Avvocati divorzisti Bologna, approfondimento sul mantenimento dell’ex coniuge

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Quando si parla di assegno di mantenimento, nel linguaggio comune, si fa riferimento – in realtà – a due tipologie di assegni differenti: nel caso in cui la coppia sia solo separata, l’assegno da versare all’ex coniuge è, appunto, un assegno di mantenimento; nel caso in cui la coppia sia anche divorziata, invece, l’assegno è un assegno divorzile, che prende il posto di quello di mantenimento.

L’assegno di mantenimento e l’assegno divorzile

Il nostro studio di avvocati divorzisti di bologna ci tiene a specificare che la differenza tra le due tipologie  non è solo di carattere terminologico, ma ha anche delle implicazioni pratiche significative. Nel momento in cui due coniugi sono separati, in particolare, il vincolo del matrimonio non è da ritenere rotto in maniera definitiva: in tal caso lo scopo dell’assegno di mantenimento è quello di fare in modo che l’ex coniuge possa essere sostenuto come se i due partner vivessero ancora insieme. L’ex coniuge, dunque, ha diritto all’assegno per poter conservare il medesimo tenore di vita di cui beneficiava nel corso del matrimonio e della convivenza. Nel momento in cui la separazione si trasforma in un divorzio, però, non esiste più alcun motivo per il quale questo livello di reddito debba essere ancora assicurato, dal momento che scompaiono i vincoli coniugali; e tra i vincoli che vengono meno c’è anche l’impegno di garantire un tenore di vita equiparabile a quello di cui si beneficiava nel corso dell’unione. Ciò non toglie che l’assegno debba comunque avere una funzione assistenziale, così che il coniuge che non è autosufficiente dal punto di vista economico possa comunque mantenersi e riuscire a sopravvivere.

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Dopo la separazione

Nel caso di una separazione i coniugi continuano a rimanere tali, in quanto il rapporto matrimoniale non viene meno: ecco perché il reciproco obbligo di assistenza materiale si conserva. La separazione determina unicamente una sospensione del dovere di fedeltà, del dovere di convivenza e del dovere di collaborazione reciproca; non viene sospeso, invece, il dovere di natura patrimoniale. Lo scopo dell’assegno di mantenimento è quello di fare sì che il coniuge che si trova in una posizione economica più sfavorevole riesca a usufruire di redditi adeguati se da solo non riesce a conservare lo stesso tenore di vita che caratterizzava la convivenza. Il tenore di vita è rappresentato dalla somma dei redditi di tutti e due i coniugi: ciò vuol dire, per esempio, che se uno dei due coniugi è disoccupato e l’altro lavora, il reddito di quest’ultimo deve essere diviso con l’altro. Il giudice della separazione ha il compito di accertare che i mezzi economici del coniuge che presenta istanza di mantenimento sia effettivamente non sufficienti per permettergli di mantenere il tenore di vita in questione.

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Dopo il divorzio

Nel caso di un divorzio, d’altro canto, la situazione è del tutto differente: gli effetti civili del matrimonio, infatti, terminano, e i coniugi ormai sono ex. Tra i due soggetti non c’è più alcun legame, e scompaiono anche gli obblighi che durante la separazione erano ancora vigenti. Il solo vincolo che resta è quello di solidarietà post-coniugale: una recente sentenza della Cassazione ha specificato che l’assegno divorzile non deve più essere adeguato al tenore di vita che caratterizzava la vita coniugale, ma deve comunque servire al mantenimento dell’ex, se questi non riesce a mantenersi da solo. Dopo il divorzio, pertanto, è indispensabile verificare l’autosufficienza e l’indipendenza economica dell’ex coniuge che presenta la richiesta per ottenere un assegno periodico. Se uno dei due coniugi è molto ricco, l’assegno divorzile può comunque essere basso, paragonabile all’assegno divorzile previsto per una coppia in cui il coniuge più benestante ha un reddito medio.

A che cosa serve l’assegno di mantenimento

I presupposti su cui si basa l’assegno divorzile, in sintesi, sono diversi da quelli su cui si basa l’assegno di mantenimento: quest’ultimo, in particolare, è uno dei cardini del matrimonio e serve a fare in modo che la coppia possa essere traghettata al divorzio senza che i vincoli economici siano compromessi. Non sono più intatti, ma vengono sospesi, i vincoli di carattere personale che hanno a che fare con la convivenza e con la fedeltà. Il divorzio è l’evento che fa venire meno qualsiasi legame, così che non sia più contemplato l’obbligo di assicurare all’ex coniuge il tenore di vita di cui poteva beneficiare mentre il matrimonio era ancora in vigore.

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