051 644 7838 [email protected]

OMICIDIO COLPOSO ESPOSIZIONE AMIANTO data del fatto dall’art.589, camma 2, cod.pen., un termine di dieci anni e l’allora vigente art.160 cod.pen.

Diritto penale Frodi del commercio e reati in danno dei consumatori Diritti umani, tutela delle donne e degli immigrati Reati ambientali Reati di colpa professionale Diritto penale del lavoro Privacy ed informatica Reati economici e delitti contro la pubblica amministrazione Diritto penale dell’economia in campo internazionale Diritto dello spettacolo, legislazione dei media, reati di stampa Diritto civile, societario, fallimentare Diritto sportivo Diritto di Famiglia (separazioni, divorzi, filiazioni, mutamento sesso) Diritti reali(proprietà, possesso, usufrutto, servitù, usucapione, comunione e condominio) Infortunistica stradale,risarcimento danni,risarcimento incidenti mortali Responsabilità di genitori, maestri, tutori, ecc. ecc. Fallimento e procedure concorsuali Esecuzioni forzate, pegno, ipoteche, ecc. ecc. Reati ambientali Reati urbanistici Reati in materia agro alimentare Colpa medica Reati colposi da infortuni sul lavoro Reati informatici Reati societari Studio legale Bologna penale dell'impresa Diritto penale di famiglia In particolare per il diritto di famiglia: separazioni divorzi scioglimento comunione impresa familiare ordini di protezione interdizione inabilitazione amministrazione di sostegno adozioni riconoscimento e disconoscimento paternità sospensione e revoca potestà genitoriale In materia di testamento e successioni: redazione testamenti azioni successorie e di riduzione rivendica beni ereditari nullità o inefficacia disposizioni testamentarie e donazioni divisioni In materia di diritto agrario: agrarie in materia di affitto di fondi rustici, miglioramenti e addizioni. In materia di diritto immobiliare: preliminari di acquisto contratti di appalto tutela proprietà vizi di costruzione controversie urbanistiche ed edilizie distanze e servitù; azioni possessorie investimenti immobiliari controversie condominiali In materia di diritto bancario, finanziario e assicurativo: contro intermediari finanziari e banche in ordine a contratti di investimento finanziario nullità dei contratti risarcimento danni a favore dell'investitore titoli di credito; In materia di locazioni: redazione contratti sfratti o licenze per finita locazione di immobili uso abitativo e commerciale sfratti per morosità, vertenze relative ai canoni d'affitto indennità d'avviamento commerciale. In materia di società e impresa: contratti e transazioni azioni per inadempimento recupero crediti contenzioso societario contenzioso con la Pubblica Amministrazione contenzioso giudiziale e arbitrati; In materia di recupero crediti: ricerca patrimoni e retribuzioni esecuzioni mobiliari e immobiliari, istanze di fallimento In materia di Risarcimento danni: contrattuale tutela del consumatore colpa medica e professionale mobbing stalking infortuni sul lavoro infortuni da circolazione stradale altri illeciti penali

Diritto penale
Frodi del commercio e reati in danno dei consumatori
Diritti umani, tutela delle donne e degli immigrati
Reati ambientali
Reati di colpa professionale
Diritto penale del lavoro
Privacy ed informatica
Reati economici e delitti contro la pubblica amministrazione
Diritto penale dell’economia in campo internazionale
Diritto dello spettacolo, legislazione dei media, reati di stampa
Diritto civile, societario, fallimentare
Diritto sportivo
Diritto di Famiglia (separazioni, divorzi, filiazioni, mutamento sesso)
Diritti reali(proprietà, possesso, usufrutto, servitù, usucapione, comunione e condominio)
Infortunistica stradale,risarcimento danni,risarcimento incidenti mortali
Responsabilità di genitori, maestri, tutori, ecc. ecc.
Fallimento e procedure concorsuali
Esecuzioni forzate, pegno, ipoteche, ecc. ecc.
Reati ambientali
Reati urbanistici
Reati in materia agro alimentare
Colpa medica
Reati colposi da infortuni sul lavoro
Reati informatici
Reati societari
Studio legale Bologna penale dell’impresa
Diritto penale di famiglia
In particolare per il diritto di famiglia:
separazioni
divorzi
scioglimento comunione
impresa familiare
ordini di protezione
interdizione
inabilitazione
amministrazione di sostegno
adozioni
riconoscimento e disconoscimento paternità
sospensione e revoca potestà genitoriale
In materia di testamento e successioni:
redazione testamenti
azioni successorie e di riduzione
rivendica beni ereditari
nullità o inefficacia disposizioni testamentarie e donazioni
divisioni
In materia di diritto agrario:
agrarie in materia di affitto di fondi rustici, miglioramenti e addizioni.
In materia di diritto immobiliare:
preliminari di acquisto
contratti di appalto
tutela proprietà
vizi di costruzione
controversie urbanistiche ed edilizie
distanze e servitù; azioni possessorie
investimenti immobiliari
controversie condominiali
In materia di diritto bancario, finanziario e assicurativo:
contro intermediari finanziari e banche in ordine a contratti di investimento finanziario
nullità dei contratti
risarcimento danni a favore dell’investitore
titoli di credito;
In materia di locazioni:
redazione contratti
sfratti o licenze per finita locazione di immobili uso abitativo e commerciale
sfratti per morosità, vertenze relative ai canoni d’affitto
indennità d’avviamento commerciale.
In materia di società e impresa:
contratti e transazioni
azioni per inadempimento
recupero crediti
contenzioso societario
contenzioso con la Pubblica Amministrazione
contenzioso giudiziale e arbitrati;
In materia di recupero crediti:
ricerca patrimoni e retribuzioni
esecuzioni mobiliari e immobiliari, istanze di fallimento
In materia di Risarcimento danni:
contrattuale
tutela del consumatore
colpa medica e professionale
mobbing
stalking
infortuni sul lavoro
infortuni da circolazione stradale
altri illeciti penali

