SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’

Credo che il cliente vada ascoltato capito e guidato , chi si rivolge all'avvocato ha bisogno di esser econsigliato al meglio, di capire quale è la strategia migliore per leui, non esiste al mondo un caso identico all'altro .

GIULIA UNA STORIA CHE TOCCA

 

Giulia, donna di 45 anni, sposata da 20 ha due figli oramai maggiorenni, un marito di 55 anni, dirigente di azienda.

Giulia ama la scultura  ha fatto alcune mostre , ha una bella casa che le comprarono e genitori per il matrimonio!!

Trascorre  un mese  in estate in riviera, insieme al marito e i figli quando vogliono andare con lei.

Il marito Giorgio, ha  l’abitudine e ii vizio del gioco, e porta a casa sempre meno soldi, creando ansie e preoccupazioni in famiglia.

Giulia conosce  un uomo, anche lui scultore e s ene innamora perdutamente.

Prova a parlare con il marito raccontando e spiegando che la loro relazione è in forte crisi e che ha bisogno di altro, che  è stanca di vedere  il marito perdere delle fortune al gioco.

Il nuovo interesse di Giulia è Andrea, suo coetaneo, scultore del marmo, e  insieme  iniziano una relazione, relazione che presto diventa pubblica ,creando imbarazzo nel piccolo paese della provincia di Bologna dove Giulia abita.

Il marito viene a sapere della relazione della moglie e mi contatta  insieme alla moglie per discutere di una separazione consensuale, senza che vi siano traumi o liti.

Anche Giorgio considera la relazione matrimoniale arrivata alla fine e d è d’accordo per  un separazione consensuale  ove  provvedera’  a un mensile per Giulia e i figli, ,  lasciando la casa coniugale che è di Giulia.

Viene  preparato n ricorso per separazione consensuale  e i coniugi in pochi mesi arrivano alla separazione.

Giulia vive con il nuovo compagno e  il marito continua a giocare  perdendo tutti i giorni,

ORESTE E MICHELA  UNA STORIA  COMUNE

 

Oreste e Michela  sono sposati da tre anni, non hanno figli  e Oreste passa le  giornate e parte delle sere  nella sua officina, che  con sacrifici da’ da vivere alla Famiglia.

Michela è commessa  in un supermercato della provincia di Bologna.

VORREBBERO FIGLI MA NON ARRIVANO!!

Michela ama i cani ne hanno tre  e insieme  al marito quando libero fanno lunghe passeggiate  nella campagna, con i loro cani, che pe rloro fanno parte della famiglia.

Michela e Oreste hanno 38 anni e si sentono annoiati di un rapporto matrimoniale che pare non funzionare piu’ ,

Gli interessi in comune vanno via via  diradandosi, la coppia non comunica piu’ parla poco.

Oreste si innamora di una ragazza Polacca conosciuta su Internet,

Si rivolgono al mio studio pe runa separazione consensuale.

Non riescono a trovare un accordo sulla casa coniugale e sull’assegno di mantenimento alla moglie che ha un reddito molto inferiore al marito.

Vendono fatti sei incontri  ella fine si arriva  a un accordo per una consensuale, Oresta versera’ alla moglie 800 euro mensili , e la casa restera’ ad oreste che sta pagando il mutuo.

Il conto in comune  contiene trentamila euro  e vengono divisi al 50%.

Dopo sette mesi dall’udienza di separazione consensuale  presso Tribunale  ,la coppia mi contatta per il divorzio che avviene congiuntamente,

Tre anni dopo entrambi si sono risposati e sono felici

 

 

 

  1. Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;
    - azioni di divorzio sia congiunto che giudiziale;
    - procedimenti di revisione e modifica dei provvedimenti di separazione e divorzio;
    - procedimenti a tutela della filiazione naturale: diritti di visita e mantenimento degli stessi;
    - procedimenti relativi alla sospensione e decadenza della responsabilità genitoriale;
    - azioni di riconoscimento di alimenti;
    - procedimenti di interdizione, inabilitazione e nomina di amministratore di sostegno;
    - azioni di divisione dei beni in comunione legale;
    - azioni di disconoscimento della paternità;
    - dichiarazioni giudiziali di paternità e maternità;

Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Diritto di famiglia,divorzio,divorzio breve ,separazione consensuale Bologna avvocato esperto Sergio Armaroli 

Bologna Imola

 

Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Diritto di famiglia,divorzio,divorzio breve ,separazione consensuale Bologna avvocato esperto Sergio Armaroli assiste quanti intendono intraprender e qualcosa come la separazione o il divorzio che certo non sono un passo facile, ve lo assicuro!!.

