051 644 7838 [email protected]

TRIBUNALE FERRARA PEDOPORNOGRAFIA perché, in concorso tra loro, per via telematica, operando con l’username “KazaaLitek++” ed utilizzando il client “KaZaa”, nell’ambito della connessione ad internet avvenuta in data 23.04.2004 tramite l’utenza telefonica fissa, n. (omissis) attestata presso l’indirizzo di via (omissis) n. (omissis), (omissis), (FE), mettevano in condivisione e quindi divulgavano materiale pornografico avente oggetto una minore di anni 18 ritratta nel corso di un rapporto sessuale con adulti (nella fattispecie il filmato “BabyJ-Su.avi”), rendendolo così di fatto disponibile a tutti gli utenti in quel momento collegati al medesimo servizio di file sharing o ad altri analoghi servizi che utilizzano la rete “Fasttrack” tra i quali gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni “Veneto” che agivano sotto copertura e che provvedevano a scaricare il suddetto filmato di natura pedopornografica

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

TRIBUNALE DI FERRARA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice dr. Rocco CRISCUOLO, all’udienza del 28.11.2006 ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nel procedimento penale a carico di:

  1. XX1, nato il (omissis)/1975 a Ferrara, res. ed elett. dom. in (omissis) (FE) via (omissis) n. (omissis)

– presente –

Difeso di fiducia dall’avv.to Micaela ZANNINI del Foro di Ferrara

  1. XX2, nato il (omissis)/1955 a (omissis) (FE), res. in (omissis) p.zza (omissis) n. (omissis).

Elett. doM. c/o lo studio dell’avv.to Barbara DE BIASI del Foro di Venezia

– presente –

Difeso di fiducia dall’avv.to Micaela ZANNINI del Foro di Ferrara

IMPUTATI

Dei reati di cui:

  1. a) 110 c.p., art. 600 terc.p.

perché, in concorso tra loro, per via telematica, operando con l’username “KazaaLitek++” ed utilizzando il client “KaZaa”, nell’ambito della connessione ad internet avvenuta in data 23.04.2004 tramite l’utenza telefonica fissa, n. (omissis) attestata presso l’indirizzo di via (omissis) n. (omissis), (omissis), (FE), mettevano in condivisione e quindi divulgavano materiale pornografico avente oggetto una minore di anni 18 ritratta nel corso di un rapporto sessuale con adulti (nella fattispecie il filmato “BabyJ-Su.avi”), rendendolo così di fatto disponibile a tutti gli utenti in quel momento collegati al medesimo servizio di file sharing o ad altri analoghi servizi che utilizzano la rete “Fasttrack” tra i quali gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni “Veneto” che agivano sotto copertura e che provvedevano a scaricare il suddetto filmato di natura pedopornografica.

In (omissis) (FE) il 23.04.2005

  1. b) 110 c.p., art. 600 quaterc.p.

perché, in concorso tra loro, si procuravano consapevolmente e detenevano in n. 13 floppy disk materiale pornografico informatico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto (nella fattispecie n. 55 immagini in formato “.jpg”), in quanto ritraenti minori privi di indumenti intenti in rapporti sessuali con coetanei ed adulti.

In (omissis) (FE) dal 25.03.2003 al 25.11.2004

Con l’intervento del:

Pubblico Ministero che conclude chiedendo la condanna per XX2 ad una pena finale di anni uno, mesi due di reclusione ed euro 3.000 di multa; per XX1, assoluzione per non avere commesso il fatto,

difensore, che conclude chiedendo l’assoluzione per entrambi gli imputati, per non avere commesso il fatto.

Fatto e diritto

Con informative datate 4 aprile 2003 e 28 ottobre 2003 il personale del Compartimento di Polizia Postale del Veneto riferiva alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Venezia che esistevano dei software che consentivano agli utenti di Internet la messa in condivisione di files e, quindi, la diffusione di materiale pedo – pornografico.

