INCIDENTE STRADALE LESIONI GRAVI RISARCIMENTO

Tetraplegia di origine midollare, a seconda delle funzioni residue

Tetraparesi (in base al grado di compromissione funzionale dei singoli arti e della funzionalità degli sfinteri)

Emiplegia spastica con possibilità di deambulare con appoggio, ma con arto superiore funzionalmente perduto

Paraplegia di origine midollare

Paraparesi con deficit di forza lieve-moderato e possibilità di deambulare senza appoggio, a seconda anche del deficit della funzionalità sfinteriale

Epilessia in trattamento farmacologico, senza crisi, in età non evolutiva, a seconda dell’età e della entità delle alterazioni elettroencefalografiche

 RAVENNA BOLOGNA RIMINI ANCONA PESCARA, VICENZA TREVISO

 

 

 

NON esiste pertanto un vincolo di conformazione ai dieta delle sezioni unite del luglio 2015, che risolvono il conflitto sul tema delimitato del danno per la perdita della vita derivante da fatto illecito, ed il tema di cui si occupa questa sezione semplice, che attiene invece alla lesione grave del bene della salute ed alla sue conseguenze delimitate ai danni patrimoniali e non patrimoniali direttamente subiti dal macroleso, ma esiste, sul piano sistematico e proporzionale della tutela della persona umana, lesa da un illecito, la opportunità di considerare i principi generali del neminem laedere e del danno ingiusto, in una fattispecie dove la perdita della salute viene ad incidere non solo sulla invalidità e sulla inabilità della persona, ma anche sugli aspetti dinamico relazionali.

 

Le sezioni unite nel luglio del 2015, pur compiendo una scelta sistematica fondata sul concetto della capacità giuridica collegata alla esistenza fisica della persona umana, confermano i dieta delle sezioni unite civili del novembre 2008 ai nn 26972 e seguenti, in tema di valutazione e liquidazione unitaria del danno morale e del danno esistenziale, sia pure con riferimento alla perdita del rapporto parentale conseguente alla perdita della morte del congiunto, e tale problematica viene ora in esame, sia pure sotto il diverso profilo del danno diretto, subito iure proprio, del macroleso, e per gli aspetti non patrimoniali ed esistenziali. Dove il punto controverso della decisione attiene alla verifica della congruità ed integralità del risarcimento del danno ingiusto, evitando una duplicazione risarcitoria.

 

Deve pertanto procedersi all’esame della sentenza della CORTE DI APPELLO triestina, la quale, dopo aver reso un omaggio formale ai dieta delle sezioni unite del 2008, perviene ad una liquidazione incongrua e iniqua del danno non patrimoniale nelle sue componenti esistenziali rilevanti e morali di sofferenza e dolore, con una motivazione errata in punto di diritto e illogica in punto di coerenza motivazionale.

 

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

Sezione III Civile

Sentenza 27 aprile – 22 settembre 2015, n. 18611

REPUBBLICA ITALIANA

 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

 

SEZIONE TERZA CIVILE 

 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

 

Dott. BERRUTI Giuseppe Maria – Presidente –

 

Dott. PETTI Giovanni B. – rel. Consigliere –

 

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

 

Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere –

 

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

 

ha pronunciato la seguente:

 

sentenza

 

sul ricorso 13498-2012 proposto da:

 

P.S. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASSIA 1280, presso lo studio dell’avvocato PERILLO ANDREA, che lo rappresenta e difende giusta procura speciale notarile del Dott. Notaio ANTONIO GALDIERO in CAGLIARI del 9/04/2015 rep. n. 45296;

 

– ricorrente –

 

contro

 

LE ASSICURAZIONI GENERALI SPA, in persona dei legali rappresentanti in carica pro tempore H.R.M. e C.F., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR 17, presso lo studio dell’avvocato GIUSSANI ALESSANDRO, rappresentata e difesa dall’avvocato PASTORI GUIDO giusta procura a margine del controricorso;

 

– controricorrente –

 

e contro

 

FALLIMENTO SIR SRL;

 

– intimata –

 

avverso la sentenza n. 222/2011 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE, depositata il 28/04/2011 R.G.N. 511/09;

 

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 27/04/2015 dal Consigliere Dott. GIOVANNI BATTISTA PETTI;

 

udito l’Avvocato ANDREA PERILLO;

 

udito l’Avvocato ALESSANDRO GIUSSANI per delega;

 

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SERVELLO Gianfranco che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Svolgimento del processo

 

