DIVORZIO BREVE BOLOGNA SUBITO URGENTE!!- AVVOCATO DIVORZIO BREVE BOLOGNA- DIVORZIO GIUDIZIALE BOLOGNA

Secondo la L. n. 898 del 1970, art. 5, l’accertamento del diritto all’assegno divorzile deve essere effettuato verificando l’inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto, mentre la liquidazione in concreto dell’assegno, ove sia riconosciuto tale diritto per non essere il coniuge richiedente in grado di mantenere con i propri mezzi detto tenore di vita, va compiuta tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, nonché del reddito di entrambi, valutandosi tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio.

Occorre avere riguardo non soltanto ai redditi ed alle sostanze del richiedente, ma anche a quelli dell’obbligato, i quali assumono rilievo determinante sia ai fini dell’accertamento del livello economico-sociale del nucleo familiare, sia ai fini del necessario riscontro in ordine all’effettivo deterioramento della situazione economica del richiedente in conseguenza dello scioglimento del vincolo. 

 

Gli accordi con i quali i coniugi fissano, in sede di separazione, il regime giuridico – patrimoniale in vista di un futuro ed eventuale divorzio sono invalidi per illiceità della causa, perché stipulati in violazione del principio fondamentale di radicale indisponibilità dei diritti in materia matrimoniale, espresso dall’art. 160 cod. civ.. Pertanto, di tali accordi non può tenersi conto non solo quando limitino o addirittura escludono il diritto del coniuge economicamente più debole al conseguimento di quanto è necessario per soddisfare le esigenze della vita, ma anche quando soddisfino pienamente dette esigenze, per il rilievo che una preventiva pattuizione – specie se allettante e condizionata alla non opposizione al divorzio potrebbe determinare il consenso alla dichiarazione degli effetti civili del matrimonio. Per poter determinare lo standard di vita mantenuto dalla famiglia in costanza di matrimonio, occorre infatti conoscerne con ragionevole approssimazione le condizioni economiche, dipendenti dal complesso delle risorse reddituali e patrimoniali di cui ciascuno dei coniugi poteva disporre e di quelle da entrambi effettivamente destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, mentre per poter valutare la misura in cui il venir meno dell’unità familiare ha inciso sulla posizione del richiedente è necessario porre a confronto le rispettive potenzialità economiche, intese non solo come disponibilità attuali di beni ed introiti, ma anche come attitudini a procurarsene in grado ulteriore.

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Suprema Corte di Cassazione

sezione I civile

sentenza 6 marzo 2017, n. 5509

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERNABAI Renato – Presidente

Dott. SAMBITO Maria Giovanna – Consigliere

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere

Dott. MERCOLINO Guido – rel. Consigliere

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

(OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso l’avv. (OMISSIS), dal quale e’ rappresentata e difesa in virtu’ di procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso l’avv. (OMISSIS), dalla quale e’ rappresentato e difeso in virtu’ di procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma n. 5821/13, pubblicata il 30 ottobre 2013.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 1 dicembre 2016 dal Consigliere dott. Guido Mercolino;

uditi i difensori delle parti;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale dott. CERONI Francesca, la quale ha concluso per l’accoglimento del ricorso, con la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia ed alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Roma.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

  1. Con sentenza del 7 dicembre 2010, il Tribunale di Civitavecchia pronuncio’ la separazione personale dei coniugi (OMISSIS) e (OMISSIS), accogliendo la domanda di addebito proposta dalla prima e rigettando quella proposta dal secondo, disponendo l’affidamento condiviso dei due figli minori, con collocazione prevalente presso la madre, alla quale assegno’ la casa coniugale, e ponendo a carico del (OMISSIS) l’obbligo di corrispondere un assegno mensile di Euro 800,00 a titolo di contributo per il mantenimento della (OMISSIS) ed un assegno mensile di Euro 1.000,00 a titolo di contributo per il mantenimento di ciascun figlio, oltre al 75% delle spese straordinarie.
  2. – L’impugnazione proposta dalla (OMISSIS) e’ stata rigettata dalla Corte d’Appello di Roma, che con sentenza del 30 ottobre 2013 ha parzialmente accolto il gravame incidentale proposto dal (OMISSIS), riducendo ad Euro 600,00 l’assegno mensile dovuto per il mantenimento di ciascun figlio, con decorrenza dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado.

A fondamento della decisione, la Corte, per quanto ancora rileva in questa sede, ha ritenuto non decisivo, ai fini della valutazione della capacita’ reddituale del (OMISSIS), l’ammontare lordo del ricavato della sua attivita’ imprenditoriale, considerandolo espressivo della capacita’ produttiva dell’impresa, ma inidoneo ad evidenziare la capacita’ di guadagno del titolare, sulla quale incidevano anche i costi delle materie prime, del personale, etc.; esclusa inoltre la possibilita’ di avvalersi del notorio per l’individuazione di importi non fatturati, ha richiamato le dichiarazioni fiscali prodotte in giudizio, relative agli ultimi tre anni d’imposta, osservando che dalle stesse emergeva la conduzione di un’attivita’ nel settore meccanico in grado di generare ricavi ed utili, anche se con andamento incostante, e ritenendola pertanto indicativa di un reddito medio mensile collocabile intorno ai 3.000,00-3.500,00 Euro, sulla base del quale ha determinato l’importo dell’assegno. In proposito, ha disatteso i rilievi sollevati dall’appellante, osservando che il divario tra i dati contabili riportati nelle dichiarazioni e le entrate complessive del conto corrente trovava giustificazione nella circostanza che nella dichiarazione i ricavi sono indicati al netto dell’IVA: ha aggiunto che i beni immobili risultavano indicati, mentre i fondi pensione non devono essere riportati nella dichiarazione dei redditi, e l’esistenza di prestiti avrebbe dovuto essere considerata indicativa di uno stato debitorio. Quanto alla situazione economico-patrimoniale della (OMISSIS), ha rilevato che essa era titolare soltanto del reddito derivante dall’assegno di mantenimento, avendo lavorato soltanto per qualche mese come donna delle pulizie, non ricavando alcun utile dalla quota dell’impresa dei propri familiari di cui era titolare, ed usufruendo della casa familiare in comproprieta’ con il coniuge: ha ritenuto pertanto congruo l’importo riconosciutole dal Tribunale, riducendo invece quello stabilito per il mantenimento dei figli, in considerazione della percentuale delle spese straordinarie posta a carico del (OMISSIS) e dell’utilizzazione della casa coniugale in comproprieta’ tra i genitori.

  1. Avverso la predetta sentenza la (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione, articolato in due motivi. Il (OMISSIS) ha resistito con controricorso, proponendo ricorso incidentale, affidato ad un solo motivo.

MOTIVI DELLA DECISIONE

  1. – Con il primo motivo d’impugnazione, la ricorrente denuncia la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto, affermando che, nel far decorrere dalla pubblicazione della sentenza di primo grado la riduzione dell’assegno previsto per il mantenimento dei figli, la sentenza impugnata non ha tenuto conto del carattere sostanzialmente alimentare del contributo in questione, il quale impone di contemperare la normale retroattivita’ della relativa statuizione con i principi d’irripetibilita’, impignorabilita’ e non compensabilita’ delle prestazioni alimentari.

1.1. Il motivo e’ fondato.

In tema di separazione personale dei coniugi, il carattere sostanzialmente alimentare dell’assegno liquidato a titolo di contributo per il mantenimento del coniuge e dei figli ha indotto questa Corte ad affermare ripetutamente che, qualora ne sia stata disposta la riduzione, l’operativita’ della stessa decorre dal momento della pronuncia giudiziale che ne abbia modificato la misura: il principio secondo cui la statuizione giudiziale di riduzione opera retroattivamente dalla domanda dev’essere infatti contemperato con il principio d’irripetibilita’, impignorabilita’ e non compensabilita’ della prestazione in esame, con la conseguenza che la parte che abbia gia’ ricevuto, per ogni singolo periodo, l’importo originariamente stabilito non puo’ essere costretta a restituirlo, ne’ puo’ vedersi opporre in compensazione, per qualsivoglia ragione di credito, quanto ricevuto a tale titolo (cfr. Cass., Sez. 6, 4 luglio 2016, n. 13609; Cass., Sez. 1, 20 luglio 2015, n. 15186; 10 dicembre 2008, n. 28987). Non puo’ pertanto condividersi la sentenza impugnata, nella parte in cui, dopo aver disposto la riduzione dell’assegno dovuto dal (OMISSIS) per il mantenimento dei figli, collocati prevalentemente presso la (OMISSIS), ha fatto decorrere gli effetti di tale statuizione dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado, in tal modo incidendo retroattivamente sulla misura del predetto contributo, e facendo sorgere a carico della ricorrente l’obbligo di restituire le somme ricevute in eccedenza rispetto all’importo definitivamente liquidato, in contrasto con il principio d’irripetibilita’ e con la funzione alimentare dell’assegno, destinato al sostentamento dei minori.

  1. Con il secondo motivo, la ricorrente deduce l’omessa motivazione circa un punto decisivo della controversia, sostenendo che, nella determinazione dello assegno di mantenimento, la sentenza impugnata non ha considerato che lo stesso dev’essere tale da consentire al coniuge separato la conservazione del tenore di vita goduto nel corso della convivenza, ovverosia di quello che l’altro coniuge avrebbe dovuto garantirgli in base alle sue possibilita’ economiche, il cui indicatore puo’ essere individuato nel divario reddituale tra i coniugi. Nel valutare la capacita’ reddituale del (OMISSIS), la Corte di merito si e’ attenuta alle risultanze delle sue dichiarazioni dei redditi, ritenute inverosimili dalla sentenza di primo grado, omettendo di rilevare che a) quelle relative agli anni 2009 e 2010 non recavano l’attestazione di coerenza e congruita’ agli studi di settore, mentre quella relativa allo anno 2011 mancava degli studi di settore, b) i componenti positivi del reddito, i ricavi delle vendite e le entrate del conto corrente non coincidevano, c) i fondi pensione erano stati indicati ed avrebbero quindi dovuto essere valutati, d) i mutui contratti costituivano manifestazione di capacita’ contributiva. A fronte di tali incongruenze, la sentenza impugnata ha immotivatamente rifiutato di procedere ai necessari approfondimenti istruttori, trascurando anche la circostanza che, in conseguenza della separazione, essa ricorrente era venuta a trovarsi in situazione di reale indigenza, essendo stata arbitrariamente estromessa dall’impresa comune al cui sviluppo aveva contribuito con il suo impegno, anche economico, e la sua capacita’ imprenditoriale. Nel disporre la riduzione dell’assegno dovuto per il mantenimento dei figli, la Corte di merito si e’ infine discostata ingiustificatamente dai parametri di cui all’articolo 155 c.c., comma 4, non avendo tenuto conto delle condizioni economiche delle parti, del pregresso tenore di vita, delle attuali esigenze dei figli, dei tempi di permanenza con ciascun genitore e della valenza economica dei compiti domestici e di cura.

2.1. – Il motivo e’ inammissibile.

Ai fini del riconoscimento e della liquidazione dell’assegno di mantenimento, la sentenza impugnata si e’ puntualmente attenuta al principio, costantemente ribadito dalla giurisprudenza di legittimita’, secondo cui l’insorgenza del relativo diritto e’ subordinata all’indisponibilita’ di adeguati redditi propri, ovverosia di redditi che consentano al richiedente di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, ed alla sussistenza di una disparita’ economica tra le parti, da valutarsi in relazione alle risorse patrimoniali ed alle potenzialita’ reddituali complessive di ciascuna di esse (cfr. Cass., Sez. 1, 27 giugno 2006, n. 14840; 30 marzo 2005, n. 6712; 22 ottobre 2004, n. 20368). Pur affermando di non poter procedere ad un approfondito esame dei rilievi sollevati dalla (OMISSIS) in ordine alla documentazione fiscale prodotta dal (OMISSIS), la Corte di merito ne ha ampiamente riportato le risultanze, valutandone motivatamente l’attendibilita’ in relazione alle critiche mosse dalla ricorrente, comparandole con gli elementi acquisiti in ordine alla situazione lavorativa e reddituale di quest’ultima, e pervenendo in tal modo all’accertamento di un divario economico ritenuto superabile attraverso la corresponsione dell’importo posto a carico del controricorrente. Tale apprezzamento trova conforto nel consolidato orientamento di questa Corte, secondo cui lo accertamento delle condizioni economiche delle parti, ai fini della liquidazione dell’assegno di mantenimento sia per il coniuge che per i figli, non richiede la determinazione dell’esatto importo dei redditi posseduti mediante l’acquisizione di dati numerici o rigorose analisi contabili e finanziarie, essendo sufficiente un’attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi, attraverso la quale sia possibile pervenire a fissare l’erogazione di una somma corrispondente alle esigenze dell’avente diritto (cfr. Cass., Sez. 1, 7 dicembre 2007, n. 25618: 5 novembre 2007, n. 23051).

Nel contestare la predetta valutazione, la ricorrente non e’ in grado di indicare le lacune argomentative o le carenze logiche del ragionamento seguito dalla sentenza impugnata, ma si limita ad insistere sui rilievi gia’ sollevati nella precedente fase processuale, in tal modo dimostrando di voler sollecitare, attraverso l’apparente deduzione del vizio di motivazione, un nuovo apprezzamento delle risultanze istruttorie, non consentito a questa Corte, alla quale non spetta il compito di riesaminare il merito della controversia, ma solo quello di controllare la correttezza giuridica e la coerenza logica della valutazione compiuta nella sentenza impugnata, nei limiti in cui la stessa e’ censurabile in sede di legittimita’, ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel testo modificato dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, articolo 54 convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134. Tale disposizione, circoscrivendo l’anomalia motivazionale denunciabile in sede di legittimita’ ai soli casi in cui il vizio si converte in violazione di legge, per mancanza del requisito di cui all’articolo 132 c.p.c., n. 4, esclude infatti la possibilita’ di estendere l’ambito di applicabilita’ dell’articolo 360, comma 1, n. 5 cit. al di fuori delle ipotesi, nella fattispecie non ricorrenti, in cui la motivazione manchi del tutto sotto l’aspetto materiale e grafico, oppure formalmente esista come parte del documento, ma le sue argomentazioni siano svolte in modo talmente contraddittorio da non permettere d’individuarla, cioe’ di riconoscerla come giustificazione del decisum, e tale vizio emerga immediatamente e direttamente dal testo della sentenza (cfr. ex plurimis, Cass., Sez. Un., 7 aprile 2014, n. 8053 e 8054; Cass., Sez. 6, 8 ottobre 2014, n. 21257).

  1. – Per analoghe ragioni, e’ inammissibile l’unico motivo del ricorso incidentale, con cui il controricorrente lamenta l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. Premesso infatti che la conferma dell’importo dell’assegno riconosciuto in favore del coniuge si pone in contrasto con la riduzione di quello posto a suo carico per il mantenimento dei figli, in conseguenza dell’accertata insussistenza della situazione economico-patrimoniale prospettata a sostegno della relativa domanda, il (OMISSIS) sostiene che, nel confermare il predetto importo, la Corte di merito non ha considerato che il coniuge percettore di redditi non puo’ essere condannato a corrispondere all’altro una somma pari alla meta’ dei propri redditi.

3.1. La mera insufficienza o contraddittorieta’ della motivazione e’ di per se’ inidonea ad integrare il vizio di cui all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel testo modificato dal citato Decreto Legge n. 83, articolo 54 in quanto tale disposizione, attribuendo rilievo esclusivamente all’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che sia stato oggetto di discussione tra le parti, richiede, ai fini della censurabilita’ dell’accertamento compiuto dal giudice di merito, che sia stato totalmente pretermesso un fatto storico idoneo ad orientare diversamente la decisione, ovvero che la motivazione svolta al riguardo risulti meramente apparente oppure perplessa ed obiettivamente incomprensibile, o ancora caratterizzata da argomentazioni tra loro inconciliabili (cfr. Cass., Sez. 6, 6 luglio 2015, n. 13928; 8 ottobre 2014, n. 21257; 9 giugno 2014, n. 12928).

  1. Il ricorso principale va pertanto accolto, limitatamente al primo motivo, mentre il secondo motivo va dichiarato inammissibile, cosi’ come il ricorso incidentale.

La sentenza impugnata va conseguentemente cassata, nei limiti segnati dal motivo accolto, e, non risultando necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa puo’ essere decisa nel merito, ai sensi dell’articolo 384 c.p.c., u.c., disponendo che la riduzione dell’assegno dovuto dal controricorrente per il mantenimento dei figli decorra dalla data di pubblicazione della sentenza d’appello.