 

La Separazione Consensuale

La separazione consensuale presuppone l'accordo dei coniugi sulle condizioni da porre a base della stessa e produce effetto con l'omologazione del Giudice. 

I coniugi devono essere d'accordo, in particolare, su alcuni punti: sul vivere separati, sul mantenimento, l'affidamento e l'educazione di eventuali figli minori, sul mantenimento dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, sull'eventuale previsione di un assegno di mantenimento a carico dell'uno o dell'altra, sull'assegnazione della casa coniugale. 

La separazione consensuale ha inizio con ricorso che viene presentato da entrambi i coniugi. 

Non è indispensabile che i coniugi siano assistiti da due avvocati, potendo il ricorso essere presentato da un solo avvocato che rappresenterà entrambi.

 

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

Nelle fasi successive, l'avv. Sergio Armaroli persegue, quando ne ravvisi l'opportunità, il raggiungimento di condizioni consensuali ed elastiche tra le parti, di modo da garantire loro la serenità relazionale sia nei rapporti reciproci, sia nei riguardi dei figli, ed, in caso, di terzi soggetti o nuovi ambienti; di converso, quando le circostanze lo consiglino, attua la tutela degli interessi individuali del cliente, esperendo le azioni necessarie a prevenire violenze, stalking, prevaricazioni e molestie (dirette od indirette, tramite figli, genitori, etc.), all'addebito della separazione, fino al riconoscimento e risarcimento dei danni da illeciti domestici.

Nell'ambito delle condizioni economico - patrimoniali, attua quanto necessario alla ricostruzione dei redditi e dei patrimoni effettivi, onde, all'esito, garantire adeguati contributi nel mantenimento per i minori ed i coniugi economicamente più deboli, oltreché, se possibile, la divisione dei beni comuni, quali, principalmente, immobili.

Quando marito e moglie decidono di comune accordo di interrompere il loro matrimonio si parla invece di separazione consensuale. La pratica, spesso pacifica e di veloce svolgimento, prevede l'intervento e l'assistenza di un legale al fine di garantire il pieno rispetto dei vincoli sanciti dal diritto di famiglia.

Separazioni e divorzi

  • Separazione consensuale e giudiziale

  • Divorzio congiunto e giudiziale

  • Consulenza sul regime patrimoniale della famiglia

  • Assegnazione/divisione casa di famiglia

  • Modalità mantenimento coniuge e figli

  • Nullità/annullamento matrimonio

  • Ordini di protezione/allontanamento del coniuge/figlio

  • Tutela frequentazione parenti

  • Azione di disconoscimento figli legittimi

  • Risarcimento del danno endofamiliare

Famiglia di fatto / Contratti di convivenza

  • Rapporti patrimoniali e personali tra conviventi

  • Tutela figli naturali (affidamento – frequentazioni parenti)

  • Assegnazione/divisione casa di famiglia

  • Mantenimento figli naturali

  • Legittimazione figli naturali (equiparazione del figlio naturale al figlio legittimo)

  • Azione di riconoscimento figli naturali con o senza il consenso dell’altro genitore

  • Testamento a tutela del figlio naturale

  • Ordine di protezione e allontanamento del convivente e/o del figlio

  • Richiesta arretrati mantenimento figlio nei confronti del genitore inadempiente e relativo risarcimento del danno

  • Contratti di convivenza more uxorio

Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Diritto di famiglia,divorzio,divorzio breve ,separazione consensuale Bologna avvocato esperto Sergio Armaroli 

Bologna Imola

Rivolgendovi all'avvocato potrete contare su un professionista del Foro in grado di portare a termine la vostra pratica nel migliore dei modi. Il patto tra le parti dovrà prevedere pieno accordo per quanto riguarda:

affidamento dei figli;

mantenimento del coniuge più debole;

assegnazione della casa al genitore affidatario;

diritti patrimoniali, di obbligazione e di credito.

