Il precedente tenore di vita coniugale deve desumersi dalle potenzialità economiche dei coniugi, ossia dall’ammontare complessivo dei loro redditi e dalle loro disponibilità patrimoniali, non avendo – invece – rilievo il più modesto livello di vita eventualmente subito o tollerato.

Nel procedimento di separazione personale dei coniugi, i provvedimenti adottati dal giudice istruttore, ex articolo 709, ultimo comma, del Cpc,

 di modifica o di revoca di quelli presidenziali, non sono reclamabili poiché è garantita l’effettività della tutela delle posizioni soggettive mediante la modificabilità e la revisione, a richiesta di parte, dell’assetto delle condizioni separative e divorzili, anche all’esito di una decisione definitiva, piuttosto che dalla moltiplicazione di momenti di riesame e controllo da parte di altro organo giurisdizionale nello svolgimento del giudizio a cognizione piena

Il coniuge che abbia integralmente adempiuto l’obbligo di mantenimento dei figli, pure per la quota facente carico all’altro coniuge,

è legittimato ad agire iure proprio nei confronti di quest’ultimo per il rimborso di detta quota, anche per il periodo anteriore alla domanda, atteso che l’obbligo di mantenimento dei figli sorge per effetto della filiazione e che nell’indicato comportamento del genitore adempiente è ravvisabile un caso di gestione di affari, produttiva a carico dell’altro genitore degli effetti di cui all’articolo 2031 del Cc. Quanto agli interessi sul capitale del figlio minore, essi, come in genere i frutti dei beni del medesimo, spettano al genitore esercente la potestà, ai sensi dell’articolo 324 del Cc, sicché deve escludersi che il figlio, divenuto maggiorenne, sia legittimato ad agire per il pagamento dei suddetti interessi inerenti al periodo antecedente al raggiungimento della maggiore età.

Famiglia – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Effetti – Provvedimenti per i figli – In genere ascolto del figlio minore infradodicenne – Obbligo del giudice – Modalità – Ascolto del minore da parte del consulente – Differente natura e finalità – Conseguenze – Onere di motivazione.

In tema di separazione personale tra coniugi, ove si assumano provvedimenti in ordine alla convivenza dei figli con uno dei genitori, l’audizione del minore infradodicenne, capace di discernimento, costituisce adempimento previsto a pena di nullità, in relazione al quale incombe sul giudice un obbligo di specifica e circostanziata motivazione –

tanto più necessaria quanto più l’età del minore si approssima a quella dei dodici anni, oltre la quale subentra l’obbligo legale dell’ascolto – non solo se ritenga il minore infradodicenne incapace di discernimento ovvero l’esame manifestamente superfluo o in contrasto con l’interesse del minore, ma anche qualora il giudice opti, in luogo dell’ascolto diretto, per un ascolto effettuato nel corso di indagini peritali o demandato ad un esperto al di fuori di detto incarico, atteso che l’ascolto diretto del giudice dà spazio alla partecipazione attiva del minore al procedimento che lo riguarda, mentre la consulenza è indagine che prende in considerazione una serie di fattori quali, in primo luogo, la personalità, la capacità di accudimento e di educazione dei genitori, la relazione in essere con il figlio.

In quali casi si può chiedere la separazione giudiziale?

Quando la convivenza è divenuta intollerabile ed è dannosa alla educazione dei figli. Ciascun coniuge può anche chiedere che la separazione sia addebitata all’altro per violazione dei doveri che derivano dal matrimonio,cioè fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nell’interesse della famiglia e coabitazione.

Che cosa comporta la dichiarazione di addebito?

Il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde il diritto al mantenimento (ma non quello agli alimenti), i diritti sull’eredità del coniuge e quelli sulla sua pensione di riversibilità nel caso in cui non sia beneficiario di un assegno alimentare.

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Quale è la differenza tra assegno di mantenimento e assegno alimentare?

Il mantenimento deve essere adeguato al tenore di vita precedente alla separazione; gli alimenti vengono versati solo se il coniuge si trova in stato di bisogno e non possono eccedere lo stretto indispensabile.