L’esito complessivo della lite, caratterizzato dall’accoglimento soltanto parziale della domanda proposta dalla ricorrente, giustifica la dichiarazione dell’integrale compensazione tra le parti delle spese dei tre gradi di giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso principale, dichiara inammissibile il secondo motivo ed il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata, in relazione al motivo accolto, e, decidendo nel merito, dispone che la riduzione dell’assegno posto a carico di (OMISSIS) a titolo di contributo per il mantenimento dei figli decorra dalla data di pubblicazione della sentenza d’appello; dichiara interamente compensate tra le parti le spese dei tre gradi di giudizio.

Ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, articolo 52 dispone che, in caso di diffusione della presente ordinanza, siano omessi le generalita’ e gli altri dati identificativi delle parti

 

 

 

Suprema Corte di Cassazione

sezione I civile

sentenza 13 gennaio 2017, n. 789

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Presidente

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere

Dott. FALABELLA Massimo – rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 9549-2014 proposto da:

(OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso l’avvocato (OMISSIS), rappresentata e difesa dall’avvocato (OMISSIS), giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso l’avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS), giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di BARI, depositato il 08/01/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 17/11/2016 dal Consigliere Dott. MASSIMO FALABELLA;

udito, per il controricorrente, l’Avvocato (OMISSIS) che ha chiesto il rigetto del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. ZENO IMMACOLATA, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

(OMISSIS) e (OMISSIS) addivenivano nel 2007 a una separazione consensuale con cui stabilivano, tra l’altro, che il marito corrispondesse alla moglie l’importo mensile di Euro 550,00, soggetto a rivalutazione secondo gli indici ISTAT, di cui Euro 300,00 per il mantenimento del figlio minore (OMISSIS) e Euro 250,00 quale assegno in favore della consorte; nella convenzione di separazione le parti prevedevano, inoltre, che le spese straordinarie per il mantenimento del figlio, fino alla concorrenza di Euro 600,00 annui, fossero a carico di (OMISSIS), mentre gli importi ulteriori dovessero riversarsi su entrambi i genitori nella misura del 50% ciascuno.

Con proprio ricorso ex articolo 710 c.p.c. (OMISSIS) adiva il Tribunale di Trani per richiedere la modifica dei patti di separazione e, in particolare: perche’ si riducesse al 50% il contributo al mantenimento posto a suo carico a favore del figlio minore; perche’ si escludesse o, in subordine, si riducesse congruamente l’assegno di mantenimento in favore della moglie; perche’ si escludesse il tetto massimo annuale delle spese straordinarie posto interamente a suo carico, prevedendo che tali spese fossero ripartite tra i genitori nella misura del 50%.

Costituitasi in giudizio, (OMISSIS) chiedeva il rigetto del ricorso e, in via riconvenzionale, la maggiorazione dell’assegno di mantenimento, il versamento degli assegni familiari, l’affidamento esclusivo del figlio minore, nonche’ l’ammonimento ex articolo 709 ter c.p.c. per asserite reiterate violazioni della convenzione di separazione.

Il Tribunale di Trani, con decreto depositato il 2 agosto 2012, accoglieva quest’ultima istanza e poneva a carico del datore di lavoro del ricorrente l’onere del pagamento diretto del contributo di mantenimento; rigettava le altre richieste.

Proponeva reclamo (OMISSIS), affermando che il decreto del Tribunale dovesse essere riformato con riguardo alle statuizione che concernevano l’ammonimento, l’ordine di pagamento diretto dell’assegno di mantenimento a carico del datore di lavoro, la riduzione del predetto assegno e la regolamentazione delle spese straordinarie; si costituiva anche in questa fase di gravame (OMISSIS), la quale spiegava appello incidentale domandando che le fossero riconosciuti gli assegni familiari con decorrenza dal provvedimento presidenziale assunto in data 20 aprile 2006.

La Corte di appello di Bari, con decreto depositato l’8 gennaio 2014, accoglieva parzialmente il reclamo principale e per l’effetto revocava sia l’ammonimento, sia l’obbligo di pagamento diretto dell’assegno di mantenimento posto a carico del datore di lavoro del reclamante, sia l’obbligo di (OMISSIS) di versare alla moglie l’assegno di mantenimento, fermo restando l’obbligo del contribuito in favore del figlio (OMISSIS); disponeva inoltre che le spese straordinarie relative a detto mantenimento dovessero gravare per il 70% sul marito e per il 30% sulla moglie, senza fissazione di alcun tetto di spesa. La stessa Corte distrettuale accoglieva, poi, il reclamo incidentale di (OMISSIS) e statuiva che gli assegni familiari andassero versati – da (OMISSIS) ove gia’ dallo stesso percepiti e dalla sua amministrazione di appartenenza ove da lui non riscossi – all’avente diritto, e cio’ a far data dal decreto di omologa della separazione.

Il suddetto decreto e’ stato oggetto dell’impugnazione per cassazione proposta da (OMISSIS). Il ricorso si basa su di un unico, articolato motivo.

Resiste con controricorso (OMISSIS).

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il motivo di ricorso e’ rubricato come segue:

violazione e falsa applicazione degli articoli 143, 155, 156 e 2697 c.c. e articolo 710 c.p.c. e dei principi in tema di revisione dell’assegno di mantenimento, in relazione all’articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 4 e articolo 111 Cost.. La ricorrente muove dal rilievo per cui l’ammontare dello stipendio mensile del marito, all’atto della convenzione di separazione consensuale, era di Euro 1.100,00 1.200,00 mensili: cio’ che il controricorrente aveva ribadito anche nel ricorso per reclamo ex articolo 739 c.p.c.. L’istante aveva peraltro contestato tale affermazione, deducendo che lo stipendio mensile netto di (OMISSIS) era pari a Euro 1.895,31. La Corte di appello era poi pervenuta alla riduzione dell’assegno di mantenimento decurtando da tale importo la somma mensile di Euro 420,00 mensili affermando, del tutto apoditticamente, che tale importo era riferito a crediti al consumo contratti nell’interesse della famiglia. Quest’ultima affermazione era totalmente priva di motivazione; inoltre il giudice del reclamo aveva preso in considerazione finanziamenti non gia’ sopravvenuti, ma gia’ esistenti all’epoca della separazione. Allorquando la Corte territoriale aveva affermato che finanziamenti erano stati contratti da (OMISSIS) nell’interesse della famiglia, essa si era riferita evidentemente alla famiglia costituita con la ricorrente: di contro, controparte, seppure falsamente, aveva sostenuto che i finanziamenti erano tutti posteriori alla separazione, sicche’ l’affermazione del giudice di secondo grado era contraddetta da quanto sostenuto in causa dal controricorrente. Lamenta inoltre la ricorrente che il decreto impugnato non aveva conferito alcun rilievo al miglioramento della capacita’ reddituale di (OMISSIS): miglioramento che era sopravvenuto alla separazione. In particolare, l’istante sottolinea che lo stipendio della controparte si era incrementato dall’importo di Euro 1.100,00 – 1.200,00 mensili a quello di Euro 1.895,00: ne’ lo stesso poteva essere ridotto di Euro 420,00 mensili in ragione dei finanziamenti, dal momento che questi erano gia’ esistenti all’epoca della separazione. Tale incremento ben avrebbe potuto consentire la corresponsione, in favore della ricorrente, casalinga priva di reddito, dell’assegno di mantenimento del modestissimo importo di Euro 250,00 mensili. Oltretutto, aggiunge, ove pure si trascurasse l’importo dei finanziamenti, risulterebbe confermato che il controricorrente aveva ottenuto un incremento stipendiale, rispetto al momento della separazione, di Euro 275,00 – 375,00.

Il mantenimento dell’assegno si imponeva, altresi’, per il venir meno della spesa mensile originariamente affrontata da (OMISSIS) per il canone di locazione dell’immobile da lui non piu’ occupato. Con riferimento poi alle ragioni specifiche fondanti la soppressione dell’assegno di mantenimento, assume la ricorrente che la Corte di merito aveva operato un inaccettabile automatismo, ritenendo che la nascita della nuova figlia del controricorrente comportasse di per se’ l’esclusione del diritto della moglie separata alla percezione del contributo convenuto. Sul punto, il giudice del gravame aveva omesso qualsiasi riferimento al miglioramento della situazione economica di (OMISSIS), ne’ aveva spiegato per quale ragione la nascita della nuova figlia escludesse che lo stesso controricorrente potesse essere chiamato a una contribuzione in favore della moglie.

Ai fini della revoca dell’assegno di mantenimento non poteva del resto assumere rilievo la circostanza per cui l’istante non avesse trovato una propria sistemazione lavorativa: tra l’altro, la stessa ricorrente aveva 43 anni ed era priva di qualsiasi specifica professionalita’. La ricorrente si duole infine del fatto che la Corte di appello, incorrendo in violazione di legge, aveva eliminato il tetto massimo delle spese straordinarie convenuto della convenzione di separazione consensuale, ponendo l’onere relativo per il 70% a carico del marito e per la restante quota del 30% a carico della moglie. Evidenziava, in particolare, l’assenza dei presupposti per la modifica degli originari accordi, dovendosi aver riguardo, a tal fine, alle sole eventuali modifiche delle condizioni economiche delle parti.

Occorre premettere che il decreto emesso in camera di consiglio dalla corte d’appello a seguito di reclamo avverso i provvedimenti emanati dal tribunale sull’istanza di revisione delle disposizioni accessorie alla separazione, in quanto incidente su diritti soggettivi delle parti, nonche’ caratterizzato da stabilita’ temporanea, che lo rende idoneo ad acquistare efficacia di giudicato, sia pure rebus sic stantibus, e’ impugnabile dinanzi alla Corte di cassazione con il ricorso straordinario ai sensi dell’articolo 111 Cost., e, dovendo essere motivato, sia pure sommariamente, puo’ essere censurato anche per carenze motivazionali, le quali sono prospettabili in rapporto all’articolo 360 c.p.c., u.c., nel testo novellato dal Decreto Legislativo n. 40 del 2006, che qualifica come violazione di legge il vizio di cui al n. 5 del primo comma, alla luce dei principi del giusto processo, che deve svolgersi nel contraddittorio delle parti e concludersi con una pronuncia motivata (Cass. S.U. 21 ottobre 2009, n. 22238).

Va nondimeno osservato che il novellato articolo 360 c.p.c., n. 5 esclude la censura del vizio di motivazione in quanto tale (consentendo il ricorso per cassazione per il solo caso dell’omesso esame di un fatto decisivo, oggetto di discussione), con la sola eccezione dell’anomalia motivazionale che si tramuti in violazione di legge costituzionalmente rilevante.

Puo’ anticiparsi fin d’ora che l’impugnazione proposta risulta fondata avendo riguardo non gia’ alla fattispecie di cui all’articolo 360 c.p.c., n. 5, ma a quella di cui al n. 3 dello stesso articolo.

Le censure sottendono tre diversi ordini di questioni: la variazione delle condizioni economiche che interessano il controricorrente, il rilievo attribuito dal decreto impugnato alla condizione di disoccupazione della ricorrente e l’ammissibilita’ del disposto mutamento della disciplina delle spese straordinarie. Le prime due sono tra loro intimamente connesse in quanto afferiscono entrambe al tema dell’eliminazione dell’assegno di mantenimento di cui fruiva l’odierna ricorrente in forza della convenzione di separazione.

Avendo riguardo ai primi due profili, che possono dunque esaminarsi congiuntamente, la Corte di merito, dopo aver dato atto che il controricorrente aveva avuto una figlia dalla relazione di fatto instaurata con altra donna a seguito della separazione, ha evidenziato che il maggior onere che egli doveva sopportare per sostenere la nuova nata non poteva non ripercuotersi sul diritto di (OMISSIS) a continuare a godere dell’assegno di mantenimento. Ha quindi osservato che la situazione reddituale del ricorrente (Euro 1.450,00 mensili, dovendosi detrarre dallo stipendio mensile di Euro 1.895,00 le trattenute alla fonte per Euro 420,00 relative a rate di rimborso per debiti contratti da (OMISSIS) nell’interesse della famiglia) escludeva che lo stesso controricorrente potesse essere chiamato a un qualsiasi contributo economico in favore della moglie, dato che l’aumento dei costi determinati dalla situazione di dissociazione della famiglia imponeva un contenimento delle esigenze degli interessati, a meno di non voler sensibilmente pregiudicare l’analogo paritetico diritto dell’obbligato a conservare anch’egli un tenore di vita simile (non uguale) a quello condotto in precedenza. Ha aggiunto, in proposito, che il diritto della moglie al mantenimento doveva ritenersi recessivo rispetto al diritto del minore – quantunque nato da una relazione di fatto – di essere mantenuto dal genitore. La Corte di Bari ha evidenziato, poi, che (OMISSIS), in violazione dei patti di separazione, pur essendo ancora giovane e avendo un figlio ormai sedicenne che non necessitava della sua costante presenza fisica, non si era procurata una sistemazione lavorativa neppure part-time; ha sottolineato, al riguardo, che l’odierna istante per un verso aveva inviato il suo curriculum presso strutture alberghiere senza avere alcuna specifica competenza del settore e continuato a collaborare (a suo dire, senza essere retribuita) col fratello nell’esercizio commerciale da lui gestito, cosi’ sottraendo impegno e risorse alla ricerca di un lavoro adeguatamente compensato.

Ora, in materia di separazione personale dei coniugi, la formazione di una nuova famiglia e la nascita di figli dal nuovo partner, pur non determinando automaticamente una riduzione degli oneri di mantenimento dei figli nati dalla precedente unione, deve essere valutata dal giudice come circostanza sopravvenuta che puo’ portare alla modifica delle condizioni originariamente stabilite in quanto comporta il sorgere di nuovi obblighi di carattere economico (Cass. 12 luglio 2016, n. 14175; analogo principio trova applicazione in tema di divorzio: Cass. 28 settembre 2015, n. 19194; Cass. 11 aprile 2011, n. 8227; Cass 30 novembre 2007, n. 25010). Il criterio deve valere, evidentemente, nell’ipotesi in cui si faccia questione dell’assegno di mantenimento al coniuge separato. E’ da escludere, pero’ – in quanto non vi e’ alcun indice normativo che possa fondare una tale conclusione – che il diritto alimentare del coniuge separato sia recessivo rispetto a quello del nuovo figlio, come invece ritenuto dalla Corte distrettuale. Sicche’ anche in tale ipotesi dovra’ valutarsi l’incidenza della circostanza sopravvenuta per verificare se sia in concreto giustificata, a mente dell’articolo 156 c.p.c., u.c., la revoca o la modifica delle condizioni gia’ fissate.

La Corte di appello si e’ fatta carico di tale apprezzamento e deve escludersi che quest’ultimo possa essere censurato avendo riguardo al dato dell’incremento reddituale di cui, secondo la ricorrente, avrebbe beneficiato (OMISSIS): rammenta infatti l’odierna istante che lo stipendio percepito dal coniuge al momento della convenzione di separazione era pari a circa Euro 1.200,00. In proposito, va pero’ rilevato che quel che rileva, ai fini del mutamento delle condizioni della separazione, e’ la situazione che maturi in momento successivo a quello in cui sono stati adottati i provvedimenti di cui all’articolo 156 c.c., o in cui sia stato concluso l’accordo di separazione (anch’esso soggetto alla clausola implicita rebus sic stantibus).

Il nuovo giudizio, rimesso al giudice del merito, esige che quest’ultimo valuti, nel loro insieme, le circostanze rilevanti per la determinazione circa la concessione e la misura dell’assegno di mantenimento. La Corte distrettuale, nel considerare, nello specifico, il tema della modificazione delle condizioni economiche di (OMISSIS), ha preso in considerazione due elementi che rivestivano importanza decisiva ai fini della ponderazione che ad essa era rimessa: la nuova paternita’ del controricorrente e la misura del suo stipendio (pari a Euro 1.895,00, da cui andava pero’ detratta la somma di Euro 420,00, oggetto di ritenuta per l’ammortamento dei finanziamenti contratti in precedenza). A fronte di quest’ultimo dato, poco rileva quale fosse lo stipendio percepito dallo stesso (OMISSIS) all’epoca della convenzione di separazione: conta, invece, l’entita’ dello stipendio al momento in cui doveva essere assunta la decisione e il raffronto dell’ultima misura della retribuzione con le sopravvenute esigenze del controricorrente legate al mantenimento della nuova figlia.