Con decreto emesso in data 7.11.2003, la cui efficacia era prorogata in data 17.02.2004, il P.M., dott.ssa Maria Rosaria Micucci, disponeva, ai sensi dell’art. 14, l. 269/98, che gli operanti svolgessero attività sotto copertura sulla rete Internet, “con possibilità di acquisto simulato, di ricezione, di invio e/o di scambio di materiale pedo – pornografico, utilizzando i programmi di “file sharing” denominati KaZaa, iMesh, Grokster, o altri programmi che utilizzano la rete “Fasttrack.”

Nell’ambito dell’anzidetta attività investigativa, gli operanti, durante il collegamento al servizio di file sharing “Kazaa” avvenuto il giorno 23 aprile 2004 tra le ore 14.58 e le ore 18.11 utilizzando il nickname “Shark” ed il computer con IP 195.78.207.61, scaricavano dall’utente con nickname “KazaaLitek++” un file pedopornografico.

Dalle ulteriori investigazioni emergeva che l’utente, identificabile con il nickname “Kazaalitek++”, nel momento in cui era stato effettuato il “download” del file da lui messo in condivisione, ossia alle ore 17,45 del 23.04.2004, risultava assegnatario dell’IP 80.183.8.78.

Con decreto emesso in data 26.05.2004 iL G.I.P. del Tribunale di Venezia disponeva che l’acquisizione dei tabulati relativo al traffico telematico relativo all’IP. 80.183.8.78 dalle ore 15.45 alle ore 19.45 del giorno 23.04.2004.

Il Provider Telecom provvedeva a fornire i tabulati richiesti da cui emergeva che l’IP. 80.183.8.78 era stato assegnato all’utente registratosi con username “caiosempronio” e che tale utente si era collegato al client “KaZaa” con il nickname “KazaaLitek++”, mettendo in condivisione con tutti gli utenti in quel momento collegati al medesimo servizio di file sharig il file illecito che era stato scaricato dagli investigatori.

Le ulteriori indagini consentivano di accertare che la connessione ad Internet, nel cui ambito vi era stato l’indicato collegamento, era di tipo ADSL e che era avvenuta mediante l’utenza telefonica (omissis), risultata intestata a Sempronio Caio,via (omissis), (omissis) (FE).

L’Internet Service Provider Telecom inviava agli inquirenti anche la scheda dell’abbonato, che risultava essere Sempronio Caio, nato il (omissis)/1930 a (omissis) , ivi residente in via (omissis) nr. (omissis), tel. (omissis,) utenza cellulare n. (omissis), che, pero, risultava essere intestata a XX1, nato a (omissis) il (omissis)/1975, residente a (omissis) (FE), via (omissis) nr. (omissis).

Le ulteriori indagini espletate consentivano di accertare che il Sempronio Caio era deceduto il (omissis)/2003 e che nell’abitazione indicata come sua residenza vi dimoravano la moglie Vittoria Z., la figlia Franca B. con il marito XX2 e il loro figlio XX1.

In data 25 novembre 2004 gli operanti davano corso alla perquisizione dell’abitazione già residenza del defunto Sempronio Caio e rinvenivano e sequestravano nel soggiorno n. 1 hard disk marca Jujitsu avente serie n.01155359, 56 compact disc, n. 14 videocassette VHS, n.13 Floppy Disk, n. 01 Web Cam, n. 1 macchina fotografica digitale marca Nikon modello coolpix 4.500 avente serie n. 117h1015, con relativa custodia e cavi, n. 21 fogli carta formato A4 contenenti fotografie pornografiche e fotografie pedo-pornografiche, n. 1 foglietto con appunti colore giallo e n. 1 Case per personal computer assemblato con Lettore Floppy disk, lettore CD ROM marca LG e masterizzatore privo di marca.

Il Case veniva consegnato agli inquirenti da XX1, il quale aveva provveduto a farselo riconsegnare da Maria I., alla quale lo aveva dato il padre XX2.

Con decreto emesso in data 20.12.2004, il P.M. presso il Tribunale di Venezia trasmetteva il procedimento promosso nei confronti di XX1 e XX2 alla locale Procura della Repubblica quale autorità giudiziaria territorialmente competente.