Entrambi i coniugi dovranno comparire, in fase di prima udienza, davanti al giudice che tenterà la conciliazione.

 Valutati gli accordi e stabilito che questi non rechino disagio per la prole, egli sancirà di fatto la separazione che, passato sei mesi o un anno potrà tramutarsi in divorzio.

separazioni tra coniugi e divorzi (sia consensuali che giudiziali);

affidamento dei figli minorenni;

mantenimento coniuge e figli maggiori e/o minori;

violazione degli obblighi di assistenza familiare;

accertamento del rapporto di filiazione (legittima e naturale), riconoscimento di figlio naturale, dichiarazione giudiziale di maternità e paternità, disconoscimento di paternità;

convivenza di fatto e regolamentazione dei rapporti patrimoniali e non;

successioni e donazioni;

interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno.

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia I coniugi possono decidere autonomamente e di comune accordo le condizioni sia economiche e relative al patrimonio, sia riguardanti l'affidamento e il diritto di visita dei figli minori nei casi di separazione coniugale. In questo caso si parla di una separazione consensuale, e, se lo desiderano, i due coniugi possono essere rappresentati anche dallo stesso avvocato, che assisterà entrambi in tutto il procedimento legale.

Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Le condizioni della separazione sono sempre modificabili su richiesta di parte qualora intervengano nuove circostanze di fatto e di diritto rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti, lo Studio AVVOCATO SERGIO ARMAROLI, pertanto, assiste la coppia anche dopo la conclusione della fase di separazione. 

Le attività dello studio comprendono l'assistenza legale per separazioni, divorzi congiunti e non, nonché per tutte le problematiche inerenti all'affido dei figli minorenni, al loro mantenimento ed all'accertamento della paternità. La strategia dell'Avvocato Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Diritto di famiglia,divorzio,divorzio breve ,separazione consensuale Bologna avvocato esperto Sergio Armaroli 

Bologna Imola si basa su comunicazione e trasparenza: l'obiettivo primario è favorire il raggiungimento di un accordo che soddisfi appieno entrambe le parti e che possa garantire il maggior benessere ai minori coinvolti

ASSEGNO DIVORZILE

La corte di Cassazione, mediante sentenza 11504/17, modifica i requisiti ai fini del riconoscimento all’assegno divorzile, in precedenza spettante in favore del coniuge economicamente più debole che non era nelle condizioni di poter mantenere, mediante il proprio reddito e patrimonio, lo stesso tenore di vita goduto durante la vita matrimoniale.

Ebbene la Corte di Cassazione, mediante il nuovo orientamento, dispone che l’assegno divorzile non vada riconosciuto a chi si trovi in una situazione di indipendenza economica, in quanto titolare di redditi, patrimoni immobiliari o mobiliari o comunque sia nelle condizioni, capacità e possibilità di reperire un’occupazione (cosiddetto criterio di autosufficienza).

 

Separazioni e divorzi

  • Separazione consensuale e giudiziale

  • Divorzio congiunto e giudiziale

  • Consulenza sul regime patrimoniale della famiglia

  • Assegnazione/divisione casa di famiglia

  • Modalità mantenimento coniuge e figli

  • Nullità/annullamento matrimonio

  • Ordini di protezione/allontanamento del coniuge/figlio

  • Tutela frequentazione parenti

  • Azione di disconoscimento figli legittimi

  • Risarcimento del danno endofamiliare

Famiglia di fatto / Contratti di convivenza

  • Rapporti patrimoniali e personali tra conviventi

  • Tutela figli naturali (affidamento – frequentazioni parenti)

  • Assegnazione/divisione casa di famiglia

  • Mantenimento figli naturali

  • Legittimazione figli naturali (equiparazione del figlio naturale al figlio legittimo)