1.Con citazione del 6 novembre 2008 P.S. convenne dinanzi al TRIBUNALE di Trieste la società SIR, in persona del curatore fallimentare, e le ASSICURAZIONI GENERALI con sede in Trieste e ne chiese la condanna in solido al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, oltre rivalutazione ed interessi, conseguenti ad un incidente da circolazione avvenuto il (OMISSIS) all’interno della FIERA campionaria, quando il veicolo industriale di cui la SIR era proprietaria, assicurato dalla compagnia triestina, con una imprudente manovra aveva travolto e schiacciato il pedone P., trentatreenne, procurandogli lesioni gravissime con invalidità permanente e perdita della capacità lavorativa. I danni erano indicati in oltre 15 milioni di Euro. La compagnia assicuratrice tra il 1993 ed il 1998 aveva versato acconti ricevuti in attesa del saldo del dovuto. Si costituiva l’assicurazione e deduceva il concorso di colpa del pedone deducendo la congruità delle somme corrisposte. NESSUNO si costituiva per la SIR e per gli eredi del conducente.

 

IL G.i., con ordinanza del 7 dicembre 2008 disponeva la comparizione personale delle parti per un tentativo di conciliazione. Nella udienza del 6 febbraio 2008 il P. di non essere più disponibile ad accettare la transazione proposta per 380 milioni di lire.

 

  1. Con sentenza del 3 giugno 2009 il TRIBUNALE DI TRIESTE dichiarava cessata la materia del contendere e condannava la COMPAGNIA a pagare le spese di lite e di CTU. Il TRIBUNALE riteneva accettata la transazione ed irrilevante la resipiscenza del P..

 

3.Contro la decisione proponeva appello il P., chiedendone la riforma non avendo accettato la proposta transattiva ed avendo diritto al risarcimento integrale dei danni specificatamente richiesti, in via istruttoria chiedeva ammettersi nuova consulenza tecnica per la migliore determinazione dei danni, deducendo un successivo aggravamento delle condizioni di salute. Chiedeva inoltre la ammissione di prova per testi, già proposta circostanziatamente, per dimostrare le attività del P. al tempo dello incidente, quale istruttore di volo libero, in procinto di aprire una scuola di volo con la vendita delle relative attrezzature. Resisteva l’assicuratore opponendosi alle richieste istruttorie ed insisteva per il rigetto del gravame, ma in via gradata deduceva di aver versato somme satisfattive del risarcimento, per un importo superiore a 506 mila Euro. NESSUNO si costituiva per il fallimento.

 

4.La CORTE di appello di Trieste, con sentenza del 28 aprile 2011, in accoglimento dello appello del P. -PER QUANTO DI RAGIONE:

 

  1. accertava che la responsabilità esclusiva dello incidente da circolazione era riferibile al conducente del veicolo industriale di cui la SIR era la proprietaria;

 

e che era valida la copertura assicurativa da parte della COMPAGNIA ASSICURAZIONI GENERALI. B. Dichiarava improcedibile la domanda proposta dal P. nei confronti della curatela del fallimento.

 

  1. liquidava i danni alla data del 16 aprile 2010 -data dell’ultima offerta- in Euro 791.701,00, ed accertava che il credito residuo, rivalutato dal 1993 al 1020 era superiore a quanto preteso dal danneggiato, così ritenendosi congrue le somme pagate, e provvedeva al nuovo regolamento delle spese di lite come in dispositivo.

 

5.CONTRO la decisione ricorre il P. proponendo il motivi di ricorso, resiste l’assicuratore chiedendone il rigetto.

 

Con atto del 23 aprile 2015 il ricorrente ha revocato il mandato all’avv. NESTA nominando nuovo difensore l’avv.to ANDREA PERRILLO per la discussione orale.

 

Motivi della decisione

 

  1. Il ricorso, notificato il 10 luglio 2012, merita accoglimento per quanto di ragione, la cassazione è con rinvio alla CORTE DI APPELLO DI Milano che si atterrà ai principi di diritto enunciati in ordine ai motivi di diritto accolti e provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

 

Per chiarezza espositiva si offre una sintesi dei motivi ed a seguire la esposizione delle ragioni dello accoglimento.

 

6-1 SINTESI DEI MOTIVI DEL RICORSO P.

 

Nel PRIMO motivo del ricorso si deduce cumulativamente errores in iudicando anche con riferimento a fonti costituzionali – v.

 

intitolazione a ff 6 e ss – e vizio della motivazione su punto decisivo individuato nella parte della motivazione del giudice di appello che nega il risarcimento del danno subito dal P., per lucro cessante, sul rilievo che lo stesso era disoccupato, pur avendo avviato un progetto per la attività imprenditoriale diretta a creare una scuola di volo con fornitura di materiale e di personale tecnicamente qualificato.

 

Nel SECONDO MOTIVO -ai ff 10 e ss.si deduce ancora error in iudicando, per la violazione degli artt. 1223,1226,2042, 2054,2056 c.c. ed il vizio della motivazione su punto decisivo, in relazione alla adozione di criteri di calcolo riduttivi, per lo scomputo degli acconti liquidati al P.. Si dimostra con calcoli matematici che il criterio della CORTE triestina produce un abbattimento sfavorevole al danneggiato per oltre 180.000 Euro, come indicato nella sintesi a ff.31.