 

Giudice per l’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Palermo, con sentenza emessa in data 9/04/2015 ai sensi dell’art.425 cod.proc.pen., ha dichiarato non doversi procedere, con riguardo a cinque capi d’imputazione per intervenuta prescrizione dei reato, nei confronti di L.L., C.G. e C.A., imputati per una serie di reati tutti riconducibili a fatti riguardanti malattie professionali verificatesi per esposizione ad amianto nello stabilimento palermitano della Fincantieri – Cantieri Navali Italiani s.p.a. In particolare, le imputazioni riguardavano 43 casi di omicidio colposo e 19 casi di lesioni personali colpose gravi o gravissime derivanti dall’esposizione all’amianto patita dalle vittime in ambiente lavorativo negli anni in cui il Cantiere Navale di Palermo era stato diretto dagli imputati L. (dall’1.7.1979 al 15.10.1982), C. (dal 15.10.1984 ai 30.11.1988) e C.A. (dall’1.12.1988)

 

AFFERMA LA CORTE . Con riguardo alla disciplina dei tempo necessario a prescrivere, l’art.157, comma 1, n.2 cgd.p n. n vigo dei fatto prevedeva, in relazione alla pena edittale stabila alla data del fatto dall’art.589, camma 2, cod.pen., un termine di dieci anni e l’allora vigente art.160 cod.pen. stabiliva in quindici anni (aumento della metà del termine a prescrivere) il tempo massimo di prolungamento di tale termine per gli atti interruttivi. Successivamente, è intervenuta la legge 5 dicembre 2005, n. 251, entrata in vigore l’8/12/2005, che, tra l’altro, ha apportato modifiche agli artt.157, 160 e 161 cod.pen. I termini prescrizionali previsti dalla citata legge in relazione al reato qui addebitato agli imputati, risultano più favorevoli per gli imputati stessi rispetto a quelli previsti dal previgente art. 157 cod.pen., posto che il termine a prescrivere di cinque anni dovrebbe essere raddoppiato, per il delitto di cui all’art.589, comma 2, cod.pen., a norma dell’art.157, comma 6, cod.pen. ma può essere prolungato, a norma dell’art.161 cod.pen., sino al decorso di un tempo pari ad un quarto dei tempo necessario a prescrivere per gli atti interruttivi.

  1. Ne d

 

OMICIDIO COLPOSO ESPOSIZIONE AMIANTO data del fatto dall’art.589, camma 2, cod.pen., un termine di dieci anni e l’allora vigente art.160 cod.pen. quadro stazion e

OMICIDIO COLPOSO ESPOSIZIONE AMIANTO data del fatto dall’art.589, camma 2, cod.pen., un termine di dieci anni e l’allora vigente art.160 cod.pen.

Suprema Corte di Cassazione

sezione IV

sentenza 5 gennaio 2016, n. 40

Ritenuto in fatto

  1. II Giudice per l’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Palermo, con sentenza emessa in data 9/04/2015 ai sensi dell’art.425 cod.proc.pen., ha dichiarato non doversi procedere, con riguardo a cinque capi d’imputazione per intervenuta prescrizione dei reato, nei confronti di L.L., C.G. e C.A., imputati per una serie di reati tutti riconducibili a fatti riguardanti malattie professionali verificatesi per esposizione ad amianto nello stabilimento palermitano della Fincantieri – Cantieri Navali Italiani s.p.a. In particolare, le imputazioni riguardavano 43 casi di omicidio colposo e 19 casi di lesioni personali colpose gravi o gravissime derivanti dall’esposizione all’amianto patita dalle vittime in ambiente lavorativo negli anni in cui il Cantiere Navale di Palermo era stato diretto dagli imputati L. (dall’1.7.1979 al 15.10.1982), C. (dal 15.10.1984 ai 30.11.1988) e C.A. (dall’1.12.1988).
  2. Propongono ricorso per cassazione, a mezzo di procuratore speciale, le parti civili Alfano Girolama, Punzina Lidia, Punzina Evelise, in proprio e quali eredi di Punzina Salvatore, censurando la sentenza impugnata per violazione e falsa applicazione dell’art.157 cod. pen. in combinato disposto con I’art.589, commi 1,2 e 4, cod. pen. I ricorrenti deducono che, erroneamente, il Giudice dell’Udienza Preliminare ha ritenuto decorso il termine massimo di prescrizione del reato contestato al capo n.16), posto che tale termine, decorrente dalla data del decesso del lavoratore (1 ottobre 2004), non poteva essere inferiore a 15 anni. Con atto depositato il 9/10/2014, infatti, il capo d’imputazione era stato modificato contestando agli imputati anche la violazione dell’art.589, comma 4, cod. pen. ed, applicando la disciplina previgente in quanto più favorevole, il termine non poteva essere inferiore a 15 anni.