  • Azione di riconoscimento figli naturali con o senza il consenso dell’altro genitore

  • Testamento a tutela del figlio naturale

  • Ordine di protezione e allontanamento del convivente e/o del figlio

  • Richiesta arretrati mantenimento figlio nei confronti del genitore inadempiente e relativo risarcimento del danno

  • Contratti di convivenza more uxorio

Ma il diritto di famiglia si occupa anche della tutela dei minori in generale, compresi anche i figli naturali, ossia i figli nati da genitori non coniugati; quando all'interno della famiglia, sia essa legittima o di fatto sorgono determinate problematiche, che possono portare ad esempio alla necessità o opportunità di imporre limitazioni o restrizioni alla potestà di uno o di entrambi i genitori, interviene un organo giurisdizionale particolare, il Tribunale dei Minori, competente peraltro anche per la materia delle adozioni.

 

Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale; - azioni di divorzio sia congiunto che giudiziale; - procedimenti di revisione e modifica dei provvedimenti di separazione e divorzio; - procedimenti a tutela della filiazione naturale: diritti di visita e mantenimento degli stessi; - procedimenti relativi alla sospensione e decadenza della responsabilità genitoriale; - azioni di riconoscimento di alimenti; - procedimenti di interdizione, inabilitazione e nomina di amministratore di sostegno; - azioni di divisione dei beni in comunione legale; - azioni di disconoscimento della paternità; - dichiarazioni giudiziali di paternità e maternità;

Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale; - azioni di divorzio sia congiunto che giudiziale; - procedimenti di revisione e modifica dei provvedimenti di separazione e divorzio; - procedimenti a tutela della filiazione naturale: diritti di visita e mantenimento degli stessi; - procedimenti relativi alla sospensione e decadenza della responsabilità genitoriale; - azioni di riconoscimento di alimenti; - procedimenti di interdizione, inabilitazione e nomina di amministratore di sostegno; - azioni di divisione dei beni in comunione legale; - azioni di disconoscimento della paternità; - dichiarazioni giudiziali di paternità e maternità;

Se marito  e moglie vogliono pacificamente o tramite un accordo interrompere la convivenz a abbiamo la separazione consensuale

La pratica, spesso pacifica e di veloce svolgimento, prevede l'intervento e l'assistenza di un legale al fine di garantire il pieno rispetto dei vincoli sanciti dal diritto di famiglia. Rivolgendovi all'avvocato potrete contare su un professionista del Foro in grado di portare a termine la vostra pratica nel migliore dei modi. Il patto tra le parti dovrà prevedere pieno accordo per quanto riguarda:

affidamento dei figli;

mantenimento del coniuge più debole;

assegnazione della casa al genitore affidatario;

diritti patrimoniali, di obbligazione e di credito.

La separazione consensuale è lo strumento attraverso il quale marito e moglie, di comune accordo, decidono di separarsi.

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

Questa procedura non è possibile in mancanza di un accordo tra i coniugi che investa ciascuna questione (diritti sul patrimonio, mantenimento del coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).

Nel caso della mancanza di tale accordo tra le due parti in causa, si parla di separazione giudiziale, ovvero un procedimento attraverso il quale uno solo dei coniugi o ciascuno di essi con proprio ricorso autonomo chiede al Tribunale competente di pronunciare una sentenza di separazione che regoli i loro rapporti, essendo cessata la convivenza tra loro.

Il diritto di famiglia comprende l’insieme delle norme che hanno per oggetto gli status (di coniuge, figlio, padre ecc.) e i rapporti giuridici che si riferiscono alle persone che costituiscono la famiglia, intesa come la principale formazione sociale nella quale l’uomo svolge la sua personalità, secondo il dettato dell’art. 2 della Costituzione.

In origine, il concetto di famiglia era incentrato sulla figura preminente del marito. Lo sbilanciamento del rapporto fra i coniugi era tradizionalmente legato alla subordinazione della figura femminile a quella del marito.

Ciò si verificava tanto in relazione alla gestione dei rapporti patrimoniali quanto a quelli personali e si estendeva, oltre che alla relazione interna alla coppia, anche verso i figli.