D’altro canto, la mancata esplicitazione, nel corpo della sentenza, di un percorso motivazionale afferente l’aumento dello stipendio e’ del tutto irrilevante, visto che il giudice del reclamo ha argomentato il proprio convincimento in ordine alle circostanze che potevano giustificare il mutamento delle condizioni della separazione e, come accennato in precedenza, nella nuova formulazione dell’articolo 360 c.p.c., n. 5, attuata con il Decreto Legge n. 83 del 2012, articolo 54, convertito in L. n. 134 del 2012, e’ assente ogni riferimento letterale alla “motivazione” della sentenza impugnata: sicche’ il sindacato di legittimita’ in tema di motivazione e’ ridotto al “minimo costituzionale”, essendo denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in se’ (Cass. S.U. 7 aprile 2014, n. 8053). Per altro verso, non potrebbe nemmeno sostenersi che ricorra l’ipotesi di “omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che e’ stato oggetto di discussione tra le parti”, visto che la circostanza dell’incremento reddituale (inteso come differenza matematica tra i due valori dello stipendio) non ha, in se’, il crisma della decisivita’, (essendo determinante, di contro, la comparazione del dato attuale della retribuzione con le esigenze di mantenimento della nuova nata nel frattempo sopraggiunte).

La valutazione svolta al riguardo dalla Corte di merito potrebbe essere quindi contestata solo in punto di fatto, con una censura non ammissibile nella presente sede.

Per quel che concerne, invece, l’aspetto del mancato reperimento, da parte della ricorrente, di una sistemazione lavorativa, occorre richiamare il principio, consolidato presso questa Corte di legittimita’, secondo cui in tema di separazione personale dei coniugi, l’attitudine al lavoro proficuo dei medesimi, quale potenziale capacita’ di guadagno, costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione della misura dell’assegno di mantenimento da parte del giudice, che deve al riguardo tenere conto non solo dei redditi in denaro ma anche di ogni utilita’ o capacita’ dei coniugi suscettibile di valutazione economica: con l’avvertenza, pero’, che l’attitudine del coniuge al lavoro assume in tal caso rilievo solo se venga riscontrata in termini di effettiva possibilita’ di svolgimento di un’attivita’ lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non gia’ di mere valutazioni astratte ed ipotetiche (Cass. 13 febbraio 2013, n. 3502; Cass. 25 agosto 2006, n. 18547; Cass. 2 luglio 2004, n. 12121).

La conclusione cui e’ pervenuta la Corte di merito non puo’ allora essere condivisa, dal momento che essa non si fonda sulla concreta possibilita’, da parte dell’istante di svolgere un’attivita’ lavorativa: infatti, sono stati scrutinati, quali unici dati fattuali, l’invio, da parte della ricorrente, del proprio curriculum a strutture alberghiere (per cui non avrebbe avuto specifica competenza) e una imprecisata collaborazione prestata dalla stessa istante presso l’esercizio commerciale del fratello (spiegandosi, al riguardo, che tale attivita’ avrebbe sottratto impegno e risorse alla ricerca di una occupazione): ma tali circostanze non sono in se’ rappresentative della effettiva possibilita’, da parte della ricorrente, di ottenere una collocazione sul mercato del lavoro.

Ai fini che qui interessano, rileva, invece, il sopraggiungere di fatti che abbiano determinato situazioni nuove rispetto a quelle tenute presenti dalle parti al momento della conclusione dell’accordo iniziale: occorreva, ad esempio, la dimostrazione che il coniuge beneficiato dell’assegno avesse acquisito professionalita’ diverse ed ulteriori rispetto a quelle possedute in precedenza, ovvero che lo stesso avesse ricevuto, nel periodo successivo al perfezionamento della convenzione di separazione, effettive offerte di lavoro, o che ancora avesse comunque potuto concretamente procurarsi una specifica occupazione.

Sul punto relativo alla capacita’ lavorativa della ricorrente la sentenza va quindi cassata: competera’ al giudice di rinvio procedere a un nuovo apprezzamento della vicenda occorsa e giudicare, in conseguenza, del mantenimento, della riduzione o della soppressione dell’assegno di mantenimento. Cio’ tenendo conto che l’attitudine del coniuge al lavoro assume rilievo solo se venga riscontrata in termini di effettiva sopravvenuta possibilita’ di svolgimento di un’attivita’ lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non gia’ di mere valutazioni astratte ed ipotetiche.

Pure fondata e’ la censura riguardante la statuizione con cui sono state regolamentate le spese straordinarie.

La decisione si fonda, infatti, sul duplice rilievo per cui la fissazione di un tetto massimo delle predette spese era, da un lato, potenzialmente foriera di incomprensioni e litigi tra i coniugi e, dall’altro, priva di coerenza, perche’ non teneva conto della necessita’ di assicurare sempre e comunque al figlio la tutela delle sue esigenze, anche oltre l’impegno economico predeterminato. In tal modo, pero’, la Corte distrettuale ha omesso di considerare che l’articolo 156 c.c., comma 7 ammette la modificazione delle condizioni di separazione allorquando “sopravvengono giustificati motivi”: ora, in tema di separazione consensuale, applicandosi in via analogica l’articolo 156 c.c., comma 7, i giustificati motivi che autorizzano il mutamento delle relative condizioni consistono in fatti nuovi sopravvenuti, modificativi della situazione in relazione alla quale gli accordi erano stati stipulati (Cass. 22 novembre 2007, n. 24321; cfr. pure Cass. 8 maggio 2008, n. 11488). Ne consegue che l’accordo non e’ modificabile in ragione di un semplice riesame circa l’opportunita’ delle soluzioni concordate dai coniugi nell’intercorsa convenzione.

Anche sul punto si impone, dunque, la cassazione. Il ricorso e’ dunque accolto nei sensi di cui alla motivazione.

Al giudice di rinvio e’ rimessa la statuizione circa le spese della presente fase di legittimita’.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso per quanto di ragione, cassa il decreto impugnato e rinvia la causa alla Corte di appello di Bari, in altra composizione, anche per le spese della fase di legittimita’

 

DIVORZIO BREVE BOLOGNA

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Se il matrimonio è in crisi e si vogliono tutelare  gli interessi propri e dei figli, un legale può essere un aiuto prezioso per conoscere i propri diritti e per suggerire le soluzioni e le procedure più adatte al caso.

 

Nel 2015 è stato introdotto nell’ordinamento italiano il cosiddetto divorzio breve, una riforma della procedura di divorzio che ha reso più snella e veloce la separazione giuridica dei coniugi. La nuova legge ha introdotto diverse novità su:

  • tempistica

  • comunione dei beni

  • situazione dei figli

 

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Durante la fase di separazione e di divorzio, l’aiuto di un legale è indispensabile

l divorzio breve è stato introdotto in Italia dalla legge n.55 del 6 maggio 2015,.

 

Bologna adulterio separazione adulterio separazione addebito adulterio separazione giudiziale adulterio+separazione con addebito adulterio separazione consensuale separazione adulterio moglie separazione adulterio figli adulterio e separazione prova adulterio separazione adulterio nella separazione adulterio e addebito separazione separazione con adulterio adulterio dopo separazione adulterio durante separazione adulterio causa di separazione adulterio prima della separazione adulterio in caso di separazione adulterio in fase di separazione adulterio in separazione adulterio durante la separazione separazione per adulterio separazione x adulterio

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DIVORZIO BREVE BOLOGNA La lettera b) del numero 2 del comma 1 dell’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, ha ridotto a dodici mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi, necessaria per poter proporre la domanda di divorzio nei casi di separazione giudiziale.

 AFOTOSPOSA

 

DIVORZIO BREVE BOLOGNA In caso di precedente separazione consensuale, l’ultimo periodo dell’articolo 1 riduce a sei mesi il periodo di separazione ininterrotta.

Il grande nodo della legge che ha riformato il divorzio ha riguardato la possibilità di eliminare il passaggio obbligato della separazione e arrivare direttamente al divorzio.

DIVORZIO BREVE BOLOGNA La legge sul divorzio breve (Legge n. 55/2015) ha rivoluzionato la procedura di scioglimento del matrimonio, sostanzialmente immutata per più di trent’anni, riducendo di molto i tempi di separazione.

PRESENZA DI FIGLI

Divorzio breve in Tribunale. I termini brevi per divorziare, sei mesi o dodici a seconda dei casi, introdotti dalla riforma n. 55/2015 valgono a prescindere dalla presenza o meno di figli.

. Da precisare ulteriormente che la procedura dinnanzi all’Ufficio Comunale non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. Al riguardo,  il Ministero ha chiarito che sono vietati soltanto quei patti “produttivi di effetti traslativi di diritti reali”, mentre è possibile la previsione da parte dei coniugi dell’assegno di mantenimento o divorzile.

PRESENZA DI FIGLI

Divorzio breve in Tribunale. I termini brevi per divorziare, sei mesi o dodici a seconda dei casi, introdotti dalla riforma n. 55/2015 valgono a prescindere dalla presenza o meno di figli.

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DIVORZIO BREVE BOLOGNA Nelle separazioni giudiziali:

  • riduce da tre anni a dodici mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio;
  • fa decorrere tale termine dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Nelle separazioni consensuali:

  • riduce a sei mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio;

.

DIVORZIO BREVE BOLOGNA DOMANDE FREQUENTI

Il divorzio breve si applica anche in caso di presenza di figli?

Si, il divorzio breve si applica anche in presenza di figli

Da quando decorrono i termini di sei mesi o un anno per il divorzio breve?

I termini di sei mesi o di un anno partono dall’udienza di separazione che ha autorizzato i coniugi a vivere separati.

Se la causa di separazione dura più anni, posso nel frattempo divorziarmi?

Si. Qualora la coppia abbia optato per una separazione giudiziale e la durata di questa si stia protraendo oltre i 12 mesi necessari per potersi divorziare, si potrà nel frattempo attivare anche il giudizio di divorzio. I due giudizi cammineranno così su binari paralleli.

DIVORZIO BREVE BOLOGNA

Un procedimento di separazione iniziato con la precedente modalità può essere convertito a divorzio breve?

La nuova disciplina sui divorzi si applica anche ai procedimenti di separazione oggi in corso, purchè siano già avviati.

DIVORZIO BREVE BOLOGNA 

Importante con l’introduzione del divorzio breve (con la legge n° 55 del 2015 ) una novità che regola anche il regime di comunione coniugale dei beni. Se prima lo scioglimento della comunione legale dei beni tra coniugi, in procedimenti giudiziali, avveniva quando veniva emessa la sentenza di separazione, davanti al Tribunaleadesso invece, lo scioglimento della comunione dei beni avviene appena i coniugi si presentano per la prima volta davanti al presidente del Tribunale, per la prima udienza, con l’intenzione di separarsi.

