051 644 7838 [email protected]

 

SEPARAZIONI DECADENZA RESPONSABILITA’ GENITORIALE AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA

 

Il giudice può pronunziare la decadenza dalla [potestà] responsabilità genitoriale quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti [147; 30 Cost.; 570c.p.] o abusa dei relativi poteri [320, 323, 324; 571 ss. c.p.] con grave pregiudizio del figlio.

In tale caso, per gravi motivi, il giudice può ordinare l’allontanamento del figlio dalla residenza familiare [333] ovvero l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore (2).

 

 

 l’art. 38, comma 1, primo periodo, disp. att. c.c., nel testo sostituito dalla L. 10 dicembre 2012, n. 219, art. 3, comma 1, applicabile ai giudizi instaurati a decorrere dal 1° gennaio 2013 (stessa L. n. 219/2012, art. 4, comma 1), attribuisce al tribunale per i minorenni la competenza per i provvedimenti previsti dagli artt. 330 e 333 c.c. In deroga a tale attribuzione di competenza, quando sia in corso un giudizio di separazione, divorzio o un giudizio ai sensi dell’art. 316 c.c., anche in pendenza dei termini per le impugnazioni e nelle altre fasi di quiescenza, fino al passaggio in giudicato, la competenza in ordine alle azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi od ablativi della responsabilità genitoriale deve attribuirsi al giudice del conflitto familiare ” (cfr. Cass. 18093/2016). 

Ed ancora: “l’art. 38, comma 1°, disp. att. c.c., disciplinante la competenza del Tribunale per i Minorenni, si colloca nell’ampia riflessione della dottrina e della giurisprudenza sulla sovrapponibilità tra i provvedimenti relativi all’affidamento dei figli minori quando incidono sulla titolarità e l’esercizio della responsabilità genitoriale e quelli previsti dagli artt. 330 e 333 c.c. Si ritiene al riguardo che la norma in questione, pur esprimendo un netto favor per la concentrazione delle tutele presso un unico giudice, non comporta l’applicazione di detto principio in senso assoluto, stabilendo che detta attrazione operi soltanto quando il giudizio relativo al conflitto sia stato promosso prima dell’azione rivolta in via principale all’ablazione o alla limitazione della responsabilità genitoriale, dovendosi nell’ipotesi inversa, mantenere l’interpretazione testuale della norma, e quindi la competenza del tribunale per i minorenni, presso il quale è stato già incardinato il giudizio relativo alla responsabilità genitoriale. Ciò in virtù del dato testuale della norma, nel rispetto del principio della “perpetuatio jurisdictionis” di cui all’art. 5 c.p.c., nonché in coerenza con ragioni di economia processuale e di tutela dell’interesse superiore del minore nel non disperdere l’efficacia degli accertamenti già svolti e la conoscenza già acquisita dal giudice specializzato nella concreta situazione di fatto” (cfr. Cass. n. 6430/2017). 

 

 

diritto penale d’impresa

diritto penale d’impresa

 

TRIBUNALE DI BOLOGNA

SEZIONE I CIVILE

Il Collegio, riunito in Camera di consiglio e formato dai magistrati: 

Dr . ssa Matilde BETTI – Presidente 

Dr ssa Arianna D’addabbo – Giudice 

Dr ssa Rada V. Scifo – Giudice Rel. 

Ha pronunciato il seguente 

DECRETO

Nel procedimento camerale iscritto al n. 9591/2018. promosso con ricorso depositato da : 

( avv.ti Irene Mazzone e Simona De Gennaro); 

– RICORRENTE- 

Nei confronti di : 

Y, nato a Bologna il 14.11.1978;

– RESISTENTE CONTUMACE- 

Con l’intervento del Pubblico Ministero;

– INTERVENUTO- 

In punto a : ricorso per la regolamentazione della responsabilità genitoriale (artt. 337 bis, 316, 316 bis, 336 cc) con contestuale domanda di decadenza ex art. 330 c.c. 

Con ricorso depositato il 22.6.2018 X ha adito l’intestato Tribunale chiedendo di dichiarare la decadenza dell’ex compagno Y dalla responsabilità genitoriale sui figli M (***.2005) ed A (***.2011), di affidare i figli in modo super esclusivo alla madre, con collocamento presso la stessa, di porre a carico del padre il versamento della somma di euro 400,00 (200 euro per ogni figlio) a titolo di contributo al mantenimento della prole, oltre il 50% delle spese straordinarie. 