 

Nel TERZO MOTIVO -a ff 31 e ss- si deduce error in iudicando con la sequela delle norme costituzionali e sostanziali violate ed il vizio della motivazione su punto decisivo individuato nella parte della motivazione che esclude la valutazione autonoma del danno esistenziale, applicando erroneamente le puntualizzazioni date nelle sentenze gemelle delle SEZIONI UNITE CIVILI del 2008 ed in particolare della sentenza n.2697 del 2008.

 

Nel QUARTO MOTIVO -ai ff 57 e ss.- si deduce ancora error in iudicando e vizio della motivazione, sulla base delle norme costituzionali e del codice civile in tema di illecito, in relazione al c.d. DANNO ESTETICO, costituito dalle cicatrici deturpanti dislocate in varie parti, anche intime, del corpo, ed ampiamente descritte nella CTU MEDICO LEGALE, e non considerate ai fini della PERSONALIZZAZIONE DEL DANNO. Nel QUINTO MOTIVO, ai ff 64 e ss. si deduce error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la CORTE DI APPELLO ha respinto la richiesta di sostituzione del consulente tecnico di ufficio e la richiesta di un suo esame a chiarimenti essendo sopravvenuto un PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI SALUTE. Nel SESTO MOTIVO ai ff 74 e ss. si deduce error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la CORTE aderisce “acriticamente alle conclusioni del perito di ufficio sul quesito n.3 e relativi chiarimenti, evitando così di rispondere alle considerazioni critiche del consulente di parte e del difensore, riprodotte in esteso ai ff sino alla pag 107.

 

Nel SETTIMO MOTIVO, ai ff 107 e ss- si deduce ancora error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la CORTE DI APPELLO considera lo aggravamento del danno biologico permanente come se fosse un elemento di personalizzazione definito con la liquidazione del danno morale.

 

Nell’OTTAVO MOTIVO ai ff 114 e ss- si deduce error in iudicando e vizio della motivazione nel punto il cui la CORTE DI APPELLO riconosce per il danno morale un appesantimento del punto standard tabellare, pari al 25% considerando in particolare il c.d. DANNO SESSUALE per la perdita dei rapporti sessuali, sottovalutando i quattordici ricoveri nel reparto di chirurgia di urgenza, per migliorare le condizioni del menomato. In particolare a ff 122 si deduce che il catetere, applicato in forma permanente, sia stato considerato alla stregua di un danno morale, mentre assume rilievo per la autonomia fisica e per la sessualità.

 

Nel NONO motivo si deduce ancora error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la CORTE DI APPELLO nega il riconoscimento della INABILITA’ TEMPORANEA FUTURA in relazione ad una serie di interventi chirurgo plastici e per la protesi dell’anca, peraltro ritenuti necessari dal medico legale.

 

Nel DECIMO MOTIVO si deduce error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la CORTE DI APPELLO disapplica la regola posta dallo art. 1194 secondo cui il debitore non può imputare il pagamento al capitale piuttosto che agli interessi, senza il consenso del debitore.

 

Nell’UNDICESIMO MOTIVO si deduce infine error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la CORTE DI APPELLO ha compensato tra le parti le spese di lite, sostenendosi che il P. è parte comunque vittoriosa ancorchè il ristoro del danno possa essere ridimensionato, malgrado la affermazione che si intende risarcirlo nella integrità delle sue componenti patrimoniali e non patrimoniali, in osservanza dei dieta delle sezioni unite civili e della successiva giurisprudenza.

 

  1. RAGIONI DELLO ACCOGLIMENTO PARZIALE. 7.1.PREMESSA SISTEMATICA. Il 17 giugno 2015 le sezioni unite civili della Corte di CASSAZIONE, riunite in camera di consiglio, ebbero a rigettare un ricorso promosso avverso la sentenza n.423 del 2007 della CORTE di appello di TORINO, compensando tra le parti le spese dell’intero giudizio, poichè la decisione traeva origine da un contrasto insorto nella giurisprudenza della CORTE, e specificatamente tra la sentenza n.1361 del 2014 della terza sezione civile, e il precedente costante e risalente orientamento, in merito alla risarcibilità o meno iure hereditatis del danno per la perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni derivanti da un fatto illecito. La decisione era resa di pubblico dominio con la pubblicazione della sentenza n.15350 del 22 luglio 2015, e successivamente alla delibera di questa sezione, avvenuta nella camera di consiglio del 27 aprile 2015.