Codice Civile
| Divorzio e separazione | Filiazione | Tutela | Successioni | Divisione | Donazioni | Proprietà | Usufrutto | Servitù | Comunione | Obbligazioni | Contratti | Vendita | Locazione | Trasporto | Mandato | Agenzia | Mediazione | Mutuo | Assicurazioni | Fideiussione | Fatti illeciti | Lavoro | Registro imprese | Società | S.n.c. | S.a.s. | S.p.A. | S.r.l. | Trasf. Fus. Scissione | Consorzi | Mutue ass. | Disp. Penali | Trascrizione | Delle Prove | Resp. patrimoniale e privilegi | Pegno e Ipoteche | Revocatoria | Prescrizione | Disposizioni per l’attuazione |
LIBRO I – Delle persone e della famiglia
Titolo I – Delle persone fisiche ∙ 1 ∙ 2 ∙ 3 ∙ 4 ∙ 5 ∙ 6 ∙ 7 ∙ 8 ∙ 9 ∙ 10
Titolo II – Delle persone giuridiche
Capo I – Disposizioni generali ∙ 11 ∙ 12 ∙ 13
Capo II – Delle associazioni e delle fondazioni ∙ 14 ∙ 15 ∙ 16 ∙ 17 ∙ 18 ∙ 19 ∙ 20 ∙ 21 ∙ 22 ∙ 23 ∙ 24 ∙ 25 ∙ 26 ∙ 27 ∙ 28 ∙ 29 ∙ 30 ∙ 31 ∙ 32 ∙ 33 ∙ 34 ∙ 35
Capo III – Delle associazioni non riconosciute e dei comitati ∙ 36 ∙ 37 ∙ 38 ∙ 39 ∙ 40 ∙ 41 ∙ 42 ∙ 42-bis
Titolo III – Del domicilio e della residenza ∙ 43 ∙ 44 ∙ 45 ∙ 46 ∙ 47
Titolo IV – Dell’assenza e della dichiarazione di morte presunta
Capo I – Dell’assenza ∙ 48 ∙ 49 ∙ 50 ∙ 51 ∙ 52 ∙ 53 ∙ 54 ∙ 55 ∙ 56 ∙ 57
Capo II – Della dichiarazione di morte presunta ∙ 58 ∙ 59 ∙ 60 ∙ 61 ∙ 62 ∙ 63 ∙ 64 ∙ 65 ∙ 66 ∙ 67 ∙ 68
Capo III – Delle ragioni eventuali che competono alla persona di cui si ignora l’esistenza o di cui è stata dichiarata la morte presunta ∙ 69 ∙ 70 ∙ 71 ∙ 72 ∙ 73
Titolo V – Della parentela e dell’affinità ∙ 74 ∙ 75 ∙ 76 ∙ 77 ∙ 78
Titolo VI – Del matrimonio
Capo I – Della promessa di matrimonio ∙ 79 ∙ 80 ∙ 81
Capo II – Del matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico e del matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello Stato ∙ 82 ∙ 83
Capo III – Del matrimonio celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile
Sez. I – Delle condizioni necessarie per contrarre matrimonio ∙ 84 ∙ 85 ∙ 86 ∙ 87 ∙ 88 ∙ 89 ∙ 90 ∙ 91 ∙ 92
Sez. II – Delle formalità preliminari del matrimonio ∙ 93 ∙ 94 ∙ 95 ∙ 96 ∙ 97 ∙ 98 ∙ 99 ∙ 100 ∙ 101
Sez. III – Delle opposizioni al matrimonio ∙ 102 ∙ 103 ∙ 104 ∙ 105
Sez. IV – Della celebrazione del matrimonio ∙ 106 ∙ 107 ∙ 108 ∙ 109 ∙ 110 ∙ 111 ∙ 112 ∙ 113 ∙ 114
Sez. V – Del matrimonio dei cittadini in paese straniero e degli stranieri nello Stato ∙ 115 ∙ 116
Sez. VI – Della nullità del matrimonio ∙ 117 ∙ 118 ∙ 119 ∙ 120 ∙ 121 ∙ 122 ∙ 123 ∙ 124 ∙ 125 ∙ 126 ∙ 127 ∙ 128 ∙ 129 ∙ 129-bis
Sez. VII – Delle prove della celebrazione del matrimonio ∙ 130 ∙ 131 ∙ 132 ∙ 133
Sez. VIII – Disposizioni penali ∙ 134 ∙ 135 ∙ 136 ∙ 137 ∙ 138 ∙ 139 ∙ 140 ∙ 141 ∙ 142
Capo IV – Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio ∙ 143 ∙ 143-bis ∙ 143-ter ∙ 144 ∙ 145 ∙ 146 ∙ 147 ∙ 148
Capo V – Dello scioglimento del matrimonio e della separazione dei coniugi ∙ 149 ∙ 150 ∙ 151 ∙ 152 ∙ 153 ∙ 154 ∙ 155 ∙ 155-bis ∙ 155-ter ∙ 155-quater ∙ 155-quinquies ∙ 155-sexies ∙ 156 ∙ 156-bis ∙ 157 ∙ 158
Capo VI – Del regime patrimoniale della famiglia
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 159 ∙ 160 ∙ 161 ∙ 162 ∙ 163 ∙ 164 ∙ 165 ∙ 166 ∙ 166-bis
Sez. II – Del fondo patrimoniale ∙ 167 ∙ 168 ∙ 169 ∙ 170 ∙ 171 ∙ 172 ∙ 173 ∙ 174 ∙ 175 ∙ 176
Sez. III – Della comunione legale ∙ 177 ∙ 178 ∙ 179 ∙ 180 ∙ 181 ∙ 182 ∙ 183 ∙ 184 ∙ 185 ∙ 186 ∙ 187 ∙ 188 ∙ 189 ∙ 190 ∙ 191 ∙ 192 ∙ 193 ∙ 194 ∙ 195 ∙ 196 ∙ 197 ∙ 198 ∙ 199 ∙ 200 ∙ 201 ∙ 202 ∙ 203 ∙ 204 ∙ 205 ∙ 206 ∙ 207 ∙ 208 ∙ 209
Sez. IV – Della comunione convenzionale ∙ 210 ∙ 211 ∙ 212 ∙ 213 ∙ 214
Sez. V – Del regime di separazione dei beni ∙ 215 ∙ 216 ∙ 217 ∙ 218 ∙ 219 ∙ 220 ∙ 221 ∙ 222 ∙ 223 ∙ 224 ∙ 225 ∙ 226 ∙ 227 ∙ 228 ∙ 229 ∙ 230
Sez. VI – Dell’impresa familiare ∙ 230-bis ∙ 230-ter
Titolo VII – Della filiazione
Capo I – Della filiazione legittima
Sez. I – Dello stato di figlio legittimo ∙ 231 ∙ 232 ∙ 233 ∙ 234 ∙ 235
Sez. II – Delle prove della filiazione legittima ∙ 236 ∙ 237 ∙ 238 ∙ 239 ∙ 240 ∙ 241 ∙ 242 ∙ 243 ∙ 243-bis
Sez. III – Dell’azione di disconoscimento e delle azioni di contestazione e di reclamo di legittimità ∙ 244 ∙ 245 ∙ 246 ∙ 247 ∙ 248 ∙ 249
Capo II – Della filiazione naturale e della legittimazione
Sez. I – Della filiazione naturale
Par. 1 – Del riconoscimento dei figli naturali ∙ 250 ∙ 251 ∙ 252 ∙ 253 ∙ 254 ∙ 255 ∙ 256 ∙ 257 ∙ 258 ∙ 259 ∙ 260 ∙ 261 ∙ 262 ∙ 263 ∙ 264 ∙ 265 ∙ 266 ∙ 267 ∙ 268
Par. 2 – Della dichiarazione giudiziale della paternità e della maternità naturale ∙ 269 ∙ 270 ∙ 271 ∙ 272 ∙ 273 ∙ 274 ∙ 275 ∙ 276 ∙ 277 ∙ 278 ∙ 279
Sez. II – Della legittimazione dei figli naturali ∙ 280 ∙ 281 ∙ 282 ∙ 283 ∙ 284 ∙ 285 ∙ 286 ∙ 287 ∙ 288 ∙ 289 ∙ 290
Titolo VIII – Dell’adozione di persone maggiori di etÃ
Capo I – Dell’adozione di persone maggiori di età e dei suoi effetti ∙ 291 ∙ 292 ∙ 293 ∙ 294 ∙ 295 ∙ 296 ∙ 297 ∙ 298∙ 299 ∙ 300 ∙ 301 ∙ 302 ∙ 303 ∙ 304 ∙ 305 ∙ 306 ∙ 307 ∙ 308 ∙ 309 ∙ 310
Capo II – Delle forme dell’adozione di persone di maggiore età ∙ 311 ∙ 312 ∙ 313 ∙ 314
Titolo IX – Della potestà dei genitori e dei diritti e doveri del figlio ∙ 315 ∙ 315-bis ∙ 316 ∙ 316-bis ∙ 317 ∙ 317-bis ∙ 318 ∙ 319 ∙ 320 ∙ 321 ∙ 322 ∙ 323 ∙ 324 ∙ 325 ∙ 326 ∙ 327 ∙ 328 ∙ 329 ∙ 330 ∙ 331 ∙ 332 ∙ 333 ∙ 334 ∙ 335 ∙ 336 ∙ 336-bis ∙ 337 ∙ 337-bis ∙ 337-ter ∙ 337-quater ∙ 337-quinquies ∙ 337-sexies ∙ 337-octies ∙ 338 ∙ 339 ∙ 340 ∙ 341 ∙ 342
Titolo IX Bis – Ordini di protezione contro gli abusi familiari ∙ 342-bis ∙ 342-ter
Titolo X – Della tutela e dell’emancipazione
Capo I – Della tutela dei minori ∙ 343
Sez. I – Del giudice tutelare ∙ 344
Sez. II – Del tutore e del protutore ∙ 345 ∙ 346 ∙ 347 ∙ 348 ∙ 349 ∙ 350 ∙ 351 ∙ 352 ∙ 353 ∙ 354 ∙ 355 ∙ 356
Sez. III – Dell’esercizio della tutela ∙ 357 ∙ 358 ∙ 359 ∙ 360 ∙ 361 ∙ 362 ∙ 363 ∙ 364 ∙ 365 ∙ 366 ∙ 367 ∙ 368 ∙ 369 ∙ 370 ∙ 371 ∙ 372 ∙ 373 ∙ 374 ∙ 375 ∙ 376 ∙ 377 ∙ 378 ∙ 379 ∙ 380 ∙ 381 ∙ 382
Sez. IV – Della cessazione del tutore dall’ufficio ∙ 383 ∙ 384
Sez. V – Del rendimento del conto finale ∙ 385 ∙ 386 ∙ 387 ∙ 388 ∙ 389
Capo II – Dell’emancipazione ∙ 390 ∙ 391 ∙ 392 ∙ 393 ∙ 394 ∙ 395 ∙ 359 ∙ 396 ∙ 397 ∙ 398 ∙ 399
Titolo XI – Dell’affiliazione e dell’affidamento ∙ 400 ∙ 401 ∙ 402 ∙ 403
Titolo XII – Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia
Capo I – Dell’amministrazione di sostegno ∙ 404 ∙ 405 ∙ 406 ∙ 407 ∙ 408 ∙ 409 ∙ 410 ∙ 411 ∙ 412 ∙ 413
Capo II – Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale ∙ 414 ∙ 415 ∙ 416 ∙ 417 ∙ 418 ∙ 419 ∙ 420 ∙ 421 ∙ 422 ∙ 423 ∙ 424 ∙ 425 ∙ 426 ∙ 427 ∙ 428 ∙ 429 ∙ 430 ∙ 431 ∙ 432
Titolo XIII – Degli alimenti ∙ 433 ∙ 434 ∙ 435 ∙ 436 ∙ 437 ∙ 438 ∙ 439 ∙ 440 ∙ 441 ∙ 442 ∙ 443 ∙ 444 ∙ 445 ∙ 446 ∙ 447∙ 448 ∙ 448-bis
Titolo XIV – Degli atti dello stato civile ∙ 449 ∙ 450 ∙ 451 ∙ 452 ∙ 453 ∙ 454 ∙ 455
LIBRO II – Delle successioni
Titolo I – Disposizioni generali sulle successioni
Capo I – Dell’apertura della successione, della delazione e dell’acquisto dell’eredità ∙ 456 ∙ 457 ∙ 458 ∙ 459 ∙ 460 ∙ 461
Capo II – Della capacità di succedere ∙ 462
Capo III – Dell’indegnità ∙ 463 ∙ 464 ∙ 465 ∙ 466
Capo IV – Della rappresentazione ∙ 467 ∙ 468 ∙ 469
Capo V – Dell’accettazione dell’ereditÃ
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 470 ∙ 471 ∙ 472 ∙ 473 ∙ 474 ∙ 475 ∙ 476 ∙ 477 ∙ 478 ∙ 479 ∙ 480 ∙ 481 ∙ 482 ∙ 483
Sez. II – Del beneficio d’inventario ∙ 484 ∙ 485 ∙ 486 ∙ 487 ∙ 488 ∙ 489 ∙ 490 ∙ 491 ∙ 492 ∙ 493 ∙ 494 ∙ 495 ∙ 496 ∙ 497 ∙ 498 ∙ 499 ∙ 500 ∙ 501 ∙ 502 ∙ 503 ∙ 504 ∙ 505 ∙ 506 ∙ 507 ∙ 508 ∙ 509 ∙ 510 ∙ 511
Capo VI – Della separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede ∙ 512 ∙ 513 ∙ 514 ∙ 515 ∙ 516 ∙ 517 ∙ 518
Capo VII – Della rinunzia all’eredità ∙ 519 ∙ 520 ∙ 521 ∙ 522 ∙ 523 ∙ 524 ∙ 525 ∙ 526 ∙ 527
Capo VIII – Dell’eredità giacente ∙ 528 ∙ 529 ∙ 530 ∙ 531 ∙ 532
Capo IX – Della petizione di eredità ∙ 533 ∙ 534 ∙ 535
Capo X – Dei legittimari
Sez. I – Dei diritti riservati ai legittimari ∙ 536 ∙ 537 ∙ 538 ∙ 539 ∙ 540 ∙ 541 ∙ 542 ∙ 543 ∙ 544 ∙ 545 ∙ 546 ∙ 547 ∙ 548 ∙ 549 ∙ 550 ∙ 551 ∙ 552
Sez. II – Della reintegrazione della quota riservata ai legittimari ∙ 553 ∙ 554 ∙ 555 ∙ 556 ∙ 557 ∙ 558 ∙ 559 ∙ 560 ∙ 561 ∙ 562 ∙ 563 ∙ 564
Titolo II – Delle successioni legittime ∙ 565
Capo I – Della successione dei parenti ∙ 566 ∙ 567 ∙ 568 ∙ 569 ∙ 570 ∙ 571 ∙ 572 ∙ 573 ∙ 574 ∙ 575 ∙ 576 ∙ 577 ∙ 578 ∙ 579 ∙ 580
Capo II – Della successione del coniuge ∙ 581 ∙ 582 ∙ 583 ∙ 584 ∙ 585
Capo III – Della successione dello Stato ∙ 586
Titolo III – Delle successioni testamentarie
Capo I – Disposizioni generali ∙ 587 ∙ 588 ∙ 589 ∙ 590
Capo II – Della capacità di disporre per testamento ∙ 591
Capo III – Della capacità di ricevere per testamento ∙ 592 ∙ 593 ∙ 594 ∙ 595 ∙ 596 ∙ 597 ∙ 598 ∙ 599 ∙ 600
Capo IV – Della forma dei testamenti
Sez. I – Dei testamenti ordinari ∙ 601 ∙ 602 ∙ 603 ∙ 604 ∙ 605 ∙ 606 ∙ 607 ∙ 608
Sez. II – Dei testamenti speciali ∙ 609 ∙ 610 ∙ 611 ∙ 612 ∙ 613 ∙ 614 ∙ 615 ∙ 616 ∙ 617 ∙ 618 ∙ 619
Sez. III – Della pubblicazione dei testamenti olografi e dei testamenti segreti ∙ 620 ∙ 621 ∙ 622 ∙ 623
Capo V – Dell’istituzione di erede e dei legati
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 624 ∙ 625 ∙ 626 ∙ 627 ∙ 628 ∙ 629 ∙ 630 ∙ 631 ∙ 632
Sez. II – Delle disposizioni condizionali, a termine e modali ∙ 633 ∙ 634 ∙ 635 ∙ 636 ∙ 637 ∙ 638 ∙ 639 ∙ 640 ∙ 641 ∙ 642 ∙ 643 ∙ 644 ∙ 645 ∙ 646 ∙ 647 ∙ 648