In esecuzione a quanto disposto dal p.m. c/o il Tribunale di Ferrara la p.g. procedeva all’analisi del materiale informatico sequestrato al fine Di verificare se vi fossero memorizzate immagini pedo-pornografiche e se files aventi tale contenuto fossero stati messi in condivisione con altri utenti.

Disposto l’interrogatorio dei prevenuti, costoro vi si sottraevano avvalendosi della facoltà di non rispondere.

All’esito delle indagini, notificato agli imputati e al loro difensore l’avviso ex art. 415 bis c.p.p., il p.m. chiedeva il rinvio a giudizio dei prevenuti. All’udienza preliminare, fissata per il giorno 14.06.2004, gli imputati, presenti, chiedevano la definizione del processo mediante rito abbreviato. Ammesso il reclamato rito, il processo era rinviato al 20.09.2006 e, quindi, all’odierna udienza, nel corso della quale gli imputati, su loro richiesta, erano interrogati.

All’esito della discussione, il P.M. e il difensore dei prevenuti concludevano come riportato in epigrafe.

Veniva quindi emessa la sentenza, il cui dispositivo era pubblicato mediante immediata lettura.

Stante il consistente numero di affari che questo giudicante aveva da trattare la motivazione era riservata in gg. 50.

* * *

Come accertato nel corso delle indagini, in data 23 aprile 2004, alle ore 17,45 l’assegnatario dell’IP 80.183.8.78, durante il collegamento al servizio di file sharing “Kazaa”, ove era identificabile con il nickname “Kazaalitek++”, metteva in condivisione un file contenente immagini pedo — pornografiche che veniva scaricato dagli operanti, anch’essi collegati al predetto servizio di file sharing.

Le indagini prontamente svolte hanno consentito di accertare che l’assegnatario dell’IP 80.183.8.78 aveva in uso l’utenza telefonica n. (omissis), di cui risultava intestatario Sempronio Caio, con abitazione sita in (omissis)(FE), via (omissis) n. (omissis).

Tale abitazione è risultata essere, alla data del 23.04.2004, la dimora degli imputati XX1 e XX2.

Perquisita l’indicata abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati, tra l’altro, 13 floppy disk e un Case per PC assemblato con un lettore floppy disk, un lettore CD ROM marca LG, un masterizzatore CD Rom privo di marca e un Hard disk marca Western Digital s/n WMA5Y4762061.

Esaminati i floppy disk, è risultato che negli stessi erano stati memorizzati dei files contenenti 55 immagini pedo – pornografiche.

L’Hard disk menzionato, invece, è risultato in uso agli indagati nel periodo in cui è stato messo in condivisione il file pedo-pornografico scaricato dagli operanti il 23.04.2004.

Gli imputati XX1 e XX2, su loro richiesta, sono stati interrogati all’odierna udienza.

XX1 ha negato ogni coinvolgimento nella commissione dei delitti per cui si procede, conformemente a quanto aveva già spontaneamente riferito agli operanti il giorno in cui era stata effettuata la perquisizione dell’abitazione, quando aveva anche specificato che era il padre a far uso del computer con assiduità e ad avere, così, acquisito una buona conoscenza pratica riguardo i collegamenti da effettuarsi tramite Internet.

XX2 ha ammesso che i collegamenti al servizio di file shering Kazaa era lui ad effettuarli, così come che erano di sua pertinenza i floppy disk contenenti memorizzate immagini pedo – pornografiche.

XX2 ha, peraltro, affermato che non era intenzione mettere in condivisione alcun file pedo-pornografico il giorno 23 aprile 2004 e che quanto era avvenuto era stato dovuto soltanto ad un erroneo funzionamento del software Kazaa installato sul suo computer.

Alla luce delle dichiarazioni rese dagli imputati e delle altre emergenze istruttorie appare incontrovertibile che i delitti in oggetto siano stati commessi dal solo XX2.

Questi, per sua stessa ammissione, era il detentore dei floppy disk ove erano memorizzati i files contenenti le immagini pedo – pornografiche.

Inoltre, era lui che tramite Kazaa metteva in condivisione dei files con altri utenti.