 

NON esiste pertanto un vincolo di conformazione ai dieta delle sezioni unite del luglio 2015, che risolvono il conflitto sul tema delimitato del danno per la perdita della vita derivante da fatto illecito, ed il tema di cui si occupa questa sezione semplice, che attiene invece alla lesione grave del bene della salute ed alla sue conseguenze delimitate ai danni patrimoniali e non patrimoniali direttamente subiti dal macroleso, ma esiste, sul piano sistematico e proporzionale della tutela della persona umana, lesa da un illecito, la opportunità di considerare i principi generali del neminem laedere e del danno ingiusto, in una fattispecie dove la perdita della salute viene ad incidere non solo sulla invalidità e sulla inabilità della persona, ma anche sugli aspetti dinamico relazionali.

 

AVVOCATO DANNO DA INSIDIA STRADALE fosse dipeso da un'anomalia della strada o del marciapied

AVVOCATO DANNO DA INSIDIA STRADALE fosse dipeso da un’anomalia della strada o del marciapied

Le sezioni unite nel luglio del 2015, pur compiendo una scelta sistematica fondata sul concetto della capacità giuridica collegata alla esistenza fisica della persona umana, confermano i dieta delle sezioni unite civili del novembre 2008 ai nn 26972 e seguenti, in tema di valutazione e liquidazione unitaria del danno morale e del danno esistenziale, sia pure con riferimento alla perdita del rapporto parentale conseguente alla perdita della morte del congiunto, e tale problematica viene ora in esame, sia pure sotto il diverso profilo del danno diretto, subito iure proprio, del macroleso, e per gli aspetti non patrimoniali ed esistenziali. Dove il punto controverso della decisione attiene alla verifica della congruità ed integralità del risarcimento del danno ingiusto, evitando una duplicazione risarcitoria.

 afd4

Deve pertanto procedersi all’esame della sentenza della CORTE DI APPELLO triestina, la quale, dopo aver reso un omaggio formale ai dieta delle sezioni unite del 2008, perviene ad una liquidazione incongrua e iniqua del danno non patrimoniale nelle sue componenti esistenziali rilevanti e morali di sofferenza e dolore, con una motivazione errata in punto di diritto e illogica in punto di coerenza motivazionale.

 

7.2. ESAME DEI MOTIVI DI RICORSO. Nel primo motivo di ricorso si deduce congiuntamente error in iudicando e vizio della motivazione sul rilievo che la CORTE DI APPELLO ai ff 29 e ss nega il risarcimento del danno patrimoniale futuro, determinato dalla perdita totale della capacità produttiva, come medicalmente accertata e non controversa, sul rilievo che il trentaduenne P., che era in procinto di ottenere il brevetto di istruttore di volo per avviare una scuola di volo ed attività commerciale accessoria, era in realtà un disoccupato, e che la sua distruzione fisica e della validità lavorativa non era produttiva di un danno futuro quantificabile.

 

Il motivo merita accoglimento. Poichè è stato dedotto e provato il pregiudizio al diritto al lavoro, costituzionalmente garantito, di soggetto che propone una attività imprenditoriale lecita che tuttavia esigeva la integrità psicofisica, mentre è irrilevante che l’impedimento provocato dal fatto lesivo, sia riferibile a quel primo progetto di attività lavorativa, se il fatto stesso nella sua entità impediva ora e per sempre qualsiasi possibile altra alternativa di lavoro. LA CORTE TRIESTINA nega il risarcimento del danno patrimoniale vuoi come danno emergente vuoi come lucro cessante, e non considera che il pregiudizio attiene alla capacità produttiva di un giovane integro e nel pieno delle sue forze fisiche e psichiche.

 

RISULTA pertanto violato il principio del risarcimento integrale del danno patrimoniale del macroleso. VEDI per utili riferimenti CASS Su 2009 n.1850, CASS.12 GIUGNO 2015 N.12211 E 1 FEBBRAIO 2012 B.1439.

 

Nel secondo motivo si deduce un error in iudicando e la illogica motivazione in ordine allo scomputo degli acconti corrisposti dallo assicuratore e riscossi in ragione del maggior danno da liquidare ai valori attuali.

 

Il motivo resta assorbito dallo accoglimento del primo, e per le ragioni che si diranno, anche di ulteriori motivi relativi alla valutazione del danno non patrimoniale.

 

Nel terzo motivo si pone sotto il profilo dell’error in iudicando la questione relativa al mancato riconoscimento del danno esistenziale, in relazione agli aspetti dinamici ed interrelazionali del danno biologico nelle sue dimensioni fisiche e psichiche, ed in relazione alla incongruità della valutazione tabellare, che appesantisce il punto di base ma non procede alla considerazione della perdita delle qualità della vita del macroleso, che vive solo attingendo alla solidarietà dei suoi cari, degli amici, dei volontari, ma che certamente possono dare un aiuto alla sopravvivenza, ma non già a rimuovere la perdita di quelle qualità personali e di partecipazione che sono chiaramente descritte nell’art. 3 Cost. repubblicana.