Sez. III – Dei legati ∙ 649 ∙ 650 ∙ 651 ∙ 652 ∙ 653 ∙ 654 ∙ 655 ∙ 656 ∙ 657 ∙ 658 ∙ 659 ∙ 660 ∙ 661 ∙ 662 ∙ 663 ∙ 664 ∙ 665 ∙ 666 ∙ 667 ∙ 668 ∙ 669 ∙ 670 ∙ 671 ∙ 672 ∙ 673
Sez. IV – Del diritto di accrescimento ∙ 674 ∙ 675 ∙ 676 ∙ 677 ∙ 678
Sez. V – Della revocazione delle disposizioni testamentarie ∙ 679 ∙ 680 ∙ 681 ∙ 682 ∙ 683 ∙ 684 ∙ 685 ∙ 686 ∙ 687
Capo VI – Delle sostituzioni
Sez. I – Della sostituzione ordinaria ∙ 688 ∙ 689 ∙ 690 ∙ 691
Sez. II – Della sostituzione fedecommissaria ∙ 692 ∙ 693 ∙ 694 ∙ 695 ∙ 696 ∙ 697 ∙ 698 ∙ 699
Capo VII – Degli esecutori testamentari ∙ 700 ∙ 701 ∙ 702 ∙ 703 ∙ 704 ∙ 705 ∙ 706 ∙ 707 ∙ 708 ∙ 709 ∙ 710 ∙ 711 ∙ 712
Titolo IV – Della divisione
Capo I – Disposizioni generali ∙ 713 ∙ 714 ∙ 715 ∙ 716 ∙ 717 ∙ 718 ∙ 719 ∙ 720 ∙ 721 ∙ 722 ∙ 723 ∙ 724 ∙ 725 ∙ 726 ∙ 727 ∙ 728 ∙ 729 ∙ 730 ∙ 731 ∙ 732 ∙ 733 ∙ 734 ∙ 735 ∙ 736
Capo II – Della collazione ∙ 737 ∙ 738 ∙ 739 ∙ 740 ∙ 741 ∙ 742 ∙ 743 ∙ 744 ∙ 745 ∙ 746 ∙ 747 ∙ 748 ∙ 749 ∙ 750 ∙ 751
Capo III – Del pagamento dei debiti ∙ 752 ∙ 753 ∙ 754 ∙ 755 ∙ 756
Capo IV – Degli effetti della divisione e della garanzia delle quote ∙ 757 ∙ 758 ∙ 759 ∙ 760
Capo V – Dell’annullamento e della rescissione in materia di divisione ∙ 761 ∙ 762 ∙ 763 ∙ 764 ∙ 765 ∙ 766 ∙ 767 ∙ 768
Capo V Bis – Del patto di famiglia ∙ 768-bis ∙ 768-ter ∙ 768-quater ∙ 768-quinquies ∙ 768-sexies ∙ 768-septies ∙ 768-octies
Titolo V – Delle donazioni
Capo I – Disposizioni generali ∙ 769 ∙ 770 ∙ 771 ∙ 772 ∙ 773
Capo II – Della capacità di disporre e di ricevere per donazione ∙ 774 ∙ 775 ∙ 776 ∙ 777 ∙ 778 ∙ 779 ∙ 780 ∙ 781
Capo III – Della forma e degli effetti della donazione ∙ 782 ∙ 784 ∙ 785 ∙ 786 ∙ 787 ∙ 788 ∙ 789 ∙ 790 ∙ 791 ∙ 792 ∙ 793 ∙ 794 ∙ 795 ∙ 796 ∙ 797 ∙ 798 ∙ 799
Capo IV – Della revocazione delle donazioni ∙ 800 ∙ 801 ∙ 802 ∙ 803 ∙ 804 ∙ 805 ∙ 806 ∙ 807 ∙ 808 ∙ 809
LIBRO III – Della proprietà
Titolo I – Dei beni
Capo I – Dei beni in generale ∙ 810
Sez. I – Dei beni nell’ordine corporativo ∙ 811
Sez. II – Dei beni immobili e mobili ∙ 812 ∙ 813 ∙ 814 ∙ 815 ∙ 816 ∙ 817 ∙ 818 ∙ 819
Sez. III – Dei frutti ∙ 820 ∙ 821
Capo II – Dei beni appartenenti allo Stato, agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici ∙ 822 ∙ 823 ∙ 824 ∙ 825 ∙ 826∙ 827 ∙ 828 ∙ 829 ∙ 830 ∙ 831
Titolo II – Della proprietÃ
Capo I – Disposizioni generali ∙ 832 ∙ 833 ∙ 834 ∙ 835 ∙ 836 ∙ 837 ∙ 838 ∙ 839
Capo II – Della proprietà fondiaria
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 840 ∙ 841 ∙ 842 ∙ 843 ∙ 844 ∙ 845
Sez. II – Del riordinamento della proprietà rurale ∙ 846 ∙ 847 ∙ 848 ∙ 849 ∙ 850 ∙ 851 ∙ 852 ∙ 853 ∙ 854 ∙ 855 ∙ 856
Sez. III – Della bonifica integrale ∙ 857 ∙ 858 ∙ 859 ∙ 860 ∙ 861 ∙ 862 ∙ 863 ∙ 864 ∙ 865
Sez. IV – Dei vincoli idrogeologici e delle difese fluviali ∙ 866 ∙ 867 ∙ 868
Sez. V – Della proprietà edilizia ∙ 869 ∙ 870 ∙ 871 ∙ 872
Sez. VI – Delle distanze nelle costruzioni, piantagioni e scavi, e dei muri, fossi e siepi interposti tra i fondi ∙ 873∙ 874 ∙ 875 ∙ 876 ∙ 877 ∙ 878 ∙ 879 ∙ 880 ∙ 881 ∙ 882 ∙ 883 ∙ 884 ∙ 885 ∙ 886 ∙ 887 ∙ 888 ∙ 889 ∙ 890 ∙ 891 ∙ 892 ∙ 893 ∙ 894 ∙ 895 ∙ 896 ∙ 896-bis ∙ 897 ∙ 898 ∙ 899
Sez. VII – Delle luci e delle vedute ∙ 900 ∙ 901 ∙ 902 ∙ 903 ∙ 904 ∙ 905 ∙ 906 ∙ 907
Sez. VIII – Dello stillicidio ∙ 908
Sez. IX – Delle acque ∙ 909 ∙ 910 ∙ 911 ∙ 912 ∙ 913 ∙ 914 ∙ 915 ∙ 916 ∙ 917 ∙ 918 ∙ 919 ∙ 920 ∙ 921
Capo III – Dei modi di acquisto della proprietà ∙ 922
Sez. I – Dell’occupazione e dell’invenzione ∙ 923 ∙ 924 ∙ 925 ∙ 926 ∙ 927 ∙ 928 ∙ 929 ∙ 930 ∙ 931 ∙ 932 ∙ 933
Sez. II – Dell’accessione, della specificazione, dell’unione e della commistione ∙ 934 ∙ 935 ∙ 936 ∙ 937 ∙ 938 ∙ 939∙ 940 ∙ 941 ∙ 942 ∙ 943 ∙ 944 ∙ 945 ∙ 946 ∙ 947
Capo IV – Delle azioni a difesa della proprietà ∙ 948 ∙ 949 ∙ 950 ∙ 951
Titolo III – Della superficie ∙ 952 ∙ 953 ∙ 954 ∙ 955 ∙ 956
Titolo IV – Dell’enfiteusi ∙ 957 ∙ 958 ∙ 959 ∙ 960 ∙ 961 ∙ 962 ∙ 963 ∙ 964 ∙ 965 ∙ 966 ∙ 967 ∙ 968 ∙ 969 ∙ 970 ∙ 971 ∙ 972 ∙ 973 ∙ 974 ∙ 975 ∙ 976 ∙ 977
Titolo V – Dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione
Capo I – Dell’usufrutto
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 978 ∙ 979 ∙ 980
Sez. II – Dei diritti nascenti dall’usufrutto ∙ 981 ∙ 982 ∙ 983 ∙ 984 ∙ 985 ∙ 986 ∙ 987 ∙ 988 ∙ 989 ∙ 990 ∙ 991 ∙ 992 ∙ 993 ∙ 994 ∙ 995 ∙ 996 ∙ 997 ∙ 998 ∙ 999 ∙ 1000
Sez. III – Degli obblighi nascenti dall’usufrutto ∙ 1001 ∙ 1002 ∙ 1003 ∙ 1004 ∙ 1005 ∙ 1006 ∙ 1007 ∙ 1008 ∙ 1009 ∙ 1010 ∙ 1011 ∙ 1012 ∙ 1013
Sez. IV – Estinzione e modificazioni dell’usufrutto ∙ 1014 ∙ 1015 ∙ 1016 ∙ 1017 ∙ 1018 ∙ 1019 ∙ 1020
Capo II – Dell’uso e dell’abitazione ∙ 1021 ∙ 1022 ∙ 1023 ∙ 1024 ∙ 1025 ∙ 1026
Titolo VI – Delle servitù prediali
Capo I – Disposizioni generali ∙ 1027 ∙ 1028 ∙ 1029 ∙ 1030 ∙ 1031
Capo II – Delle servitù coattive ∙ 1032
Sez. I – Dell’acquedotto e dello scarico coattivo ∙ 1033 ∙ 1034 ∙ 1035 ∙ 1036 ∙ 1037 ∙ 1038 ∙ 1039 ∙ 1040 ∙ 1041 ∙ 1042 ∙ 1043 ∙ 1044 ∙ 1045 ∙ 1046
Sez. II – Dell’appoggio e dell’infissione di chiusa ∙ 1047 ∙ 1048
Sez. III – Della somministrazione coattiva di acqua a un edificio o a un fondo ∙ 1049 ∙ 1050
Sez. IV – Del passaggio coattivo ∙ 1051 ∙ 1052 ∙ 1053 ∙ 1054 ∙ 1055
Sez. V – Dell’elettrodotto coattivo e del passaggio coattivo di linee teleferiche ∙ 1056 ∙ 1057
Capo III – Delle servitù volontarie ∙ 1058 ∙ 1059 ∙ 1060
Capo IV – Delle servitù acquistate per usucapione e per destinazione del padre di famiglia ∙ 1061 ∙ 1062
Capo V – Dell’esercizio delle servitù ∙ 1063 ∙ 1064 ∙ 1065 ∙ 1066 ∙ 1067 ∙ 1068 ∙ 1069 ∙ 1070 ∙ 1071
Capo VI – Dell’estinzione delle servitù ∙ 1072 ∙ 1073 ∙ 1074 ∙ 1075 ∙ 1076 ∙ 1077 ∙ 1078
Capo VII – Delle azioni a difesa delle servitù ∙ 1079
Capo VIII – Di alcune servitù in materia di acque
Sez. I – Della servitù di presa o di derivazione di acqua ∙ 1080 ∙ 1081 ∙ 1082 ∙ 1083 ∙ 1084 ∙ 1085 ∙ 1086 ∙ 1087 ∙ 1088 ∙ 1089 ∙ 1090 ∙ 1091 ∙ 1092 ∙ 1093
Sez. II – Della servitù degli scoli e degli avanzi di acqua ∙ 1094 ∙ 1095 ∙ 1096 ∙ 1097 ∙ 1098 ∙ 1099
Titolo VII – Della comunione
Capo I – Della comunione in generale ∙ 1100 ∙ 1101 ∙ 1102 ∙ 1103 ∙ 1104 ∙ 1105 ∙ 1106 ∙ 1107 ∙ 1108 ∙ 1109 ∙ 1110 ∙ 1111 ∙ 1112 ∙ 1113 ∙ 1114 ∙ 1115 ∙ 1116
Capo II – Del condominio negli edifici ∙ 1117 ∙ 1117-bis ∙ 1117-ter ∙ 1117-quater ∙ 1118 ∙ 1119 ∙ 1120 ∙ 1121 ∙ 1122 ∙ 1122-bis ∙ 1122-ter ∙ 1123 ∙ 1124 ∙ 1125 ∙ 1126 ∙ 1127 ∙ 1128 ∙ 1129 ∙ 1130 ∙ 1130-bis ∙ 1131 ∙ 1132 ∙ 1133 ∙ 1134 ∙ 1135 ∙ 1136 ∙ 1137 ∙ 1138 ∙ 1139
Titolo VIII – Del possesso
Capo I – Disposizioni generali ∙ 1140 ∙ 1141 ∙ 1142 ∙ 1143 ∙ 1144 ∙ 1145 ∙ 1146 ∙ 1147
Capo II – Degli effetti del possesso
Sez. I – Dei diritti e degli obblighi del possessore nella restituzione della cosa ∙ 1148 ∙ 1149 ∙ 1150 ∙ 1151 ∙ 1152
Sez. II – Del possesso di buona fede di beni mobili ∙ 1153 ∙ 1154 ∙ 1155 ∙ 1156 ∙ 1157
Sez. III – Dell’usucapione ∙ 1158 ∙ 1159 ∙ 1159-bis ∙ 1160 ∙ 1161 ∙ 1162 ∙ 1163 ∙ 1164 ∙ 1165 ∙ 1166 ∙ 1167
Capo III – Delle azioni a difesa del possesso ∙ 1168 ∙ 1169 ∙ 1170
Titolo IX – Della denunzia di nuova opera e di danno temuto ∙ 1171 ∙ 1172
LIBRO IV – Delle obbligazioni
Titolo I – Delle obbligazioni in generale
Capo I – Disposizioni preliminari ∙ 1173 ∙ 1174 ∙ 1175
Capo II – Dell’adempimento delle obbligazioni
Sez. I – Dell’adempimento in generale ∙ 1179 ∙ 1180 ∙ 1181 ∙ 1182 ∙ 1183 ∙ 1184 ∙ 1185 ∙ 1186 ∙ 1187 ∙ 1188 ∙ 1189 ∙ 1190 ∙ 1191 ∙ 1192 ∙ 1193 ∙ 1194 ∙ 1195 ∙ 1196 ∙ 1197 ∙ 1198 ∙ 1199 ∙ 1200
Sez. II – Del pagamento con surrogazione ∙ 1201 ∙ 1202 ∙ 1203 ∙ 1204 ∙ 1205
Sez. III – Della mora del creditore ∙ 1206 ∙ 1207 ∙ 1208 ∙ 1209 ∙ 1210 ∙ 1211 ∙ 1212 ∙ 1213 ∙ 1214 ∙ 1215 ∙ 1216 ∙ 1217
Capo III – Dell’inadempimento delle obbligazioni ∙ 1218 ∙ 1219 ∙ 1220 ∙ 1221 ∙ 1222 ∙ 1223 ∙ 1224 ∙ 1225 ∙ 1226 ∙ 1227 ∙ 1228 ∙ 1229
Capo IV – Dei modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall’adempimento
Sez. I – Della novazione ∙ 1230 ∙ 1231 ∙ 1232 ∙ 1233 ∙ 1234 ∙ 1235
Sez. II – Della remissione ∙ 1236 ∙ 1237 ∙ 1238 ∙ 1239 ∙ 1240
Sez. III – Della compensazione ∙ 1241 ∙ 1242 ∙ 1243 ∙ 1244 ∙ 1245 ∙ 1246 ∙ 1247 ∙ 1248 ∙ 1249 ∙ 1250 ∙ 1251 ∙ 1252
Sez. IV – Della confusione ∙ 1253 ∙ 1254 ∙ 1255
Sez. V – Dell’impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore ∙ 1256 ∙ 1257 ∙ 1258 ∙ 1259
Capo V – Della cessione dei crediti ∙ 1260 ∙ 1261 ∙ 1262 ∙ 1263 ∙ 1264 ∙ 1265 ∙ 1266 ∙ 1267
Capo VI – Della delegazione, dell’espromissione e dell’accollo ∙ 1268 ∙ 1269 ∙ 1270 ∙ 1271 ∙ 1272 ∙ 1273 ∙ 1274 ∙ 1275 ∙ 1276
Capo VII – Di alcune specie di obbligazioni
Sez. I – Delle obbligazioni pecuniarie ∙ 1277 ∙ 1278 ∙ 1279 ∙ 1280 ∙ 1281 ∙ 1282 ∙ 1283 ∙ 1284
Sez. II – Delle obbligazioni alternative ∙ 1285 ∙ 1286 ∙ 1287 ∙ 1288 ∙ 1289 ∙ 1290 ∙ 1291
Sez. III – Delle obbligazioni in solido ∙ 1292 ∙ 1293 ∙ 1294 ∙ 1295 ∙ 1296 ∙ 1297 ∙ 1298 ∙ 1299 ∙ 1300 ∙ 1301 ∙ 1302 ∙ 1303 ∙ 1304 ∙ 1305 ∙ 1306 ∙ 1307 ∙ 1308 ∙ 1309 ∙ 1310 ∙ 1311 ∙ 1312 ∙ 1313
Sez. IV – Delle obbligazioni divisibili e indivisibili ∙ 1314 ∙ 1315 ∙ 1316 ∙ 1317 ∙ 1318 ∙ 1319 ∙ 1320
Titolo II – Dei contratti in generale
Capo I – Disposizioni preliminari ∙ 1321 ∙ 1322 ∙ 1323 ∙ 1324
Capo II – Dei requisiti del contratto ∙ 1325
Sez. I – Dell’accordo delle parti ∙ 1326 ∙ 1327 ∙ 1328 ∙ 1329 ∙ 1330 ∙ 1331 ∙ 1332 ∙ 1333 ∙ 1334 ∙ 1335 ∙ 1336 ∙ 1337 ∙ 1338 ∙ 1339 ∙ 1340 ∙ 1341 ∙ 1342
Sez. II – Della causa del contratto ∙ 1343 ∙ 1344 ∙ 1345
Sez. III – Dell’oggetto del contratto ∙ 1346 ∙ 1347 ∙ 1348 ∙ 1349
Sez. IV – Della forma del contratto ∙ 1350 ∙ 1351 ∙ 1352
Capo III – Della condizione nel contratto ∙ 1353 ∙ 1354 ∙ 1355 ∙ 1356 ∙ 1357 ∙ 1358 ∙ 1359 ∙ 1360 ∙ 1361