Voglio separarmi, ma mio marito è contrario: cosa posso fare?
Qualora i coniugi vogliano ottenere la separazione, ma non siano in grado di trovare un accordo, possono ricorrere all’istituto giudico della separazione giudiziale.
Chiaramente la separazione giudiziale può essere richiesta anche da uno solo dei due coniugi.
In caso di separazione giudiziale è anche possibile richiedere l’addebito, cioè l’accertamento da parte del Tribunale che uno dei coniugi abbia violato gli obblighi che discendono dal matrimonio (fedeltà, coabitazione, cura della prole, etc.) e che la causa della cessazione del matrimonio sia da imputarsi alla predetta violazione.
Le conseguenze del riconoscimento dell’addebito a carico di uno dei coniugi comportano che quest’ultimo non abbia diritto ad ottenere l’assegno di mantenimento e non possa godere della maggior parte dei diritti ereditari.
Il procedimento di separazione giudiziale è strutturato in due fasi: 
1) il Presidente del Tribunale emette ex art. 709 c.p.c. un’ordinanza con cui adotta i provvedimenti necessari ed urgenti sia a tutela del coniuge ritenuto più debole, sia della prole, rimettendo il giudizio di fronte al Giudice Istruttore; 
2) la causa davanti al Giudice Istruttore si svolgerà secondo le forme del rito ordinario (trattazione, prove etc) ed il provvedimento emesso a conclusione avrà la forma di sentenza.
Sarà altresì possibile dichiarare immediatamente la separazione tra i coniugi, ovvero con sentenza non definitiva già alla prima udienza, in modo da poter poi proseguire il giudizio per decidere in merito agli aspetti controversi (assegnazione casa coniugale, an e quantum dell’assegno di mantenimento al coniuge più debole ed alla prole, affidamento condiviso o monigenitoriale della prole, ecc.).
Le condizioni stabilite in sede di separazione giudiziale potranno essere modificate nel caso in cui si verifichino fatti nuovi che siano in grado di mutare la situazione di uno dei coniugi o il rapporto con i figli.

La separazione giudiziale è il procedimento promosso da uno dei coniugi in contrasto con l’altro con il quale si ottiene una sentenza di separazione e si verifica quando si realizzano dei fatti, anche indipendenti dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, tali da rendere intollerabile la convivenza o da recare pregiudizio all’educazione dei figli.

Intollerabilità della convivenza

La separazione giudiziale, secondo il vecchio testo dell’art. 151 del Codice Civile, poteva essere ottenuta da un coniuge solo adducendo una “colpa” dell’altro, che doveva consistere in una delle cause elencate nel testo allora vigente del codice (adulterio, sevizie, minacce, violenze, ingiurie gravi, condanna a pene per reati gravi, volontario abbandono, eccessi, mancata fissazione della residenze o fissazione di una residenza con convivente).

Non era ammessa una domanda di separazione fondata sul solo fatto di non voler più continuare la vita in comune.

GRAFICO CIRCOLARE ASSISTENZAIl nuovo testo dell’art. 151 del Codice Civile consente di chiedere la separazione nel caso in cui la prosecuzione della convivenza sia diventata “intollerabile” (per entrambi o per uno solo di essi) o tale da “recare grave pregiudizio all’educazione della prole”.

Questi presupposti possono verificarsi “indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi”.

Molto si è discusso su cosa intenda il legislatore con il termine “intollerabilità della convivenza”:

  1. tesi minoritaria: l’intollerabilità è stata causata dalla violazione dei doveri nascenti dal matrimonio.
  2. tesi prevalente: l’intollerabilità può derivare anche da situazioni indipendenti da violazioni di obblighi coniugali (ad esempio incompatibilità di carattere o nelle abitudini e modi di vivere).

Esemplificando la separazione può essere chiesta quando la frattura del rapporto coniugale dipenda da disaffezione e distacco spirituale anche di una sola delle parti e nonostante l’altro coniuge abbia assunto un atteggiamento di accettazione e disponibilità che può trovare spiegazione nel tentativo di recuperare il rapporto.

Le situazioni di intolleranza della prosecuzione della convivenza e di pregiudizio per la prole si verificano anche  quando non risulti che i coniugi hanno avuto un comportamento volontariamente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio ma è semplicemente venuta meno l’affezione tra i due che esprimono l’intenzione di non voler più condividere la comunanza di vita che richiede il matrimonio.