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Ordinanza 22 marzo - 7 maggio 2018, n. 10927

 

spese per le utenze domestiche nella fase precedente alla separazione, non sussiste il diritto al rimborso delle spese sostenute da un coniuge nei confronti dell'altro coniuge, in quanto effettuate per i bisogni della famiglia e riconducibili alla logica della solidarietà coniugale, in adempimento dell'obbligo di contribuzione di cui all'art. 143 c.c. (Cass. n. 10942/2015, n. 18749/2004). Da questo principio di diritto la sentenza impugnata si è ingiustificatamente discostata, dovendosi ribadire che nel periodo di convivenza matrimoniale entrambi i coniugi contribuiscono alle esigenze della famiglia, ed anche dei figli, in una misura che verosimilmente corrisponde alle possibilità di ciascuno, coerentemente con quanto previsto dall'art. 316 bis c.c., comma 1.

Le pronunce richiamate nella memoria D.F., prevedendo che il coniuge che abbia integralmente adempiuto l'obbligo di mantenimento dei figli, pure per la quota facente carico all'altro coniuge, sia legittimato ad agire iure proprio nei confronti di quest'ultimo per il rimborso (Cass. n. 6819/2017, n. 27653/2011), non si riferisce al caso - come quello in esame - in cui le spese siano state sostenute da entrambi i coniugi per la famiglia e, quindi, anche per i figli, senza possibilità di distinguere tra quelle destinate all'una e agli altri. Il contenzioso postconiugale riguarda gli assetti patrimoniali successivi alla separazione e al divorzio, ma non è un'occasione per rimettere in discussione tutte le voci di spesa sostenute da ciascun coniuge, seppure per i figli, durante il rapporto matrimoniale.

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità.  azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;

 

 

CONIUGI SEPARAZIONE: ADDIO AL MANTENIMENTO CON NUOVA CONVIVENZA – CASS., SEZ. I, 27.06.2018, N. 16982

La cassazione precisa che resta  salva la possibilità per il coniuge richiedente di dimostrare che la convivenza non influisce in melius sulle sue condizioni economiche.
In tema di separazione, non ha più diritto all’assegno di mantenimento il coniuge separato che instaura un’altra stabile convivenza. Il coniuge richiedente l’assegno, tuttavia, potrà dimostrare che la convivenza non influisce “in melius” sulle proprie condizioni economiche, risultando i suoi redditi complessivamente inadeguati a garantirgli la conservazione del tenore di vita coniugale.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, prima sezione civile, nella sentenza n. 16982/2018, accogliendo il ricorso di un uomo che, in prime cure, era stato condannato a versare alla moglie un cospicuo assegno di mantenimento, stante la considerevole differenza reddituale tra i coniugi.
Decisione confermata dalla Corte d’appello anche nella parte in cui addebitava la separazione all’uomo per aver questi abbandonato la casa coniugale. Ciononostante, in Cassazione l’uomo critica la decisione per aver ritenuto non provata la relazione extraconiugale della moglie con un altro uomo, da cui sarebbe nata anche una bambina, che avrebbe potuto giustificare la riduzione o eliminazione dell’assegno.

 

 

 

Corte di Cassazione, sezione sesta, ordinanza 20 marzo 2018, n. 6886.

Se e’ vero che nella separazione personale i “redditi adeguati” cui va rapportato, ai sensi dell’articolo 156 c.c., l’assegno di mantenimento a favore del coniuge sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, e’ anche vero che la prova della ricorrenza dei presupposti dell’assegno incombe su chi chiede il mantenimento e che tale prova ha ad oggetto anche l’incolpevolezza del coniuge richiedente, quando – come nella specie – sia accertato in fatto che, pur potendo, esso non si sia attivato doverosamente per reperire un’occupazione lavorativa retribuita confacente alle sue attitudini, con l’effetto di non poter porre a carico dell’altro coniuge le conseguenze della mancata conservazione del tenore di vita matrimoniale.