Capo IV – Dell’interpretazione del contratto ∙ 1362 ∙ 1363 ∙ 1364 ∙ 1365 ∙ 1366 ∙ 1367 ∙ 1368 ∙ 1369 ∙ 1370 ∙ 1371
Capo V – Degli effetti del contratto
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1372 ∙ 1373 ∙ 1374 ∙ 1375 ∙ 1376 ∙ 1377 ∙ 1378 ∙ 1379 ∙ 1380 ∙ 1381
Sez. II – Della clausola penale e della caparra ∙ 1382 ∙ 1383 ∙ 1384 ∙ 1385 ∙ 1386
Capo VI – Della rappresentanza ∙ 1387 ∙ 1388 ∙ 1389 ∙ 1390 ∙ 1391 ∙ 1392 ∙ 1393 ∙ 1394 ∙ 1395 ∙ 1396 ∙ 1397 ∙ 1398∙ 1399 ∙ 1400
Capo VII – Del contratto per persona da nominare ∙ 1401 ∙ 1402 ∙ 1403 ∙ 1404 ∙ 1405
Capo VIII – Della cessione del contratto ∙ 1406 ∙ 1407 ∙ 1408 ∙ 1409 ∙ 1410
Capo IX – Del contratto a favore di terzi ∙ 1411 ∙ 1412 ∙ 1413
Capo X – Della simulazione ∙ 1414 ∙ 1415 ∙ 1416 ∙ 1417
Capo XI – Della nullità del contratto ∙ 1418 ∙ 1419 ∙ 1420 ∙ 1421 ∙ 1422 ∙ 1423 ∙ 1424
Capo XII – Dell’annullabilità del contratto
Sez. I – Dell’incapacità ∙ 1425 ∙ 1426
Sez. II – Dei vizi del consenso ∙ 1427 ∙ 1428 ∙ 1429 ∙ 1430 ∙ 1431 ∙ 1432 ∙ 1433 ∙ 1434 ∙ 1435 ∙ 1436 ∙ 1437 ∙ 1438 ∙ 1439 ∙ 1440
Sez. III – Dell’azione di annullamento ∙ 1441 ∙ 1442 ∙ 1443 ∙ 1444 ∙ 1445 ∙ 1446
Capo XIII – Della rescissione del contratto ∙ 1447 ∙ 1448 ∙ 1449 ∙ 1450 ∙ 1451 ∙ 1452
Capo XIV – Della risoluzione del contratto
Sez. I – Della risoluzione per inadempimento ∙ 1453 ∙ 1454 ∙ 1455 ∙ 1456 ∙ 1457 ∙ 1458 ∙ 1459 ∙ 1460 ∙ 1461 ∙ 1462
Sez. II – Dell’impossibilità sopravvenuta ∙ 1463 ∙ 1464 ∙ 1465 ∙ 1466
Sez. III – Dell’eccessiva onerosità ∙ 1467 ∙ 1468 ∙ 1469
Capo XIV Bis – Dei contratti del consumatore ∙ 1469-bis ∙ 1469-ter ∙ 1469-quater ∙ 1469-quinquies ∙ 1469-sexies
Titolo III – Dei singoli contratti
Capo I – Della vendita
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1470 ∙ 1471 ∙ 1472 ∙ 1473 ∙ 1474 ∙ 1475
Par. 1 – Delle obbligazioni del venditore ∙ 1476 ∙ 1477 ∙ 1478 ∙ 1479 ∙ 1480 ∙ 1481 ∙ 1482 ∙ 1483 ∙ 1484 ∙ 1485 ∙ 1486 ∙ 1487 ∙ 1488 ∙ 1489 ∙ 1490 ∙ 1491 ∙ 1492 ∙ 1493 ∙ 1494 ∙ 1495 ∙ 1496 ∙ 1497
Par. 2 – Delle obbligazioni del compratore ∙ 1498 ∙ 1499
Par. 3 – Del riscatto convenzionale ∙ 1500 ∙ 1501 ∙ 1502 ∙ 1503 ∙ 1504 ∙ 1505 ∙ 1506 ∙ 1507 ∙ 1508 ∙ 1509
Sez. II – Della vendita di cose mobili
Par. 1 – Disposizioni generali ∙ 1510 ∙ 1511 ∙ 1512 ∙ 1513 ∙ 1514 ∙ 1515 ∙ 1516 ∙ 1517 ∙ 1518 ∙ 1519
Par. 1 Bis – Della vendita dei beni di consumo ∙ 1519-bis ∙ 1519-ter ∙ 1519-quater ∙ 1519-quinquies ∙ 1519-sexies ∙ 1519-septies ∙ 1519-octies ∙ 1519-nonies
Par. 2 – Della vendita con riserva di gradimento, a prova, a campione ∙ 1520 ∙ 1521 ∙ 1522
Par. 3 – Della vendita con riserva della proprietà ∙ 1523 ∙ 1524 ∙ 1525 ∙ 1526
Par. 4 – Della vendita su documenti e con pagamento contro documenti ∙ 1527 ∙ 1528 ∙ 1529 ∙ 1530
Par. 5 – Della vendita a termine di titoli di credito ∙ 1531 ∙ 1532 ∙ 1533 ∙ 1534 ∙ 1535 ∙ 1536
Sez. III – Della vendita di cose immobili ∙ 1537 ∙ 1538 ∙ 1539 ∙ 1540 ∙ 1541
Sez. IV – Della vendita di eredità ∙ 1542 ∙ 1543 ∙ 1544 ∙ 1545 ∙ 1546 ∙ 1547
Capo II – Del riporto ∙ 1548 ∙ 1549 ∙ 1550 ∙ 1551
Capo III – Della permuta ∙ 1552 ∙ 1553 ∙ 1554 ∙ 1555
Capo IV – Del contratto estimatorio ∙ 1556 ∙ 1557 ∙ 1558
Capo V – Della somministrazione ∙ 1559 ∙ 1560 ∙ 1561 ∙ 1562 ∙ 1563 ∙ 1564 ∙ 1565 ∙ 1566 ∙ 1567 ∙ 1568 ∙ 1569 ∙ 1570
Capo VI – Della locazione
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1571 ∙ 1572 ∙ 1573 ∙ 1574 ∙ 1575 ∙ 1576 ∙ 1577 ∙ 1578 ∙ 1579 ∙ 1580 ∙ 1581 ∙ 1582 ∙ 1583 ∙ 1584 ∙ 1585 ∙ 1586 ∙ 1587 ∙ 1588 ∙ 1589 ∙ 1590 ∙ 1591 ∙ 1592 ∙ 1593 ∙ 1594 ∙ 1595 ∙ 1596 ∙ 1597 ∙ 1598 ∙ 1599 ∙ 1600 ∙ 1601 ∙ 1602 ∙ 1603 ∙ 1604 ∙ 1605 ∙ 1606
Sez. II – Della locazione di fondi urbani ∙ 1607 ∙ 1608 ∙ 1609 ∙ 1610 ∙ 1611 ∙ 1612 ∙ 1613 ∙ 1614
Sez. III – Dell’affitto
Par. 1 – Disposizioni generali ∙ 1615 ∙ 1616 ∙ 1617 ∙ 1618 ∙ 1619 ∙ 1620 ∙ 1621 ∙ 1622 ∙ 1623 ∙ 1624 ∙ 1625 ∙ 1626 ∙ 1627
Par. 2 – Dell’affitto di fondi rustici ∙ 1628 ∙ 1629 ∙ 1630 ∙ 1631 ∙ 1632 ∙ 1633 ∙ 1634 ∙ 1635 ∙ 1636 ∙ 1637 ∙ 1638 ∙ 1639 ∙ 1640 ∙ 1641 ∙ 1642 ∙ 1643 ∙ 1644 ∙ 1645 ∙ 1646
Par. 3 – Dell’affitto a coltivatore diretto ∙ 1647 ∙ 1648 ∙ 1649 ∙ 1650 ∙ 1651 ∙ 1652 ∙ 1653 ∙ 1654
Capo VII – Dell’appalto ∙ 1655 ∙ 1656 ∙ 1657 ∙ 1658 ∙ 1659 ∙ 1660 ∙ 1661 ∙ 1662 ∙ 1663 ∙ 1664 ∙ 1665 ∙ 1666 ∙ 1667 ∙ 1668 ∙ 1669 ∙ 1670 ∙ 1671 ∙ 1672 ∙ 1673 ∙ 1674 ∙ 1675 ∙ 1676 ∙ 1677
Capo VIII – Del trasporto
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1678 ∙ 1679 ∙ 1680
Sez. II – Del trasporto di persone ∙ 1681 ∙ 1682
Sez. III – Del trasporto di cose ∙ 1683 ∙ 1684 ∙ 1685 ∙ 1686 ∙ 1687 ∙ 1688 ∙ 1689 ∙ 1690 ∙ 1691 ∙ 1692 ∙ 1693 ∙ 1694 ∙ 1695 ∙ 1696 ∙ 1697 ∙ 1698 ∙ 1699 ∙ 1700 ∙ 1701 ∙ 1702
Capo IX – Del mandato
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1703 ∙ 1704 ∙ 1705 ∙ 1706 ∙ 1707 ∙ 1708 ∙ 1709
Par. 1 – Delle obbligazioni del mandatario ∙ 1710 ∙ 1711 ∙ 1712 ∙ 1713 ∙ 1714 ∙ 1715 ∙ 1716 ∙ 1717 ∙ 1718
Par. 2 – Delle obbligazioni del mandante ∙ 1719 ∙ 1720 ∙ 1721
Par. 3 – Dell’estinzione del mandato ∙ 1722 ∙ 1723 ∙ 1724 ∙ 1725 ∙ 1726 ∙ 1727 ∙ 1728 ∙ 1729 ∙ 1730
Sez. II – Della commissione ∙ 1731 ∙ 1732 ∙ 1733 ∙ 1734 ∙ 1735 ∙ 1736
Sez. III – Della spedizione ∙ 1737 ∙ 1738 ∙ 1739 ∙ 1740 ∙ 1741
Capo X – Del contratto di agenzia ∙ 1742 ∙ 1743 ∙ 1744 ∙ 1745 ∙ 1746 ∙ 1747 ∙ 1748 ∙ 1749 ∙ 1750 ∙ 1751 ∙ 1751-bis ∙ 1752 ∙ 1753
Capo XI – Della mediazione ∙ 1754 ∙ 1755 ∙ 1756 ∙ 1757 ∙ 1758 ∙ 1759 ∙ 1760 ∙ 1761 ∙ 1762 ∙ 1763 ∙ 1764 ∙ 1765
Capo XII – Del deposito
Sez. I – Del deposito in generale ∙ 1766 ∙ 1767 ∙ 1768 ∙ 1769 ∙ 1770 ∙ 1771 ∙ 1772 ∙ 1773 ∙ 1774 ∙ 1775 ∙ 1776 ∙ 1777 ∙ 1778 ∙ 1779 ∙ 1780 ∙ 1781 ∙ 1782
Sez. II – Del deposito in albergo ∙ 1783 ∙ 1784 ∙ 1785 ∙ 1785-bis ∙ 1785-ter ∙ 1785-quater ∙ 1785-quinquies ∙ 1786
Sez. III – Del deposito nei magazzini generali ∙ 1787 ∙ 1788 ∙ 1789 ∙ 1790 ∙ 1791 ∙ 1792 ∙ 1793 ∙ 1794 ∙ 1795 ∙ 1796 ∙ 1797
Capo XIII – Del sequestro convenzionale ∙ 1798 ∙ 1799 ∙ 1800 ∙ 1801 ∙ 1802
Capo XIV – Del comodato ∙ 1803 ∙ 1804 ∙ 1805 ∙ 1806 ∙ 1807 ∙ 1808 ∙ 1809 ∙ 1810 ∙ 1811 ∙ 1812
Capo XV – Del mutuo ∙ 1813 ∙ 1814 ∙ 1815 ∙ 1816 ∙ 1817 ∙ 1818 ∙ 1819 ∙ 1820 ∙ 1821 ∙ 1822
Capo XVI – Del conto corrente ∙ 1823 ∙ 1824 ∙ 1825 ∙ 1826 ∙ 1827 ∙ 1828 ∙ 1829 ∙ 1830 ∙ 1831 ∙ 1832 ∙ 1833
Capo XVII – Dei contratti bancari
Sez. I – Dei depositi bancari ∙ 1834 ∙ 1835 ∙ 1836 ∙ 1837 ∙ 1838
Sez. II – Del servizio bancario delle cassette di sicurezza ∙ 1839 ∙ 1840 ∙ 1841
Sez. III – Dell’apertura di credito bancario ∙ 1842 ∙ 1843 ∙ 1844 ∙ 1845
Sez. IV – Dell’anticipazione bancaria ∙ 1846 ∙ 1847 ∙ 1848 ∙ 1849 ∙ 1850 ∙ 1851
Sez. V – Delle operazioni bancarie in conto corrente ∙ 1852 ∙ 1853 ∙ 1854 ∙ 1855 ∙ 1856 ∙ 1857
Sez. VI – Dello sconto bancario ∙ 1858 ∙ 1859 ∙ 1860
Capo XVIII – Della rendita perpetua ∙ 1861 ∙ 1862 ∙ 1863 ∙ 1864 ∙ 1865 ∙ 1866 ∙ 1867 ∙ 1868 ∙ 1869 ∙ 1870 ∙ 1871
Capo XIX – Della rendita vitalizia ∙ 1872 ∙ 1873 ∙ 1874 ∙ 1875 ∙ 1876 ∙ 1877 ∙ 1878 ∙ 1879 ∙ 1880 ∙ 1881
Capo XX – Dell’assicurazione
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1882 ∙ 1883 ∙ 1884 ∙ 1885 ∙ 1886 ∙ 1887 ∙ 1888 ∙ 1889 ∙ 1890 ∙ 1891 ∙ 1892 ∙ 1893 ∙ 1894 ∙ 1895 ∙ 1896 ∙ 1897 ∙ 1898 ∙ 1899 ∙ 1900 ∙ 1901 ∙ 1902 ∙ 1903
Sez. II – Dell’assicurazione contro i danni ∙ 1904 ∙ 1905 ∙ 1906 ∙ 1907 ∙ 1908 ∙ 1909 ∙ 1910 ∙ 1911 ∙ 1912 ∙ 1913 ∙ 1914 ∙ 1915 ∙ 1916 ∙ 1917 ∙ 1918
Sez. III – Dell’assicurazione sulla vita ∙ 1919 ∙ 1920 ∙ 1921 ∙ 1922 ∙ 1923 ∙ 1924 ∙ 1925 ∙ 1926 ∙ 1927
Sez. IV – Della riassicurazione ∙ 1928 ∙ 1929 ∙ 1930 ∙ 1931
Sez. V – Disposizioni finali ∙ 1932
Capo XXI – Del giuoco e della scommessa ∙ 1933 ∙ 1934 ∙ 1935
Capo XXII – Della fideiussione
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 1936 ∙ 1937 ∙ 1938 ∙ 1939 ∙ 1940 ∙ 1941 ∙ 1942 ∙ 1943
Sez. II – Dei rapporti tra creditore e fideiussore ∙ 1944 ∙ 1945 ∙ 1946 ∙ 1947 ∙ 1948
Sez. III – Dei rapporti tra fideiussore e debitore principale ∙ 1949 ∙ 1950 ∙ 1951 ∙ 1952 ∙ 1953
Sez. IV – Dei rapporti tra più fideiussori ∙ 1954
Sez. V – Dell’estinzione della fideiussione ∙ 1955 ∙ 1956 ∙ 1957
Capo XXIII – Del mandato di credito ∙ 1958 ∙ 1959
Capo XXIV – Dell’anticresi ∙ 1960 ∙ 1961 ∙ 1962 ∙ 1963 ∙ 1964
Capo XXV – Della transazione ∙ 1965 ∙ 1966 ∙ 1967 ∙ 1968 ∙ 1969 ∙ 1970 ∙ 1971 ∙ 1972 ∙ 1973 ∙ 1974 ∙ 1975 ∙ 1976
Capo XXVI – Della cessione dei beni ai creditori ∙ 1977 ∙ 1978 ∙ 1979 ∙ 1980 ∙ 1981 ∙ 1982 ∙ 1983 ∙ 1984 ∙ 1985 ∙ 1986
Titolo IV – Delle promesse unilaterali ∙ 1987 ∙ 1988 ∙ 1989 ∙ 1990 ∙ 1991
Titolo V – Dei titoli di credito
Capo I – Disposizioni generali ∙ 1992 ∙ 1993 ∙ 1994 ∙ 1995 ∙ 1996 ∙ 1997 ∙ 1998 ∙ 1999 ∙ 2000 ∙ 2001 ∙ 2002
Capo II – Dei titoli al portatore ∙ 2003 ∙ 2004 ∙ 2005 ∙ 2006 ∙ 2007
Capo III – Dei titoli all’ordine ∙ 2008 ∙ 2009 ∙ 2010 ∙ 2011 ∙ 2012 ∙ 2013 ∙ 2014 ∙ 2015 ∙ 2016 ∙ 2017 ∙ 2018 ∙ 2019∙ 2020
Capo IV – Dei titoli nominativi ∙ 2021 ∙ 2022 ∙ 2023 ∙ 2024 ∙ 2025 ∙ 2026 ∙ 2027
Titolo VI – Della gestione di affari ∙ 2028 ∙ 2029 ∙ 2030 ∙ 2031 ∙ 2032
Titolo VII – Del pagamento dell’indebito ∙ 2033 ∙ 2034 ∙ 2035 ∙ 2036 ∙ 2037 ∙ 2038 ∙ 2039 ∙ 2040
Titolo VIII – Dell’arricchimento senza causa ∙ 2041 ∙ 2042
Titolo IX – Dei fatti illeciti ∙ 2043 ∙ 2044 ∙ 2045 ∙ 2046 ∙ 2047 ∙ 2048 ∙ 2049 ∙ 2050 ∙ 2051 ∙ 2052 ∙ 2053 ∙ 2054 ∙ 2055 ∙ 2056 ∙ 2057 ∙ 2058 ∙ 2059
LIBRO V – Del lavoro
Titolo I – Della disciplina delle attività professionali
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2060 ∙ 2061 ∙ 2062