 

NON si tratta dunque di una duplicazione di voci di danno, ma della negazione del diritto del macroleso a ricevere un equo ristoro per il risarcimento della perdita della sua dignità di persona e di diritto alla vita attiva.

 

Nel quarto motivo si deduce che il grave danno estetico, costituito da cicatrici deturpanti anche in parti intime del corpo, doveva essere considerato come specifico elemento di personalizzazione. Il motivo resta assorbito nello accoglimento del terzo motivo, sul rilievo di una valutazione unitaria.

 

INAMMISSIBILI appaiono invece il quinto ed il sesto motivo, nel punto in cui contestano il mancato riconoscimento dello aggravamento delle condizioni di salute e la obiettività delle indicazioni date dal consulente di ufficio. LE CENSURE ATTENGONO ad un giudizio di merito, ed ad una valutazione sostanzialmente congrua.

 

FONDATE appaiono le censure espresse nel settimo e nell’ottavo motivo, per la mancata liquidazione del danno morale, sbrigativamente liquidato al ff.25 come sofferenza soggettiva da considerare congiuntamente al danno biologico.

 

Qui veramente i dieta delle SU del 2008 appaiono trascurati e negletti, in considerazione della circostanziata descrizione delle drammatiche condizioni di vita del grande invalido,che potrà avere un grande cuore ed un grande coraggio di sopravvivenza, ma che vive solo se costantemente assistito, curato, medicato, operato, e dunque tutte queste componenti fisiche, psichiche e spirituali del dolore umano, meritano una migliore attenzione rispetto al calcolo tabellare dove la personalizzazione è pro quota, mentre deve essere ad personam. FONDATO appare anche il nono motivo che deduce error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la corte di appello esclude il danno biologico per la inabilità temporanea futura in relazione ai vari interventi chirurgici, necessari nel tempo, per assicurare la efficienza fisica e le funzioni vitali. La CORTE di merito riconosce il danno patrimoniale come danno futuro emergente ma poi lo nega non avendo la sensibilità di pervenire ad una equa valutazione. RESTANO ASSORBITI il decimo e l’undicesimo motivo, atteso che gli acconti dovranno essere considerati in conto capitale e che la nuova regolamentazione delle spese di lite dovrà tener conto della sostanziale revisione del danno da risarcire.

 

In conclusione meritano accoglimento il primo, il secondo, il terzo, il settimo, l’ottavo ed il nono motivo, inammissibili il quinto ed il sesto ed assorbiti gli altri. La CASSAZIONE è con rinvio anche per le spese del giudizio di cassazione,alla CORTE DI APPELLO DI MILANO che si atterrà ai principi di diritto come sopra enunciati.

 

P.Q.M.

 

La Corte, accoglie il ricorso per quanto di ragione, cassa in relazione e rinvia anche per le spese del giudizio di cassazione alla CORTE DI APPELLO DI MILANO.

 

Così deciso in Roma, il 27 aprile 2015.

 

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2015.

 

 

 

 

 

CAPO – SISTEMA NERVOSO CENTRALE E PERIFERICO –
APPARATO PSICHICO – ORGANI DI SENSO
D.M. 3/7/2003 Commissione D.M. 26/5/2004
Postumi soggettivi di trauma cranico commotivo eventualmente con frattura cranica semplice 2-4
Postumi soggettivi di trauma cranico in esiti di trauma con lesioni encefaliche accertate 5-15
Sindrome prefrontale psico organica – forma lieve 10-20
Sindrome prefrontale psico organica – forme medio-gravi 21-50
Deterioramento mentale – stati deficitari semplici sostenuti da lesioni del tessuto cerebrale con evoluzione in atrofia cerebrale 20-50
Deterioramento mentale generale fino alla demenza totale > 50
Afasia motoria o dell’area di Broca, forma lieve 10-20
Afasia motoria o dell’area di Broca, dalla forma media alla forma grave 21-45
Afasia senso percettiva o dell’area di Wernike, forma lieve 10-20
Afasia senso percettiva o dell’area di Wernike, forma media 21-45
Afasia senso percettiva o dell’area di Wernike, forma grave 46-60
Afasia globale, forme da media a grave 60-80
Paralisi periferica totale monolaterale del nervo facciale, comprensiva del danno estetico 20
Tetraplegia di origine midollare, a seconda delle funzioni residue 95-100
Tetraparesi (in base al grado di compromissione funzionale dei singoli arti e della funzionalità degli sfinteri) 40-80
Emiplegia spastica con possibilità di deambulare con appoggio, ma con arto superiore funzionalmente perduto 75 d. – 70 n.d.
Paraplegia di origine midollare 85
Paraparesi con deficit di forza lieve-moderato e possibilità di deambulare senza appoggio, a seconda anche del deficit della funzionalità sfinteriale 20-45
Epilessia in trattamento farmacologico, senza crisi, in età non evolutiva, a seconda dell’età e della entità delle alterazioni elettroencefalografiche 7-10