I MESSAGGI WHATSAPP E GLI SMS MANDATI ALL’AMANTE SONO PROVE PRODUCIBILI

La cassazione ha penale ha spiegato che i messaggi Whatsapp e gli SMS ricevuti sul cellulare sono da considerarsi come prova documentale ai sensi dell’art. 234 c.p.p.

 

  1. È consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.
    2. Quando l’originale di un documento del quale occorre far uso è per qualsiasi causa distrutto, smarrito o sottratto e non è possibile recuperarlo, può esserne acquisita copia.
    3. È vietata [191] l’acquisizione di documenti che contengono informazioni sulle voci correnti nel pubblico intorno ai fatti di cui si tratta nel processo o sulla moralità in generale delle parti, dei testimoni, dei consulenti tecnici e dei periti [195 7, 203, 240].

 

La separazione è detta consensuale quando marito e moglie decidono di separarsi di comune accordo tra loro.

L'accordo tra i coniugi deve regolamentare:
- diritti patrimoniali,
- mantenimento del coniuge debole,
- diritti di visita e obblighi di mantenimento della prole,
- assegnazione della casa coniugale.

Il controllo giudiziale sarà relativo (quasi) solo agli interessi della prole.

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’

L'apprezzamento della responsabilità dei coniugi ai fini della intollerabilità della convivenza à riservato al giudice del merito e non è censurabile in Cassazione, se sorretto da motivazione congrua e logica (v. Cass. n. 9877/2006).

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’

SEPARAZIONI BOLOGNA NOVITA’

L'inadeguatezza della motivazione posta a sostegno dell'addebito al marita ha compromesso il giudizio sulla violazione dell'obbligo di fedeltà della maglie, di cui si potrebbe disconoscere l'efficacia causale rispetto alla crisi salo all'esito di un accertamento rigoroso e di una valutazione complessiva e comparativa del comportamento di entrambi i coniugi (v. Cass. n. 25618/2007, n. 13797/2003),

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’

SEPARAZIONI BOLOGNA NOVITA’

Nella giurisprudenza della corte si è detto che, ai fini dell'addebitabilità della separazione, le ammissioni di una parte non possono avere valore di confessione, a norma dell'art. 2730 c.c., vertendosi in tema di diritti indisponibili, ma possono essere utilizzate come presunzioni ed indizi liberamente valutabili in unione con altri elementi probatori (v. Cass. n. 22786/2004, n. 176/1982), sempre che, ovviamente, esprimano non opinioni o giudizi o stati d'animo personali, ma fatti obiettivi e, in quanto tali, suscettibili di essere valutati giuridicamente come indice della violazione di specifici doveri coniugali (art. 143 c.c.).

SI PUO ‘VERIFICARE L’ESTRATTO DEL MARITO APRENDO LA POSTA? NOVITA’

Ne discende l'irrilevanza del fatto che il plico fosse chiuso o aperto, essendo evidente che la corrispondenza era destinata ad altri, come pure del fatto che il destinatario ne conoscesse il contenuto, giacchè la norma tutela la libertà individuale e la riservatezza. Va, in conclusione, ribadito che integra il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza ( art. 616 c.p. ), la condotta di colui che sottragga la corrispondenza bancaria inviata al coniuge per produrla nel giudizio civile di separazione;

nè, in tal caso, sussiste la giusta causa di cui all'art. 616 c.p. , comma 2, la quale presuppone che la produzione in giudizio della documentazione bancaria sia l'unico mezzo a disposizione per contestare le richieste del coniuge-controparte, considerato che, ex art. 210 c.p.c. , il giudice, può, ad istanza di parte, ordinare all'altra parte o ad un terzo, l'esibizione di documenti di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo (Sez. 5, n. 35383 del 29/03/2011, Solla, Rv. 250925).

OFFENDERE IL MARITO DANDOGLI DEL PUTTANIERE E’ REATO?

l detto requisito della 'continenza' delle espressioni attraverso le quali si estrinseca il diritto alla libera manifestazione del pensiero anche con la parola oltre che con ogni altro mezzo di diffusione), di rilevanza e tutela costituzionali (art. 21 Cost.), viene così rappresentato dalla giurisprudenza di legittimità: esso postula una forma espositiva corretta della critica rivolta e cioè strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione e che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione dell'altrui reputazione. D'altra parte esso non vieta in alcun modo l'utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, siano insostituibili nella manifestazione del pensiero critico, in quanto non hanno adeguati equivalenti.