Capo II – Delle ordinanze corporative e degli accordi economici collettivi ∙ 2063 ∙ 2064 ∙ 2065 ∙ 2066
Capo III – Del contratto collettivo di lavoro e delle norme equiparate ∙ 2067 ∙ 2068 ∙ 2069 ∙ 2070 ∙ 2071 ∙ 2072 ∙ 2073 ∙ 2074 ∙ 2075 ∙ 2076 ∙ 2077 ∙ 2078 ∙ 2079 ∙ 2080 ∙ 2081
Titolo II – Del lavoro nell’impresa
Capo I – Dell’impresa in generale
Sez. I – Dell’imprenditore ∙ 2082 ∙ 2083 ∙ 2084 ∙ 2085 ∙ 2086 ∙ 2087 ∙ 2088 ∙ 2089 ∙ 2090 ∙ 2091 ∙ 2092 ∙ 2093
Sez. II – Dei collaboratori dell’imprenditore ∙ 2094 ∙ 2095
Sez. III – Del rapporto di lavoro
Par. 1 – Della costituzione del rapporto di lavoro ∙ 2096 ∙ 2097 ∙ 2098
Par. 2 – Dei diritti e degli obblighi delle parti ∙ 2099 ∙ 2100 ∙ 2101 ∙ 2102 ∙ 2103 ∙ 2104 ∙ 2105 ∙ 2106 ∙ 2107 ∙ 2108 ∙ 2109 ∙ 2110 ∙ 2111 ∙ 2112 ∙ 2113
Par. 3 – Della previdenza e dell’assistenza ∙ 2114 ∙ 2115 ∙ 2116 ∙ 2117
Par. 4 – Dell’estinzione del rapporto di lavoro ∙ 2118 ∙ 2119 ∙ 2120 ∙ 2121 ∙ 2122 ∙ 2123 ∙ 2124 ∙ 2125
Par. 5 – Disposizioni finali ∙ 2126 ∙ 2127 ∙ 2128 ∙ 2129
Sez. IV – Del tirocinio ∙ 2130 ∙ 2131 ∙ 2132 ∙ 2133 ∙ 2134
Capo II – Dell’impresa agricola
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2135 ∙ 2136 ∙ 2137 ∙ 2138 ∙ 2139 ∙ 2140
Sez. II – Della mezzadria ∙ 2141 ∙ 2142 ∙ 2143 ∙ 2144 ∙ 2145 ∙ 2146 ∙ 2147 ∙ 2148 ∙ 2149 ∙ 2150 ∙ 2151 ∙ 2152 ∙ 2153 ∙ 2154 ∙ 2155 ∙ 2156 ∙ 2157 ∙ 2158 ∙ 2159 ∙ 2160 ∙ 2161 ∙ 2162 ∙ 2163
Sez. III – Della colonia parziaria ∙ 2164 ∙ 2165 ∙ 2166 ∙ 2167 ∙ 2168 ∙ 2169
Sez. IV – Della soccida
Par. 1 – Disposizioni generali ∙ 2170
Par. 2 – Della soccida semplice ∙ 2171 ∙ 2172 ∙ 2173 ∙ 2174 ∙ 2175 ∙ 2176 ∙ 2177 ∙ 2178 ∙ 2179 ∙ 2180 ∙ 2181
Par. 3 – Della soccida parziaria ∙ 2182 ∙ 2183 ∙ 2184 ∙ 2185
Par. 4 – Della soccida con conferimento di pascolo ∙ 2186
Sez. V – Disposizione finale ∙ 2187
Capo III – Delle imprese commerciali e delle altre imprese soggette a registrazione
Sez. I – Del registro delle imprese ∙ 2188 ∙ 2189 ∙ 2190 ∙ 2191 ∙ 2192 ∙ 2193 ∙ 2194
Sez. II – Dell’obbligo di registrazione ∙ 2195 ∙ 2196 ∙ 2197 ∙ 2198 ∙ 2199 ∙ 2200 ∙ 2201 ∙ 2202
Sez. III – Disposizioni particolari per le imprese commerciali
Par. 1 – Della rappresentanza ∙ 2203 ∙ 2204 ∙ 2205 ∙ 2206 ∙ 2207 ∙ 2208 ∙ 2209 ∙ 2210 ∙ 2211 ∙ 2212 ∙ 2213
Par. 2 – Delle scritture contabili ∙ 2214 ∙ 2215 ∙ 2215-bis ∙ 2216 ∙ 2217 ∙ 2218 ∙ 2219 ∙ 2220
Par. 3 – Dell’insolvenza ∙ 2221
Titolo III – Del lavoro autonomo
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2222 ∙ 2223 ∙ 2224 ∙ 2225 ∙ 2226 ∙ 2227 ∙ 2228
Capo II – Delle professioni intellettuali ∙ 2229 ∙ 2230 ∙ 2231 ∙ 2232 ∙ 2233 ∙ 2234 ∙ 2235 ∙ 2236 ∙ 2237 ∙ 2238
Titolo IV – Del lavoro subordinato in particolari rapporti
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2239
Capo II – Del lavoro domestico ∙ 2240 ∙ 2241 ∙ 2242 ∙ 2243 ∙ 2244 ∙ 2245 ∙ 2246
Titolo V – Delle societÃ
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2247 ∙ 2248 ∙ 2249 ∙ 2250
Capo II – Della società semplice
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2251 ∙ 2252
Sez. II – Dei rapporti tra i soci ∙ 2253 ∙ 2254 ∙ 2255 ∙ 2256 ∙ 2257 ∙ 2258 ∙ 2259 ∙ 2260 ∙ 2261 ∙ 2262 ∙ 2263 ∙ 2264 ∙ 2265
Sez. III – Dei rapporti con i terzi ∙ 2266 ∙ 2267 ∙ 2268 ∙ 2269 ∙ 2270 ∙ 2271
Sez. IV – Dello scioglimento della società ∙ 2272 ∙ 2273 ∙ 2274 ∙ 2275 ∙ 2276 ∙ 2277 ∙ 2278 ∙ 2279 ∙ 2280 ∙ 2281 ∙ 2282 ∙ 2283
Sez. V – Dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio ∙ 2284 ∙ 2285 ∙ 2286 ∙ 2287 ∙ 2288 ∙ 2289 ∙ 2290
Capo III – Della società in nome collettivo ∙ 2291 ∙ 2292 ∙ 2293 ∙ 2294 ∙ 2295 ∙ 2296 ∙ 2297 ∙ 2298 ∙ 2299 ∙ 2300∙ 2301 ∙ 2302 ∙ 2303 ∙ 2304 ∙ 2305 ∙ 2306 ∙ 2307 ∙ 2308 ∙ 2309 ∙ 2310 ∙ 2311 ∙ 2312
Capo IV – Della società in accomandita semplice ∙ 2313 ∙ 2314 ∙ 2315 ∙ 2316 ∙ 2317 ∙ 2318 ∙ 2319 ∙ 2320 ∙ 2321 ∙ 2322 ∙ 2323 ∙ 2324
Capo V – Della società per azioni
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2325 ∙ 2325-bis ∙ 2326 ∙ 2327 ∙ 2328 ∙ 2329 ∙ 2330 ∙ 2331 ∙ 2332
Sez. II – Della costituzione per pubblica sottoscrizione ∙ 2333 ∙ 2334 ∙ 2335 ∙ 2336
Sez. III – Dei promotori e dei soci fondatori ∙ 2337 ∙ 2338 ∙ 2339 ∙ 2340 ∙ 2341
Sez. III Bis- Dei patti parasociali ∙ 2341-bis ∙ 2341-ter
Sez. IV – Dei conferimenti ∙ 2342 ∙ 2343 ∙ 2343-bis ∙ 2343-ter ∙ 2343-quater ∙ 2344 ∙ 2345
Sez. V – Delle azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi ∙ 2346 ∙ 2347 ∙ 2348 ∙ 2349 ∙ 2350 ∙ 2351 ∙ 2352∙ 2353 ∙ 2354 ∙ 2355 ∙ 2355-bis ∙ 2356 ∙ 2357 ∙ 2357-bis ∙ 2357-ter ∙ 2357-quater ∙ 2358 ∙ 2359 ∙ 2359-bis ∙ 2359-ter ∙ 2359-quater ∙ 2359-quinquies ∙ 2360 ∙ 2361 ∙ 2362
Sez. VI – Dell’assemblea ∙ 2363 ∙ 2364 ∙ 2364-bis ∙ 2365 ∙ 2366 ∙ 2367 ∙ 2368 ∙ 2369 ∙ 2370 ∙ 2371 ∙ 2372 ∙ 2373 ∙ 2374 ∙ 2375 ∙ 2376 ∙ 2377 ∙ 2378 ∙ 2379 ∙ 2379-bis ∙ 2379-ter
Sez. VI Bis – Dell’amministrazione e del controllo
Par. 1 – Disposizioni generali ∙ 2380
Par. 2 – Degli amministratori ∙ 2380-bis ∙ 2381 ∙ 2382 ∙ 2383 ∙ 2384 ∙ 2385 ∙ 2386 ∙ 2387 ∙ 2388 ∙ 2389 ∙ 2390 ∙ 2391 ∙ 2391-bis ∙ 2392 ∙ 2393 ∙ 2393-bis ∙ 2394 ∙ 2394-bis ∙ 2395 ∙ 2396
Par. 3 – Del collegio sindacale ∙ 2397 ∙ 2398 ∙ 2399 ∙ 2400 ∙ 2401 ∙ 2402 ∙ 2403 ∙ 2403-bis ∙ 2404 ∙ 2405 ∙ 2406 ∙ 2407 ∙ 2408 ∙ 2409
Par. 4 – Della revisione legale dei conti ∙ 2409-bis ∙ 2409-ter ∙ 2409-quater ∙ 2409-quinquies ∙ 2409-sexies ∙ 2409-septies
Par. 5 – Del sistema dualistico ∙ 2409-octies ∙ 2409-novies ∙ 2409-decies ∙ 2409-undecies ∙ 2409-duodecies ∙ 2409-terdecies ∙ 2409-quaterdecies ∙ 2409-quinquiesdecies
Par. 6 – Del sistema monistico ∙ 2409-sexiesdecies ∙ 2409-septiesdecies ∙ 2409-octiesdecies ∙ 2409-noviesdecies
Sez. VII – Delle obbligazioni ∙ 2410 ∙ 2411 ∙ 2412 ∙ 2413 ∙ 2414 ∙ 2414-bis ∙ 2415 ∙ 2416 ∙ 2417 ∙ 2418 ∙ 2419 ∙ 2420∙ 2420-bis ∙ 2420-ter
Sez. VIII – Dei libri sociali ∙ 2421 ∙ 2422
Sez. IX – Del bilancio ∙ 2423 ∙ 2423-bis ∙ 2423-ter ∙ 2424 ∙ 2424-bis ∙ 2425 ∙ 2425-bis ∙ 2426 ∙ 2427 ∙ 2427-bis ∙ 2428 ∙ 2429 ∙ 2430 ∙ 2431 ∙ 2432 ∙ 2433 ∙ 2433-bis ∙ 2434 ∙ 2434-bis ∙ 2435 ∙ 2435-bis
Sez. X – Delle modificazioni dello statuto ∙ 2436 ∙ 2437 ∙ 2437-bis ∙ 2437-ter ∙ 2437-quater ∙ 2437-quinquies ∙ 2437-sexies ∙ 2438 ∙ 2439 ∙ 2440 ∙ 2440-bis ∙ 2441 ∙ 2442 ∙ 2443 ∙ 2444 ∙ 2445 ∙ 2446 ∙ 2447
Sez. XI – Dei patrimoni destinati ad uno specifico affare ∙ 2447-bis ∙ 2447-ter ∙ 2447-quater ∙ 2447-quinquies ∙ 2447-sexies ∙ 2447-septies ∙ 2447-octies ∙ 2447-novies ∙ 2447-decies
Sez. XII – Effetti della pubblicazione nel registro delle imprese ∙ 2448
Sez. XIII – Delle società con partecipazione dello Stato o di enti pubblici ∙ 2449 ∙ 2450
Sez. XIV – Delle società di interesse nazionale ∙ 2451
Capo VI – Della società in accomandita per azioni ∙ 2452 ∙ 2453 ∙ 2454 ∙ 2455 ∙ 2456 ∙ 2457 ∙ 2458 ∙ 2459 ∙ 2460 ∙ 2461
Capo VII – Della società a responsabilità limitata
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2462 ∙ 2463 ∙ 2463-bis
Sez. II – Dei conferimenti e delle quote ∙ 2464 ∙ 2465 ∙ 2466 ∙ 2467 ∙ 2468 ∙ 2469 ∙ 2470 ∙ 2471 ∙ 2471-bis ∙ 2472∙ 2473 ∙ 2473-bis ∙ 2474
Sez. III – Dell’amministrazione della società e dei controlli ∙ 2475 ∙ 2475-bis ∙ 2475-ter ∙ 2476 ∙ 2477 ∙ 2478 ∙ 2478-bis
Sez. IV – Delle decisioni dei soci ∙ 2479 ∙ 2479-bis ∙ 2479-ter
Sez. V – Delle modificazioni dell’atto costitutivo ∙ 2545-octies ∙ 2545-novies ∙ 2545-decies ∙ 2545-undecies ∙ 2545-duodecies ∙ 2545-terdecies
Capo VIII – Scioglimento e liquidazione delle società di capitali ∙ 2484 ∙ 2485 ∙ 2486 ∙ 2487 ∙ 2487-bis ∙ 2487-ter ∙ 2488 ∙ 2489 ∙ 2490 ∙ 2491 ∙ 2492 ∙ 2493 ∙ 2494 ∙ 2495 ∙ 2496
Capo IX – Direzione e coordinamento di società ∙ 2497 ∙ 2497-bis ∙ 2497-ter ∙ 2497-quater ∙ 2497-quinquies ∙ 2497-sexies ∙ 2497-septies
Capo X – Della trasformazione, della fusione e della scissione
Sez. I – Della trasformazione ∙ 2498 ∙ 2499 ∙ 2500 ∙ 2500-bis ∙ 2500-ter ∙ 2500-quater ∙ 2500-quinquies ∙ 2500-sexies ∙ 2500-septies ∙ 2500-octies ∙ 2500-novies
Sez. II – Della fusione delle società ∙ 2501 ∙ 2501-bis ∙ 2501-ter ∙ 2501-quater ∙ 2501-quinquies ∙ 2501-sexies ∙ 2501-septies ∙ 2502 ∙ 2502-bis ∙ 2503 ∙ 2503-bis ∙ 2504 ∙ 2504-bis ∙ 2504-ter ∙ 2504-quater ∙ 2505 ∙ 2505-bis ∙ 2505-ter ∙ 2505-quater
Sez. III – Della scissione delle società ∙ 2506 ∙ 2506-bis ∙ 2506-ter ∙ 2506-quater
Capo XI – Delle società costituite all’estero ∙ 2507 ∙ 2508 ∙ 2509 ∙ 2509-bis ∙ 2510
Titolo VI – Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
Capo I – Delle società cooperative
Sez. I – Disposizioni generali. Cooperative a mutualità prevalente ∙ 2511 ∙ 2512 ∙ 2513 ∙ 2514 ∙ 2515 ∙ 2516 ∙ 2517∙ 2518 ∙ 2519 ∙ 2520
Sez. II – Della costituzione ∙ 2521 ∙ 2522 ∙ 2523 ∙ 2524
Sez. III – Delle quote e delle azioni ∙ 2525 ∙ 2526 ∙ 2527 ∙ 2528 ∙ 2529 ∙ 2530 ∙ 2531 ∙ 2532 ∙ 2533 ∙ 2534 ∙ 2535 ∙ 2536 ∙ 2537
Sez. IV – Degli organi sociali ∙ 2538 ∙ 2539 ∙ 2540 ∙ 2541 ∙ 2542 ∙ 2543 ∙ 2544 ∙ 2545 ∙ 2545-bis ∙ 2545-ter ∙ 2545-quater ∙ 2545-quinquies ∙ 2545-sexies ∙ 2545-septies
Sez. VI – Dei controlli ∙ 2545-quaterdecies ∙ 2545-quinquiesdecies ∙ 2545-sexiesdecies ∙ 2545-septiesdecies ∙ 2545-octiesdecies
Capo II – Delle mutue assicuratrici ∙ 2546 ∙ 2547 ∙ 2548
Titolo VII – Dell’associazione in partecipazione ∙ 2549 ∙ 2550 ∙ 2551 ∙ 2552 ∙ 2553 ∙ 2554
Titolo VIII – Dell’azienda
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2555 ∙ 2556 ∙ 2557 ∙ 2558 ∙ 2559 ∙ 2560 ∙ 2561 ∙ 2562
Capo II – Della ditta e dell’insegna ∙ 2563 ∙ 2564 ∙ 2565 ∙ 2566 ∙ 2567 ∙ 2568
Capo III – Del marchio ∙ 2569 ∙ 2570 ∙ 2571 ∙ 2572 ∙ 2573 ∙ 2574
Titolo IX – Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni industriali