Epilessia controllata farmacologicamente, con

crisi sporadiche documentate, senza significativa incidenza sulle ordinarie attività, ma con necessità di astenersi da atività potenzialmente pericolose per se o per gli altri

Epilessia in trattamento farmacologico, ma con crisi da mensile a settimanale, a seconda del tipo di crisi (semplici complesse o generalizzate) ed a seconda del tipo di interferenza sulle attività quotidiane

21-40

Epilessia in trattamento farmacologico, ma con crisi plurime settimanali, alterazioni di tipo psichiatrico, rallentamento ideo-motorio, disturbi comportamentali, notevole compromissione delle attività quotidiane, fino allo stato di male epilettico

> 41

Postumi di frattura del massiccio facciale o della mandibola (escluse le fratture dei condili mandibolari e le fratture delle ossa nasali) con turbe disfunzionali di lieve grado

2-5

Esiti di fratture del condilo mandibolare con modeste alterazioni funzionali dell’articolazione temporo mandibolare

3-8

Postumi di frattura delle ossa nasali e/o del setto fino alla stenosi nasale assoluta monolaterale con lieve alterazione del profilo nasale

2-6

Riduzione dell’olfatto fino alla perdita totale

<8

Riduzione isolata del gusto fino alla perdita totale

<5

Disturbo somatoforme indifferenziato lieve o disturbo dell’adattamento cronico lieve

<5

Disturbo d’ansia generalizzato; disturbi da attacchi di panico; fobie – forme lievi

10-15

Disturbo d’ansia generalizzato; disturbi da attacchi di panico; fobie – forme da lieve a moderata o lieve complicata

16- 20

Disturbo d’ansia generalizzato; disturbi da attacchi di panico; fobie – forme da moderata o lieve complicata, a grave o moderata complicata

21- 25

Disturbo d’ansia generalizzato; disturbi da attacchi di panico; fobie – forme da grave o moderata complicata, a grave complicata

26-30

Disturbo post-traumatico da stress cronico – forme lievi

10- 20

Disturbo post-traumatico da stress cronico – forme da lieve a moderata o lieve complicata

21-25

Disturbo post-traumatico da stress cronico – forme da moderata o lieve complicata, a grave o moderata complicata

26-30

11-20

Disturbo post-traumatico da stress cronico –
forme da grave o moderata complicata a grave 31-35 complicata

Disturbo depressivo maggiore cronico – forme da lieve a moderata o lieve complicata 10-30
Disturbo depressivo maggiore cronico – forme da moderata o lieve complicata a grave con melanconia, fino alla presenza di sintomi psicotici e agiti suicidiari 31-75
VISTA
Cecità assoluta bilaterale 85
Cecità assoluta monolaterale 28
Riduzione monolaterale del visus per lontano, con acuità visiva dell’altro occhio pari a 10/10:
Visus residuo 9/10 1
Visus residuo 8/10 1
Visus residuo 7/10 3
Visus residuo 6/10 5
Visus residuo 5/10 7
Le menomazioni da deficit dell’acuità visiva e/o le menomazioni del campo visivo sono calcolate in base agli schemi contenuti nelle norme applicative di questa tabella (menomazioni dell’apparato visivo)
Pseudoafachia binoculare, a parte l’eventuale deficit visivo, a seconda dell’età 5- 10
Diplopia in tutte le posizioni dello sguardo, tale da obbligare ad occludere un occhio in permanenza 28
Per le diplopie di grado inferiore si rimanda a quanto specificato nelle norme applicative di questa tabella (menomazioni dell’apparato visivo)
Blefarospasmo, Lagoftalmo, Epifora, Ectropion, Entropion, obliterazione monolaterale delle vie lacrimali+A57 <5
Necessità di fare uso di lenti correttive <3
APPARATO OTO-VESTIBOLARE
Sordità completa unilaterale 10
Sordità completa bilaterale in età post linguale 50
In caso di menomazioni parziali della capacità uditiva si farà riferimento allo schema contenuto nelle norme applicative di questa tabella (menomazioni dell’apparato uditivo)

Sindrome vertiginosa periferica da asimmetria
labirintica compensata, strumentalmente 2-5 accertata