La tesi difensiva da lui sostenuta, secondo cui la messa in condivisione del file pedo-pornografico “scaricato” dagli operanti il 23.04.2004 sarebbe stata dovuta soltanto ad un difetto del funzionamento del programma Kazaa installato sul suo computer, appare francamente inverosimile in quanto non è stato riscontrato alcun difetto di installazione di detto programma dagli operanti che hanno analizzato il materiale informatico sequestrato al prevenuto, né il prevenuto, durante il corso delle indagini o nell’odierno interrogatorio, ha fornito elementi di riscontro a tale sua propalazione difensiva, che, pertanto, risulta essere una scelta dell’ultima ora, attraverso la quale ha soltanto tentato di negare la volontarietà della sua condotta, senza, però, corroborare in alcun modo tale sua asserzione e renderla, quindi, effettivamente controllabile.

I delitti ascritti a XX2 possono essere unificati nel vincolo della continuazione in quanto espressione di un medesimo disegno criminoso rappresentato dal suo intendimento di soddisfare le sue perverse pulsioni mediante la visione, la memorizzazione e lo scambio di materiale pedo – pornografico reperito sulla rete Internet.

Al prevenuto, attesa la sua incensuratezza, possono essere concesse anche le circostanze attenuanti generiche.

Stante la gravità dei reati, tenuto conto di tutti gli elementi da valutare ai sensi dell’art. 133 c.p., la pena da irrogare è così determinata: p.b. per il più grave reato di cui al capo a) p. e p. dall’art. 600 ter comma 3 c.p. anni 1 di reclusione ed euro 3.000 di multa, ridotta ex art. 62 bis c.p. a mesi 8 di reclusione ed euro 2.000 di multa, aumentata per la continuazione ad anni 1 di reclusione ed euro 3.000 di multa, ridotta per la scelta del rito a mesi 8 di reclusione ed euro 2000 di multa.

Stante la sua incensuratezza, all’imputato può essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, potendosi effettuare nei suoi confronti una prognosi positiva riguardo la sua futura astensione dalla commissione di altri reati.

Ai sensi dell’art. 600 septies deve essere disposta la confisca dell’Hard Disk marca Western Digital s/n WMA6Y4762061 e di nr. 13 Floppy Disk, beni questi utilizzati per commettere i delitti in oggetto.

Deve essere disposta la restituzione all’avente diritto degli altri beni in sequestro.

Il prevenuto deve essere condannato al pagamento delle spese processuali.

Attese le dichiarazioni di XX2, secondo le quali egli avrebbe commesso i delitti in oggetto autonomamente e all’insaputa del figlio, e stante l’assenza di specifici elementi da cui evincere la partecipazione di XX1 a reati per cui si procede, quest’ultimo deve essere mandato assolto per non aver commesso il fatto.

P.Q.M.

Visti ed applicati gli artt. 442, 533, 535, 539, 541 c.p.p.

Dichiara

XX2 colpevole dei reati ascrittigli e, concessegli le circostanze attenuanti generiche ed unificati i delitti nel vincolo della continuazione, lo condanna alla pena di mesi 8 di reclusione ed euro 2,000 di multa (p.b. per il più grave reato di cui al capo a) p. e p. dall’art. 600 ter comma 3 c.p. anni 1 di reclusione ed euro 3.000 di multa, ridotta ex art. 62 bis c.p. a mesi 8 di reclusione ed euro 2.000 di multa, aumentata per la continuazione ad anni 1 di reclusione ed euro 3.000 di multa, ridotta per la scelta del rito a mesi 8 di reclusione ed euro 2000 di multa);

Pena sospesa;

Confisca di n. 1 Hard Disk marca Western Digital s/n WMA6Y4762061 e di nr. 13 Floppy Disk;

Restituzione degli altri beni in sequestro all’avente diritto;

Condanna XX2 al pagamento delle spese processuali;

Assolve XX1 dai delitti ascrittigli per non aver commesso il fatto.

Motivazione riservata in gg. 50

Ferrara, 28.11.2006