Capo I – Del diritto di autore sulle opere dell’ingegno letterarie e artistiche ∙ 2575 ∙ 2576 ∙ 2577 ∙ 2578 ∙ 2579 ∙ 2580 ∙ 2581 ∙ 2582 ∙ 2583
Capo II – Del diritto di brevetto per invenzioni industriali ∙ 2584 ∙ 2585 ∙ 2586 ∙ 2587 ∙ 2588 ∙ 2589 ∙ 2590 ∙ 2591
Capo III – Del diritto di brevetto per modelli di utilità e di registrazione per disegni e modelli ∙ 2592 ∙ 2593 ∙ 2594
Titolo X – Della disciplina della concorrenza e dei consorzi
Capo I – Della disciplina della concorrenza
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2595 ∙ 2596 ∙ 2597
Sez. II – Della concorrenza sleale ∙ 2598 ∙ 2599 ∙ 2600 ∙ 2601
Capo II – Dei consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2602 ∙ 2603 ∙ 2604 ∙ 2605 ∙ 2606 ∙ 2607 ∙ 2608 ∙ 2609 ∙ 2610 ∙ 2611
Sez. II – Dei consorzi con attività esterna ∙ 2612 ∙ 2613 ∙ 2614 ∙ 2615 ∙ 2615-bis
Sez. II Bis – Società consortili ∙ 2615-ter
Sez. III – Dei consorzi obbligatori ∙ 2616 ∙ 2617
Sez. IV – Dei controlli dell’autorità governativa ∙ 2618 ∙ 2619 ∙ 2620
Titolo XI – Disposizioni penali in materia di società e di consorzi
Capo I – Delle falsità ∙ 2621 ∙ 2621-bis ∙ 2621-ter ∙ 2622 ∙ 2623 ∙ 2624 ∙ 2625
Capo II – Degli illeciti commessi dagli amministratori ∙ 2626 ∙ 2627 ∙ 2628 ∙ 2629 ∙ 2629-bis
Capo III – Degli illeciti commessi mediante omissione ∙ 2630 ∙ 2631
Capo IV – Degli altri illeciti, delle circostanze attenuanti e delle misure di sicurezza patrimoniali ∙ 2632 ∙ 2633 ∙ 2634 ∙ 2635 ∙ 2636 ∙ 2637 ∙ 2638 ∙ 2639 ∙ 2640 ∙ 2641 ∙ 2642
LIBRO VI – Della tutela dei diritti
Titolo I – Della trascrizione
Capo I – Della trascrizione degli atti relativi ai beni immobili ∙ 2643 ∙ 2644 ∙ 2645 ∙ 2645-bis ∙ 2645-ter ∙ 2646 ∙ 2647 ∙ 2648 ∙ 2649 ∙ 2650 ∙ 2651 ∙ 2652 ∙ 2653 ∙ 2654 ∙ 2655 ∙ 2656 ∙ 2657 ∙ 2658 ∙ 2659 ∙ 2660 ∙ 2661 ∙ 2662 ∙ 2663 ∙ 2664 ∙ 2665 ∙ 2666 ∙ 2667 ∙ 2668 ∙ 2668-bis ∙ 2668-ter ∙ 2669 ∙ 2670 ∙ 2671 ∙ 2672
Capo II – Della pubblicità dei registri immobiliari e della responsabilità dei conservatori ∙ 2673 ∙ 2674 ∙ 2674-bis ∙ 2675 ∙ 2676 ∙ 2677 ∙ 2678 ∙ 2679 ∙ 2680 ∙ 2681 ∙ 2682
Capo III – Della trascrizione degli atti relativi ad alcuni beni mobili
Sez. I – Della trascrizione relativamente alle navi, agli aeromobili e agli autoveicoli ∙ 2683 ∙ 2684 ∙ 2685 ∙ 2686∙ 2687 ∙ 2688 ∙ 2689 ∙ 2690 ∙ 2691 ∙ 2692 ∙ 2693 ∙ 2694 ∙ 2695
Sez. II – Della trascrizione relativamente ad altri beni mobili ∙ 2696
Titolo II – Delle prove
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2697 ∙ 2698
Capo II – Della prova documentale
Sez. I – Dell’atto pubblico ∙ 2699 ∙ 2700 ∙ 2701
Sez. II – Della scrittura privata ∙ 2702 ∙ 2703 ∙ 2704 ∙ 2705 ∙ 2706 ∙ 2707 ∙ 2708
Sez. III – Delle scritture contabili delle imprese soggette a registrazione ∙ 2709 ∙ 2710 ∙ 2711
Sez. IV – Delle riproduzioni meccaniche ∙ 2712
Sez. V – Delle taglie o tacche di contrassegno ∙ 2713
Sez. VI – Delle copie degli atti ∙ 2714 ∙ 2715 ∙ 2716 ∙ 2717 ∙ 2718 ∙ 2719
Sez. VII – Degli atti di ricognizione o di rinnovazione ∙ 2720
Capo III – Della prova testimoniale ∙ 2721 ∙ 2722 ∙ 2723 ∙ 2724 ∙ 2725 ∙ 2726
Capo IV – Delle presunzioni ∙ 2727 ∙ 2728 ∙ 2729
Capo V – Della confessione ∙ 2730 ∙ 2731 ∙ 2732 ∙ 2733 ∙ 2734 ∙ 2735
Capo VI – Del giuramento ∙ 2736 ∙ 2737 ∙ 2738 ∙ 2739
Titolo III – Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2740 ∙ 2741 ∙ 2742 ∙ 2743 ∙ 2744
Capo II – Dei privilegi
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2745 ∙ 2746 ∙ 2747 ∙ 2748 ∙ 2749 ∙ 2750
Sez. II – Dei privilegi sui mobili
Par. 1 – Dei privilegi generali sui mobili ∙ 2751 ∙ 2751-bis ∙ 2752 ∙ 2753 ∙ 2754
Par. 2 – Dei privilegi sopra determinati mobili ∙ 2755 ∙ 2756 ∙ 2757 ∙ 2758 ∙ 2759 ∙ 2760 ∙ 2761 ∙ 2762 ∙ 2763 ∙ 2764 ∙ 2765 ∙ 2766 ∙ 2767 ∙ 2768 ∙ 2769
Sez. III – Dei privilegi sopra gli immobili ∙ 2770 ∙ 2771 ∙ 2772 ∙ 2773 ∙ 2774 ∙ 2775 ∙ 2775-bis ∙ 2776
Sez. IV – Dell’ordine dei privilegi ∙ 2777 ∙ 2778 ∙ 2779 ∙ 2780 ∙ 2781 ∙ 2782 ∙ 2783 ∙ 2783-bis
Capo III – Del pegno
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2784 ∙ 2785
Sez. II – Del pegno dei beni mobili ∙ 2786 ∙ 2787 ∙ 2788 ∙ 2789 ∙ 2790 ∙ 2791 ∙ 2792 ∙ 2793 ∙ 2794 ∙ 2795 ∙ 2796 ∙ 2797 ∙ 2798 ∙ 2799
Sez. III – Del pegno di crediti e di altri diritti ∙ 2800 ∙ 2801 ∙ 2802 ∙ 2803 ∙ 2804 ∙ 2805 ∙ 2806 ∙ 2807
Capo IV – Delle ipoteche
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2808 ∙ 2809 ∙ 2810 ∙ 2811 ∙ 2812 ∙ 2813 ∙ 2814 ∙ 2815 ∙ 2816
Sez. II – Dell’ipoteca legale ∙ 2817
Sez. III – Dell’ipoteca giudiziale ∙ 2818 ∙ 2819 ∙ 2820
Sez. IV – Dell’ipoteca volontaria ∙ 2821 ∙ 2822 ∙ 2823 ∙ 2824 ∙ 2825 ∙ 2825-bis ∙ 2826
Sez. V – Dell’iscrizione e rinnovazione delle ipoteche
Par. 1 – Dell’iscrizione ∙ 2827 ∙ 2828 ∙ 2829 ∙ 2830 ∙ 2831 ∙ 2832 ∙ 2833 ∙ 2834 ∙ 2835 ∙ 2836 ∙ 2837 ∙ 2838 ∙ 2839 ∙ 2840 ∙ 2841 ∙ 2842 ∙ 2843 ∙ 2844 ∙ 2845 ∙ 2846
Par. 2 – Della rinnovazione ∙ 2847 ∙ 2848 ∙ 2849 ∙ 2850 ∙ 2851
Sez. VI – Dell’ordine delle ipoteche ∙ 2852 ∙ 2853 ∙ 2854 ∙ 2855 ∙ 2856 ∙ 2857
Sez. VII – Degli effetti dell’ipoteca rispetto al terzo acquirente ∙ 2858 ∙ 2859 ∙ 2860 ∙ 2861 ∙ 2862 ∙ 2863 ∙ 2864 ∙ 2865 ∙ 2866 ∙ 2867
Sez. VIII – Degli effetti dell’ipoteca rispetto al terzo datore ∙ 2868 ∙ 2869 ∙ 2870 ∙ 2871
Sez. IX – Della riduzione delle ipoteche ∙ 2872 ∙ 2873 ∙ 2874 ∙ 2875 ∙ 2876 ∙ 2877
Sez. X – Dell’estinzione delle ipoteche ∙ 2878 ∙ 2879 ∙ 2880 ∙ 2881
Sez. XI – Della cancellazione dell’iscrizione ∙ 2882 ∙ 2883 ∙ 2884 ∙ 2885 ∙ 2886 ∙ 2887 ∙ 2888
Sez. XII – Del modo di liberare i beni dalle ipoteche ∙ 2889 ∙ 2890 ∙ 2891 ∙ 2892 ∙ 2893 ∙ 2894 ∙ 2895 ∙ 2896 ∙ 2897 ∙ 2898
Sez. XIII – Della rinunzia e dell’astensione del creditore nell’espropriazione forzata ∙ 2899
Capo V – Dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale
Sez. I – Dell’azione surrogatoria ∙ 2900
Sez. II – Dell’azione revocatoria ∙ 2901 ∙ 2902 ∙ 2903 ∙ 2904
Sez. III – Del sequestro conservativo ∙ 2905 ∙ 2906
Titolo IV – Della tutela giurisdizionale dei diritti
Capo I – Disposizioni generali ∙ 2907 ∙ 2908 ∙ 2909
Capo II – Dell’esecuzione forzata
Sez. I – Dell’espropriazione
Par. 1 – Disposizioni generali ∙ 2910 ∙ 2911
Par. 2 – Degli effetti del pignoramento ∙ 2912 ∙ 2913 ∙ 2914 ∙ 2915 ∙ 2916 ∙ 2917 ∙ 2918
Par. 3 – Effetti della vendita forzata e dell’assegnazione ∙ 2919 ∙ 2920 ∙ 2921 ∙ 2922 ∙ 2923 ∙ 2924 ∙ 2925 ∙ 2926 ∙ 2927 ∙ 2928 ∙ 2929
Sez. I Bis – Espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilita’ o di alienazioni a titolo gratuito ∙ 2929-bis
Sez. II – Dell’esecuzione forzata in forma specifica ∙ 2930 ∙ 2931 ∙ 2932 ∙ 2933
Titolo V – Della prescrizione e della decadenza
Capo I – Della prescrizione
Sez. I – Disposizioni generali ∙ 2934 ∙ 2935 ∙ 2936 ∙ 2937 ∙ 2938 ∙ 2939 ∙ 2940
Sez. II – Della sospensione della prescrizione ∙ 2941 ∙ 2942
Sez. III – Dell’interruzione della prescrizione ∙ 2943 ∙ 2944 ∙ 2945
Sez. IV – Del termine della prescrizione
Par. 1 – Della prescrizione ordinaria ∙ 2946
Par. 2 – Delle prescrizioni brevi ∙ 2947 ∙ 2948 ∙ 2949 ∙ 2950 ∙ 2951 ∙ 2952 ∙ 2953
Par. 3 – Delle prescrizioni presuntive ∙ 2954 ∙ 2955 ∙ 2956 ∙ 2957 ∙ 2958 ∙ 2959 ∙ 2960 ∙ 2961
Par. 4 – Del computo dei termini ∙ 2962 ∙ 2963
Capo II – Della decadenza ∙ 2964 ∙ 2965 ∙ 2966 ∙ 2967 ∙ 2968 ∙ 2969
Disposizioni per l’attuazione del codice civile e transitorie
∙ 1 ∙ 2 ∙ 3 ∙ 4 ∙ 5 ∙ 6 ∙ 7 ∙ 8 ∙ 9 ∙ 10 ∙ 11 ∙ 12 ∙ 13 ∙ 14 ∙ 15 ∙ 16 ∙ 17 ∙ 18 ∙ 19 ∙ 20 ∙ 21 ∙ 22 ∙ 23 ∙ 24 ∙ 25 ∙ 26 ∙ 27 ∙ 28 ∙ 29 ∙ 30 ∙ 31 ∙ 32 ∙ 33 ∙ 34 ∙ 34-bis ∙ 35 ∙ 35 ∙ 36 ∙ 37 ∙ 37-bis ∙ 38 ∙ 38-bis ∙ 39 ∙ 40 ∙ 41 ∙ 42 ∙ 43 ∙ 44 ∙ 45 ∙ 46 ∙ 46-bis ∙ 47 ∙ 48 ∙ 49 ∙ 49-bis ∙ 50 ∙ 51 ∙ 51-bis ∙ 52 ∙ 53 ∙ 54 ∙ 55 ∙ 56 ∙ 57 ∙ 57-bis ∙ 58 ∙ 59 ∙ 60 ∙ 61 ∙ 62 ∙ 63 ∙ 64 ∙ 65 ∙ 66 ∙ 65 ∙ 65 ∙ 66 ∙ 67 ∙ 68 ∙ 69 ∙ 70 ∙ 71 ∙ 71-bis ∙ 71-bis ∙ 71-ter ∙ 71-quater ∙ 72 ∙ 73 ∙ 73-bis ∙ 74 ∙ 75 ∙ 76 ∙ 77 ∙ 78 ∙ 79 ∙ 80 ∙ 81 ∙ 82 ∙ 83 ∙ 84 ∙ 85 ∙ 86 ∙ 87 ∙ 88 ∙ 89 ∙ 90 ∙ 91 ∙ 92 ∙ 93 ∙ 94 ∙ 95 ∙ 96 ∙ 97 ∙ 98 ∙ 99 ∙ 100 ∙ 101 ∙ 101-bis ∙ 101-ter ∙ 101-quater ∙ 102 ∙ 103 ∙ 104 ∙ 105 ∙ 106 ∙ 107 ∙ 108 ∙ 109 ∙ 110 ∙ 111 ∙ 111-bis ∙ 111-ter ∙ 111-quater ∙ 111-quinquies ∙ 111-sexies ∙ 111-septies ∙ 111-octies ∙ 111-nonies ∙ 111-decies ∙ 111-undecies ∙ 111-duodecies ∙ 111-terdecies ∙ 111-quaterdecies ∙ 112 ∙ 113 ∙ 113-bis ∙ 113-ter ∙ 114 ∙ 115 ∙ 116 ∙ 117 ∙ 118 ∙ 119 ∙ 120 ∙ 121 ∙ 122 ∙ 123 ∙ 124 ∙ 125 ∙ 126 ∙ 127 ∙ 127-bis ∙ 128 ∙ 129 ∙ 130 ∙ 131 ∙ 132 ∙ 133 ∙ 134 ∙ 135 ∙ 136 ∙ 137 ∙ 138 ∙ 139 ∙ 140 ∙ 141 ∙ 142 ∙ 143 ∙ 144 ∙ 145 ∙ 146 ∙ 147 ∙ 148 ∙ 149 ∙ 150 ∙ 151 ∙ 152 ∙ 153 ∙ 154 ∙ 155 ∙ 155-bis ∙ 156 ∙ 157 ∙ 158 ∙ 159 ∙ 160 ∙ 161 ∙ 162 ∙ 163 ∙ 164 ∙ 165 ∙ 166 ∙ 167 ∙ 168 ∙ 169 ∙ 170 ∙ 171 ∙ 172 ∙ 173 ∙ 174 ∙ 175 ∙ 176 ∙ 177 ∙ 178 ∙ 179 ∙ 180 ∙ 181 ∙ 182 ∙ 183 ∙ 184 ∙ 185 ∙ 186 ∙ 187 ∙ 188 ∙ 189 ∙ 190 ∙ 191 ∙ 192 ∙ 193 ∙ 194 ∙ 195 ∙ 196 ∙ 197 ∙ 198 ∙ 199 ∙ 200 ∙ 201 ∙ 202 ∙ 203 ∙ 204 ∙ 205 ∙ 206 ∙ 207 ∙ 208 ∙ 209 ∙ 210 ∙ 211 ∙ 211-bis ∙ 212 ∙ 213 ∙ 214 ∙ 215 ∙ 216 ∙ 217 ∙ 218 ∙ 219 ∙ 220 ∙ 221∙ 222 ∙ 223 ∙ 223-bis ∙ 223-ter ∙ 223-quater ∙ 223-quinquies ∙ 223-sexies ∙ 223-septies ∙ 223-octies ∙ 223-nonies ∙ 223-decies ∙ 223-undecies ∙ 223-duodecies ∙ 223-terdecies ∙ 223-quaterdecies ∙ 223-quinquiesdecies ∙ 223-sexiesdecies ∙ 223-septiesdecies ∙ 223-duodevicies ∙ 223-undevicies ∙ 223-vicies ∙ 223-vicies semel ∙ 223-vicies bis ∙ 223-vicies ter ∙ 224 ∙ 225 ∙ 226 ∙ 227 ∙ 228 ∙ 229 ∙ 230 ∙ 231 ∙ 232 ∙ 232-bis ∙ 233 ∙ 234 ∙ 235 ∙ 236 ∙ 237 ∙ 238∙ 239 ∙ 240 ∙ 241 ∙ 242 ∙ 243 ∙ 244 ∙ 245 ∙ 246 ∙ 247 ∙ 248 ∙ 249 ∙ 250 ∙ 251 ∙ 252 ∙ 253 ∙ 254 ∙ 255 ∙ 256