E' solo fatto carico al giudice di verificare se la valenza negativa dei giudizio espresso possa trovare conforto in elementi positivamente apprezzabili che lo giustifichino e valgano nel contempo ad escludere che si tratti di invettiva volta soltanto ad aggredire la personalità del destinatario, e in ultima analisi ad umiliarlo, al di fuori di un contesto critico e di una funzionalità argomentativa (Sez. 5, Sentenza n. 31669 del 14/04/2015 Ud. (dep. 21/07/2015 ), Marcialís, Rv. 264442) .

Sulla stessa linea Sez. 5, Sentenza n. 15060 del 23/02/2011 Ud. (dep. 13/04/2011 ), Dessi, Rv. 250174 ha affermato che il limite della continenza nel diritto di critica è superato in presenza di espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato. Pertanto, il contesto nel quale la condotta si colloca può essere valutato ai limitati fini del giudizio di stretta riferibilità delle espressioni potenzialmente diffamatorie al comportamento del soggetto passivo oggetto di critica, ma non può in alcun modo scriminare l'uso di espressioni che si risolvano nella denigrazione della persona di quest'ultimo in quanto tale.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 26 febbraio – 4 aprile 2014, n. 7998
Presidente Luccioli – Relatore Lamorgese

Svolgimento del processo

Nel giudizio di separazione personale proposto nel gennaio 2005 la sig.ra M.M.L., a sostegno della domanda di addebito,      attribuiva la causa della intollerabilità della convivenza al marito sig. C.G., al quale imputava di avere trascurato la famiglia per dedicarsi completamente ai suoi interessi e di non avere contribuito ai bisogni materiali propri e dei figli.
Il M. chiedeva l'addebito della separazione alla moglie, perché aveva violato più volte il dovere di fedeltà e perché, nel giugno-luglio 2009, approfittando della sua temporanea assenza, aveva sostituito la serratura della casa allo scopo di costringerlo a trasferirsi altrove.
Il Tribunale di Cosenza, con sentenza 15 gennaio 2009, per quanto interessa in questa sede, ha addebitata la responsabilità della separazione alla maglie.
Il gravame proposto da quest'ultima é stato accolto dalla Corte di appella di Catanzaro, can sentenza 10 febbraio 2010, che ha addebitato la separazione al marito, sulla base di una missiva indirizzata alla M. nella quale il C. riconosceva di avere trascurato la famiglia e la moglie e di avere anteposto i propri interessi personali.
Ciò, secondo la Corte, dimostrava che egli era venuto meno ai doveri matrimoniali, e che la relazione extraconiugale della maglie era soia una conseguenza e non la causa della crisi coniugale.
Avverso questa sentenza il C. propone ricorso per cassazione sulla base di due motivi, cui resiste la M.