Areflessia monolaterale senza compenso 10
Areflessia monolaterale senza compenso, con canalolitiasi, a seconda della frequenza delle crisi 11-15
Sindrome vestibolare mista (danno periferico e centrale associati) in assenza di compenso 25
APPARATO MASTICATORIO
Perdita di un incisivo centrale superiore+A11 1,25
Perdita di un incisivo laterale o di un incisivo centrale inferiore 0,50
Perdita di un canino 1,50
Perdita del primo premolare 0,75
Perdita del secondo premolare 0,75
Perdita del primo molare 1,25
Perdita del secondo molare 1
Perdita del terzo molare 0,50
Limitazione dell’apertura della bocca con distanza interincisiva massima di 20 mm 10
Limitazione dell’apertura della bocca con distanza interincisiva massima compresa fra 20 mm e 10 mm 11-20
Limitazione dell’apertura della bocca con distanza interincisiva inferiore a 10 mm, non trattabile chirurgicamente, con turbe della fonazione 21-35
ARTO SUPERIORE
D.M. 3/7/2003 Commissione D.M. 26/5/2004
Perdita anatomica totale di entrambi gli arti superiori 85
Perdita anatomica totale di un arto superiore, in relazione alla possibilità di protesizzazione 60-65 d. – 55-60 n.d.
Perdita anatomica dell’avambraccio a qualsiasi altezza compresa fra terzo prossimale e terzo distale o perdita totale della mano, in relazione alla possibilità di protesizzazione 50-55 d. – 45-50 n.d.
Paralisi totale di un arto superiore 60 d. – 55 n.d.
Sindrome radicolare superiore tipo Erb- Duchenne, forma completa 45 d. – 40 n.d.
Paralisi totale del nervo circonflesso 18 d. – 16 n.d.
Paralisi totale alta del nervo radiale 35 d. – 30 n.d.
Paralisi totale alta del nervo mediano 40 d. – 35 n.d.
Paralisi totale alta del nervo ulnare 25 d. – 20 n.d.
SPALLA
Anchilosi completa della scapolo-omerale in posizione favorevole (arto abdotto fra 20° e 50° ed elevato fra 20° e 40°) senza limitazione della scapolo-toracica 25 d. – 20 n.d.
Anchilosi completa della scapolo-omerale in posizione favorevole (arto addotto al fianco ed elevato fra 20° e 40°) con perdita del movimento anche della scapolo-toracica 30 d. – 25 n.d.
Escursione articolare della scapolo-omerale limitata globalmente della metà (ad esempio: elevazione possibile per 70°, abduzione per 80° e rotazioni per un mezzo, senza limitazione della scapolo toracica) 13 d. – 11 n.d.
Escursione articolare della scapolo-omerale limitata globalmente di 1/3 (ad esempio: elevazione possibile per 110°, abduzione per 90° e rotazioni per due terzi) 9 d. – 7 n.d.
Instabilità post-traumatica di grado medio- elevato accertata strumentalmente e clinicamente 10-15 d. – 8-13 n.d.
Esiti di documentata lussazione di spalla con sfumate ripercussioni funzionali < 4 d. – < 3 n.d.
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate , in assenza di deficit della escursione articolare < 4 d. – < 3 n.d.

 

GOMITO
Anchilosi del gomito in posizione favorevole (100° di flessione) con prono-supinazione libera 18 d. – 15 n.d.
Anchilosi del gomito in massima flessione con prono-supinazione libera 28 d. – 26 n.d.
Anchilosi del gomito in massima estensione con prono-supinazione libera 24 d. – 22 n.d.
Anchilosi della prono-supinazione in posizione favorevole (20° di pronazione) 10 d. – 8 n.d.
Anchilosi della prono-supinazione in posizione sfavorevole (massima pronazione o massima supinazione) 14 d. -12 n.d.
Flessione limitata, possibile per 90° (da 180° a 90°) con prono-supinazione libera 8d.- 7n.d.
Riduzione del movimento di prono-supinazione fino alla metà <5d.- <4n.d.
POLSO
Anchilosi rettilinea del polso con prono- supinazione libera 12 d. – 10 n.d.
Anchilosi del polso in posizione sfavorevole (flessione dorsale a 60°) con prono-supinazione libera 20 d. – 18 n.d.
Rigidità con riduzione di 2/3 della flesso estensione 9 d. – 8 n.d.
Rigidità con riduzione della metà della flesso estensione 6 d. – 5 n.d.
Per la concomitante limitazione o perdita della prono-supinazione dell’avambraccio e della mano, si rimanda alle indicazioni date nel paragrafo dedicato al gomito
Instabilità della radio-carpica di grado medio da lesione legamentosa accertata strumentalmente 3-6 d. – 2-5 n.d.
Instabilità della radio-ulnare distale < 4 d. – < 5 n.d.
Esiti di frattura di scafoide con dolore e modica limitazione dei movimenti < 5 d. – < 4 n.d.
MANO
Perdita di tutte le dita della mano 48 d. – 43 n.d.
Perdita del pollice e del primo metacarpo 22 d. – 20 n.d.
Perita del pollice 20 d. – 18 n.d.
7 d. – 6 n.d.
6 d. – 5 n.d.
8 d. – 7 n.d.
5 d. – 4 n.d.
3 d. – 2 n.d.
3 d. – 2 n.d.
4 d. – 3 n.d.
8 d. – 7 n.d.
5 d. – 4 n.d.
4 d. – 3 n.d.
6 d. – 5 n.d.
5 d. – 4 n.d.
9 d. – 6 n.d.
6 d. – 5 n.d.
5 d. – 4 n.d.
7 d. – 6 n.d.
< 4 d. – < 3 n.d.
< 3 d. – < 2 nd.