Nonostante la regolarità della notifica, il resistente non si è costituito in giudizio. 

Con provvedimento del 28.1.2019 il Collegio, ravvisata la necessità di chiarire i profili attinenti alla competenza funzionale del Tribunale adito, ha rinviato il procedimento all’udienza del 14.2019, all’esito della quale il giudice relatore ha concesso termine per note alla ricorrente, rimettendo all’esito il fascicolo al Collegio per la decisione. 

***

Dovendo preliminarmente esaminare la questione relativa alla competenza funzionale del Tribunale adito, si ricordi che secondo i principi consolidati della giurisprudenza di legittimità sul punto: “l’art. 38, comma 1, primo periodo, disp. att. c.c., nel testo sostituito dalla L. 10 dicembre 2012, n. 219, art. 3, comma 1, applicabile ai giudizi instaurati a decorrere dal 1° gennaio 2013 (stessa L. n. 219/2012, art. 4, comma 1), attribuisce al tribunale per i minorenni la competenza per i provvedimenti previsti dagli artt. 330 e 333 c.c. In deroga a tale attribuzione di competenza, quando sia in corso un giudizio di separazione, divorzio o un giudizio ai sensi dell’art. 316 c.c., anche in pendenza dei termini per le impugnazioni e nelle altre fasi di quiescenza, fino al passaggio in giudicato, la competenza in ordine alle azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi od ablativi della responsabilità genitoriale deve attribuirsi al giudice del conflitto familiare ” (cfr. Cass. 18093/2016). 

Ed ancora: “l’art. 38, comma 1°, disp. att. c.c., disciplinante la competenza del Tribunale per i Minorenni, si colloca nell’ampia riflessione della dottrina e della giurisprudenza sulla sovrapponibilità tra i provvedimenti relativi all’affidamento dei figli minori quando incidono sulla titolarità e l’esercizio della responsabilità genitoriale e quelli previsti dagli artt. 330 e 333 c.c. Si ritiene al riguardo che la norma in questione, pur esprimendo un netto favor per la concentrazione delle tutele presso un unico giudice, non comporta l’applicazione di detto principio in senso assoluto, stabilendo che detta attrazione operi soltanto quando il giudizio relativo al conflitto sia stato promosso prima dell’azione rivolta in via principale all’ablazione o alla limitazione della responsabilità genitoriale, dovendosi nell’ipotesi inversa, mantenere l’interpretazione testuale della norma, e quindi la competenza del tribunale per i minorenni, presso il quale è stato già incardinato il giudizio relativo alla responsabilità genitoriale. Ciò in virtù del dato testuale della norma, nel rispetto del principio della “perpetuatio jurisdictionis” di cui all’art. 5 c.p.c., nonché in coerenza con ragioni di economia processuale e di tutela dell’interesse superiore del minore nel non disperdere l’efficacia degli accertamenti già svolti e la conoscenza già acquisita dal giudice specializzato nella concreta situazione di fatto” (cfr. Cass. n. 6430/2017). 

Alla luce di tali principi, dunque, la deroga al principio generale della competenza del Tribunale per i Minorenni per le domande ex art. 330 c.c. è configurabile esclusivamente nei casi in cui sia “pendente” un procedimento presso il Tribunale Ordinario, cioè quando il giudizio relativo al conflitto familiare sia stato promosso prima dell’azione rivolta in via principale all’ablazione o alla limitazione della responsabilità genitoriale. Nel caso di specie, difettando tale imprescindibile presupposto, si ritiene che l’oggetto del presente giudizio rientri nell’alveo di competenza del Tribunale per i Minorenni. 

Vanno dichiarate inammissibili anche le restanti domande (affidamento super esclusivo, collocamento dei minori e contributo al mantenimento degli stessi), connesse e consequenziali alla domanda decadenziale (cfr. sul punto anche Tribunale di Milano, 3012.2016). 

Le domande di cui al ricorso vanno pertanto dichiarate inammissibili; le spese, attesa la contumacia di parte resistente, rimangono a carico della ricorrente 

P.Q.M.

Il Tribunale, nel procedimento iscritto al n. R.G. 9591/2018, così provvede: 

dichiara inammissibili le domande; 

nulla sulle spese di lite. 

Si comunichi. 

Così deciso nella camera di consiglio della I sezione civile del Tribunale di Bologna il giorno 5.3.2019. 

Il Presidente 

Dr.ssa Matilde Betti 

Il giudice Rel. 

Dott.ssa Rada V. Scifo

Pubblicazione il 05/03/2019