Considerato in diritto

  1. II ricorso è fondatamente proposto.
  2. Ai fini dei vaglio di ammissibilità, deve precisarsi che i ricorrenti sono legittimati a proporre impugnazione nella veste di familiari di persona deceduta a causa dei reato per il quale è processo, secondo l’espressa previsione dell’art.90,, comma 3, cod.proc.pen.
  3. II reato contestato, ossia il delitto di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme in materia di esposizione dei lavoratori ad agenti tossici e dalla morte e lesioni di più persone, si è consumato in data 1/10/2004, ossia alla data in cui il lavoratore è deceduto, essendo tale il momento in cui si è verificata l’evento lesivo contemplato dall’art.589 cod. pen.
  4. Quanto alla sanzione edittale di riferimento, non è possibile distinguere tra le norme poste a tutela del lavoro quelle di prevenzione degli infortuni e quelle che tutelano la salute, avendo molte disposizioni il duplice scopo di salvaguardare i lavoratori sia dal rischio di infortuni sia da malattie professionali. Del resto, le leggi più recenti in materia non distinguono, già nel titolo, tra la tutela dagli infortuni e la salute, in tal modo riconducendole al concetto unitario di normativa a tutela dei lavoratori. Inoltre, se l’evento morte è previsto dall’aggravante di cui all’art. 589, comma 2, cod. pen., non può ritenersi ragionevole non equiparare gli infortuni sul lavoro, della più disparata eziologia, idonei a cagionare il decesso del lavoratore, alla malattia professionale che, sebbene analogamente originata dalla prestazione di lavoro, conduce ugualmente alla morte, benché dopo un lasso di tempo più lungo e che, dunque, dev’essere ricompresa nel concetto stesso di infortunio sul lavoro, rappresentando le alternative indicazioni di cui alle sopra richiamate norme, specificazioni meramente illustrative ad abundantiam. Quindi, la terminologia adoperata negli artt. 589 e 590 cod. pen. è riferibile non solo alle norme inserite nelle leggi specificamente antinfortunistiche, ma anche a tutte quelle che, direttamente o indirettamente, perseguono il fine di evitare incidenti sul lavoro o malattie professionali e che, in genere, tendono a garantire la sicurezza dei lavoro in relazione all’ambiente in cui esso deve svolgersi (Sez. 4, n. 8641 del 11/02/2010, Truzzi, Rv. 246423; Sez. 4, n. 37666 del 02/07/2004, Gattoni, Rv. 229151; Sez. 4, n. 14199 del 25/05/1990, Cosenza, Rv. 185563; Sez. 4, n. 1146 del 30/11/1984, dep.1985, Mungo, Rv. 167681).
  5. Con riguardo alla disciplina dei tempo necessario a prescrivere, l’art.157, comma 1, n.2 cgd.p n. n vigo dei fatto prevedeva, in relazione alla pena edittale stabila alla data del fatto dall’art.589, camma 2, cod.pen., un termine di dieci anni e l’allora vigente art.160 cod.pen. stabiliva in quindici anni (aumento della metà del termine a prescrivere) il tempo massimo di prolungamento di tale termine per gli atti interruttivi. Successivamente, è intervenuta la legge 5 dicembre 2005, n. 251, entrata in vigore l’8/12/2005, che, tra l’altro, ha apportato modifiche agli artt.157, 160 e 161 cod.pen. I termini prescrizionali previsti dalla citata legge in relazione al reato qui addebitato agli imputati, risultano più favorevoli per gli imputati stessi rispetto a quelli previsti dal previgente art. 157 cod.pen., posto che il termine a prescrivere di cinque anni dovrebbe essere raddoppiato, per il delitto di cui all’art.589, comma 2, cod.pen., a norma dell’art.157, comma 6, cod.pen. ma può essere prolungato, a norma dell’art.161 cod.pen., sino al decorso di un tempo pari ad un quarto dei tempo necessario a prescrivere per gli atti interruttivi.
  6. Ne deriva che, in ogni caso, alla data in cui è stata emessa la sentenza impugnata, nella quale si fa peraltro esclusivo riferimento al termine di prescrizione del reato di lesioni colpose, il delitto contestato non era prescritto e che la sentenza deve essere annullata senza rinvio. All’annullamento del provvedimento che ha definito il giudizio segue la trasmissione degli atti al Tribunale di Palermo per l’ulteriore corso.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Palermo per l’ulteriore corso.