Anche il fallimento del tentativo di conciliazione e la elevata conflittualità delle parti costituiscono elementi idonei a rilevare la presenza di una situazione di intollerabilità.

 

  1. Mantenimento minori. Quali sono le spese straordinarie?
  2. 2.   Elenco delle spese straordinarie che richiedono o meno un preventivo accordo
  3. 3.   Nel caso di obbligo di contributo al mantenimento dei figli minori, alcune spese straordinarie richiedono il preventivo accordo tra i coniugi, altre no. Segue un protocollo del Tribunale di Ancona che le definisce e classifica:

 

A)   SPESE MEDICHE (da documentare) che NON RICHIEDONO il preventivo accordo: 

  1. 4.   visite specialistiche prescritte dal medico curante;
  2. 5.   cure dentistiche presso strutture pubbliche;
  3. 6.   accertamenti e trattamenti sanitari non erogati dal Servizio Sanitario Nazionale;
  4. 7.   tickets sanitari.
  5. 8.   B) SPESE MEDICHE (da documentare) che RICHIEDONO il preventivo accordo:
  6. 9.   cure dentistiche, ortodontiche e oculìstiche;
  7. 10.                 cure termali e fisioterapiche;
  8. 11.                 accertamenti e trattamenti sanitari erogati anche dal Servizio Sanitario Nazionale;
  9. 12.                 farmaci particolari.
  10. 13.                 C) SPESE SCOLASTICHE (da documentare) che NON RICHIEDONO il preventivo accordo:
  11. 14.                 tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti pubblici;
  12. 15.                 libri di testo e materiale di corredo scolastico di inizio anno;
  13. 16.                 gite scolastiche senza pernottamento;
  14. 17.                 trasporto pubblico;
  15. 18.                 servizio mensa (solo la parte non relativa al vitto).
  16. 19.                 D) SPESE SCOLASTICHE (da documentare) che RICHIEDONO il preventivo accordo:
  17. 20.                 tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti privati;
  18. 21.                 corsi di specializzazione;
  19. 22.                 gite scoiastiche con pernottamento;
  20. 23.                 corsi di recupero e lezioni private;  
  21. 24.                 alloggio presso la sede universitaria.
  22. 25.                 E) SPESE EXTRASCOLASTICHE (da documentare) che NON richiedono il preventivo accordo:
  23. 26.                 tempo prolungato pre-scuola e dopo – scuola;
  24. 27.                 centro ricreativo estivo e gruppo estivo

 

 

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ECCO LE CINQUE RISPOSTE:

1) perché  le separazioni sono spesso traumatiche?

perche’ vengono fuori i rancori accumulati nella vita matrimoniale.

2)su cosa si litiga di più’ nelle separazioni?

sui figli e sulla casa coniugale e sull’assegno di mantenimento per il coniuge e i figli.

3) quale separazione conviene di più?

la separazione consensuale, costa meno,crea meno tensione , lascia  spesso in rapporti migliori,di solito e’ meno traumatica per i figli,dura meno tempo in genere pochi mesi.

4) qual è’ la soluzione migliore per i figli?

l’affido condiviso sicuramente,i figli devono continuare a vedere   con regolarità entrambi i genitori per sentire meno traumatica la separazione degli stessi genitori.

Per la tua  separazione contatta l’avvocato Sergio Armaroli di Bologna, ascolto sempre con attenzione i miei clienti tel 051/6447838

 

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MA UN UNICO AVVOCATO PUO’ BASTARE ?

Se la coppia ha maturato di comune accordo la separazione consensuale è consigliabile rivolgersi, fin dal primo colloquio, ad un unico avvocato.

In questo modo i tempi di definizione del procedimento sono ancor più ridotti e i costi risultano dimezzati.

5)Vuoi un ultimo consiglio personale?

continua sempre ad avere il migliore rapporto possibile con i figli, fallì sentire amati come e più’ di prima, ricorda la separazione dei genitori spesso e’ un trauma per i figli.

 

 “Non esiste il marito ideale . Il marito ideale resta celibe.”

 

OSCAR WILDE

 . ANZOLA DELL’EMILIA SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 2. ARGELATO SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 3. BARICELLA SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 4. BENTIVOGLIO SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 5. BOLOGNA SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 6. BORGO TOSSIGNANO SEPARAZ .
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