Motivi della decisione

Nel primo motivo di ricorso il C. deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 193 e 151 c.c. : la Corte avrebbe sottovalutato la gravità e rilevanza, ai fini del sorgere della crisi coniugale, della violazione del dovere di fedeltà coniugale da parte della moglie, in epoca precedente all'introduzione del giudizio di separazione, e avrebbe erroneamente giustificato la relazione extraconiugale come reazione al comportamento del marito di mancata adeguata considerazione delle esigenze della moglie, sulla base di poche righe estrapolate da una lettera inviata a lei dal marito.
Nel seconda motivo è dedotto vizio di motivazione per avere la corte dato rilievo, ai fini dell'addebito, a non precisati atteggiamenti di trascuratezza da parte del coniuge, sulla base esclusivamente di una lettura parziale e travisata della medesima lettera nella quale il marito, nell'ambito di un esame di coscienza palesato alla moglie, manifestava soltanto una volontà riconciliativa, confermata dalla circostanza che successivamente i coniugi adottarono una bambina; l'inadeguatezza del percorso logico seguito dalla Corte risulterebbe anche dalla sottovalutazione della responsabilità della moglie nella crisi coniugale, che aveva iniziato una o più relazioni extraconiugali in epoca precedente e anche con un parente del marito.
I suddetti motivi devono essere esaminati congiuntamente e sono fondati nei termini che si diranno.
La Corte di appello ha ritenuta che causa della crisi matrimoniale non fu la relazione extraconiugale intrattenuta dalla sig.ra L. (dal 2002), ma il comportamento del sig. C. che aveva impostato egoisticamente la convivenza matrimoniale, anteponendo i propri personali interessi a quelli della famiglia e della moglie, in tal modo tradendo i valori di comunione spirituale e materiale fondata sul reciproco aiuto dei coniugi. La Corte, richiamando il noto principio secondo cui il giudice non può fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza del dovere di fedeltà coniugale, ma deve verificarne l'effettiva incidenza causale sul fallimento della convivenza coniugale, ha addebitato la separazione al marito, riformando la sentenza del tribunale che l'aveva addebitata alla moglie.
L'apprezzamento della responsabilità dei coniugi ai fini della intollerabilità della convivenza à riservato al giudice del merito e non è censurabile in Cassazione, se sorretto da motivazione congrua e logica (v. Cass. n. 9877/2006). Nella specie, la motivazione della sentenza impugnata, a sostegno dell'addebito esclusivo al marita della responsabilità della crisi dell'unione, fa leva su alcune frasi riportate in sentenza ed estrapolate da una lettera del 3 novembre 2003 nella quale il sig. C. esternava alla moglie i propri sentimenti e riconosceva di non essere stato un buon marito. In ciò la Corte di appello ha ravvisato una sostanziale confessione della violazione dei doveri coniugali e, quindi, la causa di quella crisi, con conseguente venir meno della rilevanza causale della violazione del dovere di fedeltà da parte della moglie.
Nella giurisprudenza di questa corte si è detto che, ai fini dell'addebitabilità della separazione, le ammissioni di una parte non possono avere valore di confessione, a norma dell'art. 2730 c.c., vertendosi in tema di diritti indisponibili, ma possono essere utilizzate come presunzioni ed indizi liberamente valutabili in unione con altri elementi probatori (v. Cass. n. 22786/2004, n. 176/1982), sempre che, ovviamente, esprimano non opinioni o giudizi o stati d'animo personali, ma fatti obiettivi e, in quanto tali, suscettibili di essere valutati giuridicamente come indice della violazione di specifici doveri coniugali (art. 143 c.c.). La forte del merito ha acriticamente recepito il messaggio emozionala insita in quella lettera, senza uno sforzo di contestualizzazione (anche temporale), che avrebbe evidenziato il tentativo dei marito di recuperare un rapporto in crisi (di cui potrebbe essere espressione la successiva adozione di una bambina da parte dei coniugi), e senza un accertamento dei fatti storici in cui si sarebbero manifestate le violazioni contestategli, cui avrebbe dovuto fare seguito una ponderata valutazione della rilevanza degli stessi ai fini del sorgere della crisi.
L'inadeguatezza della motivazione posta a sostegno dell'addebito al marita ha compromesso il giudizio sulla violazione dell'obbligo di fedeltà della maglie, di cui si potrebbe disconoscere l'efficacia causale rispetto alla crisi salo all'esito di un accertamento rigoroso e di una valutazione complessiva e comparativa del comportamento di entrambi i coniugi (v. Cass. n. 25618/2007, n. 13797/2003), tenendo conta anche della frequenza e delle modalità con cui quella violazione è avvenuta.
Il ricorso à accolto e la sentenza impugnata à cassata can rinvio alla Corte di appello di Catanzaro che, in diversa composizione, dovrà effettuare una nuova valutazione delle domande di addebito proposte dalle parti, alla luce dei suddetti principi, nonché liquidare le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte, in accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di appello di Catanzaro, in diversa composizione, cui rimette la liquidazione delle spese del giudizio.
In casa di diffusione del presente provvedimento, omettere le generalità e gli altri dati identificativi.