Perdita dell’indice

Perdita del medio

Perdita dell’anulare

Perdita del mignolo

Perdita della falange ungueale del pollice

Perdita della falange ungueale dell’indice

Perdita della falange ungueale del medio

Perdita della falange ungueale dell’anulare

Perdita della falange ungueale del mignolo

Perdita delle ultime due falangi dell’indice

Perdita delle ultime due falangi del medio

Perdita delle ultime due falangi dell’anulare

Perdita delle ultime due falangi del mignolo

Anchilosi dell’articolazione interfalangea del

pollice in estensione

Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni dell’indice

Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni del medio
Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni dell’anulare

Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni del mignolo

Esiti di frattura del primo osso metacarpale, apprezzabili strumentalmente, in assenza o con sfumata ripercussione funzionale

Esiti di frattura di ogni altro metacarpo, apprezzabili strumentalmente, in assenza o con sfumata ripercussione funzionale

ARTO INFERIORE

Amputazione bilaterale di coscia a qualsiasi livello, in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace

Amputazione monolaterale di coscia a qualsiasi livello, in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace

Amputazione bilaterale di gamba a qualsiasi livello, in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace

11 d. – 9 n.d.

10 d. – 9 n.d.

D.M. 3/7/2003

Commissione D.M. 26/5/2004

65-85 45-60 50-65

Amputazione monolaterale di gamba a qualsiasi 35-50
livello in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace
Monoplegia flaccida di un arto inferiore 55
Paralisi totale del nervo femorale 30
Paralisi totale del nervo sciatico 40
Paralisi totale del nervo sciatico popliteo interno 22
Paralisi totale del nervo sciatico popliteo esterno 20
ANCA
Anchilosi dell’anca in posizione favorevole (flessione fra 25°- 40°) 30
Limitazione di 1/4 dei movimenti 8
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate , in assenza di deficit della escursione articolare <4
Esiti di protesizzazione di anca non complicata e con recupero dell’autonomia deambulatoria, in rapporto al tipo di protesi, all’età e ad una ripresa media della mobilità 15-25
GINOCCHIO
Anchilosi del ginocchio in posizione favorevole (175°-180°) 25
Flessione possibile fino a 90° (da 180° a 90°) <9
Deficit dell’estensione tra 10° e 20° 3-8
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate, in assenza di deficit della escursione articolare <3
Lassità articolare da rottura totale di uno dei due legamenti crociati non operata 10
Lassità articolare da rottura totale di uno dei due legamenti collaterali non operata 9
Lassità articolare da lieve a media conseguente a lesioni legamentose parziali o in esiti di interventi di ricostruzione di un legamento 2-7
Esiti di meniscectomia parziale artroscopica senza limitazione funzionale 2
Esiti di meniscectomia totale senza limitazione funzionale 4
CAVIGLIA
Anchilosi della tibio-tarsica in posizione favorevole (90°) 12
Limitazione dei movimenti articolari della tibio- tarsica di 1/2 6
Limitazione dei movimenti articolari della tibio- tarsica di 1/3 4
Anchilosi isolata della sottoastragalica in posizione favorevole 6
Limitazione dei movimenti articolari della sottoastragalica di 1/2 3
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate, in assenza di deficit della escursione articolare <3
Instabilità post-traumatica grave pluridirezionale della tibio-tarsica con necessità di tutore 10-15
Lesione legamentosa tibio-astragalica o peroneo-astragalica (a seconda del grado di instabilità clinicamente rilevabile) 2-5
PIEDE
Amputazione bilaterale di piede a livello della tibio-tarsica in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace 45-60
Amputazione monolaterale del piede a livello della tibio-tarsica in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace 30-40
Perdita di tutte le dita di un piede e dei condili metatarsali 18-20
Perdita dell’alluce e del primo metatarso 12
Perdita dell’alluce 6
Perdita delle altre dita del piede a seconda del numero <7
Anchilosi della I metatarso-falangea in posizione favorevole 5
Anchilosi dell’interfalangea del I dito in posizione favorevole 3
Esiti dolorosi di frattura dello scafoide tarsale o del cuboide o di un cuneiforme, con sfumate ripercussioni funzionali <4
Esiti di frattura del I e del V metatarso <3
Esiti di frattura del II o III o IV metatarso <2