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Agenzia (contratto di) – Scioglimento del contratto – Indennita’ – In genere indennità di cessazione del rapporto ex art. 1751 c.c. – Presupposti – Reclutamento e coordinamento di agenti – Esclusione – Fondamento.

Corte di Cassazione|Sezione L|Civile|Sentenza|15 ottobre 2018| n. 25740 Agenzia – Agenti commerciali indipendenti – Direttiva 86/653/CEE – Art. 17, par. 2 – Indennità di portafoglio clienti – Presupposti per la concessione – Apporto di nuovi clienti – Nozione di «nuovi clienti» – Clienti del preponente che acquistano per la prima volta le merci la cui vendita è stata affidata all’agente – Necessità di rapporti specifici Sono nuovi clienti.

L’art. 17, par. 2, lett. a), primo trattino, della direttiva 86/653/CEE dev’essere interpretato nel senso che i clienti acquisiti dall’agente per le merci di cui il preponente gli abbia affidato la vendita devono essere considerati «nuovi», sebbene intrattenessero già rapporti commerciali con il preponente in relazione ad altre merci, qualora la vendita delle merci realizzata dall’agente abbia imposto di porre in essere rapporti commerciali specifici.

Ai fini del riconoscimento dell’indennità ai sensi dell’art. 1751 c.c., è necessario che l’agente abbia procurato al preponente nuovi clienti ovvero abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i contraenti già acquisiti, restando conseguentemente esclusa dall’ambito di applicabilità di tale norma l’attività di reclutamento e coordinamento degli agenti, in quanto quest’ultima, pur rilevante sul piano organizzativo, si pone come strumentale ed accessoria rispetto a quella, direttamente volta alla promozione della clientela, che l’indennità di cessazione del rapporto è specificamente finalizzata a premiare.

il diritto all’indennita’

ricorre quando l’agente “abbia procurato nuovi clienti al preponente” (ovvero “abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti”) e il preponente “riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti”; quando, inoltre, il pagamento di tale indennita’ sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, “in particolare delle provvigioni che l’agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti” (comma 1).

  1. La norma e’, pertanto, chiara nella sua volonta’ di premiare, con l’attribuzione della indennita’, l’attivita’ direttamente rivolta alla promozione della clientela, sia nei termini piu’ dinamici di reperimento di nuovi contraenti, sia nei termini di un allargamento della base degli affari con quelli gia’ acquisiti, ad essa riconnettendosi un particolare ed evidente interesse del soggetto preponente ed un gravoso (e cosi’ meritevole di riconoscimento economico) impegno personale dell’agente.
  2. Ne consegue che restano esclusi dal perimetro applicativo dell’articolo 1751, secondo la piana lettura che di esso impongono i plurimi e diffusi riferimenti ai clienti e all’attivita’ incentrata “sugli” stessi, compiti e funzioni che, pur rilevanti sul piano organizzativo, si pongono come strumentali e accessori a tale centrale attivita’.

il legislatore avesse subordinato l’attribuzione dell’indennita’ “non solo all’incremento della clientela o, in alternativa, allo sviluppo sensibile degli affari con i clienti gia’ esistenti presso il preponente, quanto che questi tragga ancora sostanziali vantaggi da quei rapporti che, dunque, debbono permanere, per un arco ragionevole di tempo”; ha quindi precisato, anche con il richiamo a precedenti di legittimita’ (Cass. n. 15203/2010; Cass. n. 23996/2008), come “una volta acquisiti questi elementi” si ponga “altresi’ il quesito se la fruizione dell’indennita’ sia equa” (cfr. sentenza, p. 3, primo capoverso): e cioe’ ha dato una lettura cumulativa (e non alternativa) dei requisiti di cui ai successivi alinea del comma 1, pienamente conforme all’articolo 17 Direttiva n. 86/653/CE , comma 1 e al testo della norma come novellato dal Decreto Legislativo n. 65 del 1999, che, a seguito di procedura di infrazione, ha dato attuazione alle norme comunitarie.